A cinque anni di distanza dall'esordio con Les Amours d'Anaïs la quarantenne francese Charline Bourgeois-Tacquet torna alla regia con La Vie d'une femme, racconto sulla ricerca di sé e del proprio senso per un'indomita chirurga che lavora nel pubblico. Leggi tutto
Pierre Salvadori torna alla regia con La Vénus électrique, mettendo in scena un brillante piano ordito in fase di scrittura da Rebecca Zlotowski e Robin Campiello. Film d'apertura fuori concorso del Festival di Cannes 2026. Leggi tutto
Reduce dalla generale commozione suscitata nella sezione Orizzonti dell’ultima rassegna lidense, Tutto l'amore che serve (Mon inséparable) segna l’esordio alla direzione di un lungometraggio dell’attrice e sceneggiatrice Anne-Sophie Bailly. Leggi tutto
Con Un semplice incidente Jafar Panahi prende di petto non il regime iraniano in quanto tale, ma la responsabilità del singolo all'interno di un sistema fascistoide, attraverso un viaggio a tappe dal sapore beckettiano che riflette sull'impossibilità della vendetta. Leggi tutto
Chiara e Marcello: due nomi, un solo cognome. Un progetto ambizioso, quello di Marcello mio, che Christophe Honoré porta a compimento con la sua solita sfacciata leggerezza ed esuberanza, con quel suo gusto rischioso e sempre un po' al limite per la commistione di toni e generi. Leggi tutto
Justine Triet torna in concorso a Cannes con Anatomia di una caduta, racconto che si articola attorno al labirinto della verità e alla difficoltà di definirla. La regia elegante e l'ottima direzione degli attori (a partire dalla protagonista Sandra Hüller) riescono in parte a sopperire a una struttura troppo monocorde e statica. Leggi tutto
Annie Ernaux, che un paio di mesi fa ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura, ha esordito quest'anno alla regia insieme al figlio David Ernaux-Briot con Annie Ernaux – I miei anni Super 8, che cerca di ricostruire un decennio di vita famigliare e collettiva attraverso le immagini amatoriali girate all'epoca. Leggi tutto
Un bel mattino è l'orizzonte cui aspira Sandra, giovane vedova con figlioletta che si trova ad accudire il padre affetto da una grave malattia degenerativa. Mia Hansen-Løve attinge una volta di più alla propria vicenda personale per tratteggiare un racconto borghese che sappia cogliere le sfumature dell'esistenza. Leggi tutto








