Il signore degli anelli – Le due torri

Il signore degli anelli – Le due torri

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Se nel primo capitolo, La compagnia dell’anello, Jackson doveva fare i conti con l’introduzione di un universo particolarmente stratificato e se nell’atto conclusivo, Il ritorno del Re, cede un po’ troppo alle esigenze sentimentali della storia, con Il signore degli anelli – Le due torri il cineasta neozelandese può fare bella mostra di tutte le sue straordinarie doti registiche.

Per un’epica del cinema

La Compagnia dell’Anello è divisa, e ogni speranza è riposta ora in Frodo e Sam, che stanno tentando di attraversare non visti i confini di Mordor, tallonati dall’infido Gollum: Aragorn, Gimli e Legolas sono invece sulle tracce di Merry e Pipino, rapiti dagli Uruk-Hai di Saruman e in grave pericolo di vita. Attraverso alterne vicende, raggiungeranno la terra di Rohan e aiuteranno il Re Theoden nella sua guerra contro il traditore Saruman… [sinossi]

Il signore degli anelli – Le due torri inizia esattamente dove La compagnia dell’anello finisce, ma si discosta notevolmente dal risultato qualitativo raggiunto dal primo capitolo. Non avendo il peso (e il dovere) di introdurre così tanti e importanti personaggi come ne La compagnia dell’anello, Jackson si concentra finalmente sulla storia e sulle sue tematiche storiche, politiche, psicologiche, mantenendo invece inalterata la potenza visiva che aveva contraddistinto già il predecessore.

Il signore degli anelli – Le due torri si presenta dunque come uno sguardo lucido sull’universo tolkieniano, un sunto delle complesse traiettorie mitopoietiche che fanno dell’opera di Tolkien una delle più importanti nell’immaginario collettivo del XX secolo. Grazie a un impressionante e massiccio uso degli effetti speciali, una ricerca estenuante degli esterni, effettuata come sempre in Nuova Zelanda, e soprattutto grazie alla stupefacente capacità di Jackson di saper gestire una produzione di così grandi dimensioni, Il signore degli anelli – Le due torri risulta, a nostro parere, il miglior risultato della trilogia. Se nel primo capitolo il regista doveva fare i conti con l’introduzione di un universo particolarmente stratificato e se nel terzo (Il ritorno del Re) cede un po’ troppo alle esigenze sentimentali della storia, nel capitolo di mezzo Jackson fa bella mostra di tutte le sue straordinarie doti registiche: il taglio fotografico gestito da Andrew Lesnie (che ha fotografato il prossimo film di Shyamalan) si fa sempre più intrigante, virando in alcuni momenti verso un grigio che esplode in tutta la sua magnificenza cromatica nel momento della battaglia al Fosso di Helm, le musiche potenti ed epiche di Howard Shore variano dalle dolcezza melodica alla potenza tambureggiante dei momenti di battaglia, mentre lo stesso Jackson fornisce una composizione dell’inquadratura che ha qualcosa di classico (specie nei primi piani ma anche e in particolare nella gestione dell’apparato attoriale) e di epico (tutte le riprese in campo lungo e lunghissimo), amplificandone la bellezza grazie a un montaggio che ha qualcosa di magico, soprattutto se si pensa al fatto che il materiale visivo è stato girato una sola volta e successivamente montato e diviso in tre film (con integrazioni a posteriori).

Ma la vera sorpresa de Il signore degli anelli – Le due torri è l’approccio a quello che, forse, è il personaggio più importante della trilogia: Gollum/Smeagle. Gollum è la vera vittima dell’anello e della storia e, in qualche misura, la controparte di un Frodo che per l’intera trilogia non ha mai convinto realmente. È buffo che sia un’immagine digitalizzata a surclassare la realtà della prestazione attoriale fornita da Elijah Wood, sebbene dietro Gollum ci sia la mano dello stesso Jackson (impressionante il momento del confronto fra Gollum e Smeagle) e, soprattutto, di Andy Serkis, attore da sempre poco considerato ma di essenziale valore.

I momenti che preferiamo: l’assedio al Fosso di Helm, perché restituisce un’idea di cinema davvero epico, con rimandi visivi a Paolo Uccello; i monologhi di Gollum, perché si fondano su una dialettica della recitazione che negli ultimi anni sembra essersi un po’ persa; i momenti di stasi, fortemente intrisi di poesia visiva (il ricordo di Aragorn dell’amata), coadiuvati da una perfetta sincronizzazione di tutti gli elementi compositivi (regia, montaggio, fotografia, musica).

P. S. Per chi non l’avesse ancora fatto, consigliamo di recuperare la versione Extended, più lunga ma anche più completa ed equilibrata.
Info
Il trailer italiano de Il signore degli anelli – Le due torri.
Il trailer originale de Il signore degli anelli – Le due torri.
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