Cyrus
di Jay Duplass, Mark Duplass
Con Cyrus Mark e Jay Duplass confermano una volta di più di aver ricevuto in dono una vena creativa dissacrante in grado di mantenere le loro opere in bilico tra vari generi. Una commedia sulfurea e brillante interpretata da John C. Reilly, Jonah Hill, Marisa Tomei e Catherine Keener.
…e lui tra noi
La sua ex moglie sta per risposarsi e ormai si è isolato da tutto e da tutti, quando, inaspettatamente, John conosce la sua donna dei sogni… Per scoprire subito dopo che nella sua vita c’è un altro uomo: Cyrus, il figlio ventunenne. Cyrus, che farebbe di tutto per proteggerla, non è pronto a dividerla con chicchessia, specialmente con John. I due si ritroveranno così a combattere per la donna che amano, e sembra che solo uno ne uscirà vincitore. Cyrus presenta uno sguardo ironico e caloroso sull’amore e la famiglia in una Los Angeles contemporanea. [sinossi]
Nell’andare a scandagliare il cinema contemporaneo, tra le peculiarità che si possono annotare a margine di una contestualizzazione tematica, risalta agli occhi la messa in scena di famiglie disfunzionali. Questi nuclei familiari incompleti, bizzarri, fuori dai canoni, devono parte della loro proliferazione sul grande schermo al cinema “indipendente”, che li ha trasformati in veri e propri topoi narrativi, dai quali sembra sempre più difficile evadere: dalle più riuscite analisi umane di Wes Anderson o da lavori brillanti quali Juno di Jason Reitman, fino a prodotti largamente sopravvalutati come Little Miss Sunshine, il cinema statunitense (apparentemente) lontano dalle chimere hollywoodiane sembra aver ormai catechizzato e a suo modo istituzionalizzato un modo diverso di intendere le relazioni interpersonali e la caratterizzazione dei personaggi. Un fenomeno particolarmente prolifico soprattutto nell’ambito delle commedie.
Paradigmi piuttosto esemplificativi di questo approccio alla materia è stato possibile rintracciarli anche al Torino Film Festival, sia nel folle e sgangherato Super di James Gunn che in Cyrus dei fratelli Duplass. Apprezzati in precedenza per il bell’esordio The Puffy Chair (2005) e per l’irresistibile comedy-thriller Baghead (2008), visto in Italia nella sezione Extra della terza edizione del Festival di Roma, Mark e Jay Duplass confermano una volta di più di aver ricevuto in dono una vena creativa dissacrante in grado di mantenere le loro opere in bilico tra vari generi. Nel caso specifico, i due fratelli nativi di New Orleans mettono in piedi un’impalcatura narrativa che potrebbe nascondere alle sue spalle, senza forzature di sorta, un perfetto thriller “casalingo”, genere che ebbe un improvviso periodo di gloria (quasi esclusivamente al botteghino, a giudicare dal valore squisitamente qualitativo delle pellicole in questione) tra la metà degli anni Ottanta e la fine del millennio.
La storia di Cyrus, ragazzone alto e palesemente sovrappeso, che non riesce ad accettare la relazione che la madre ha intrecciato con un divorziato nerd quarantenne, nelle mani di molti altri cineasti si sarebbe trasformato in una progressiva discesa agli inferi; ma i Duplass non si lasciano avviluppare con troppa facilità dalle spire della prassi, e non accettano in maniera prona tutti i cliché ai quali dovrebbero aderire. Fatto sta che Cyrus si dimostra una brillante commedia, dal ritmo sostenuto e dai dialoghi al vetriolo, che mette in scena lo scontro generazionale puntando su timbriche prossime al grottesco, ed esasperandone i contenuti.
Un conflitto che inizia con la scomparsa di un paio di scarpe da ginnastica e prolifera, con sempre maggiore intensità e senza esclusione di colpi, fin (quasi) al punto di non ritorno: se la messa in scena mostra fin troppa aderenza al panorama estetico cui si faceva riferimento in precedenza, abusando di una macchina a mano mossa che si sposa solo in modo episodico con il materiale narrativo con cui si ha a che fare, molte delle intuizioni di sceneggiatura meritano di essere innalzate agli onori delle cronache. La silenziosa battaglia notturna tra John e Cyrus, per far sì che Molly non abbia modo di accorgersi del battibecco, è una sequenza d’antologia, così come tutta la prima parte del film, sicuramente la più ispirata. Ad agevolare il compito dei Duplass ci pensa poi il ricco cast scelto per l’occasione: il sempre sorprendente Johan Hill (aficionados dei set di Judd Apatow), nelle vesti dello schizofrenico e corpulento Cyrus, una sempre bellissima Marisa Tomei, Catherine Keener – veterana dell’indie a stelle e strisce degli ultimi venti anni, da Neil LaBute a Tom DiCillo, da Spike Jonze a Charlie Kaufman – e soprattutto un monumentale e irrefrenabile John C. Reilly, capace di conquistare l’attenzione degli spettatori con la sola forza della sua mise. E regalando almeno una scena destinata ad alimentare un piccolo culto: durante la festa per il fidanzamento della sua ex-moglie beve a dismisura fino a ubriacarsi, per poi lanciarsi nel bel mezzo del salotto alle prime note di Don’tYou Want Me degli Human League al grido di “questa è la canzone più bella di tutti i tempi” e improvvisare un ballo scomposto. Scomposto come la famiglia fuori dagli schemi di questa sapida commedia a stelle e strisce; scomposto come il cinema non allineato dei fratelli Duplass; scomposto come un lieto fine che lieto (e fine) forse non lo è completamente.
Info
Cyrus, il trailer.
- Genere: commedia, drammatico, sentimentale
- Titolo originale: Cyrus
- Paese/Anno: USA | 2010
- Regia: Jay Duplass, Mark Duplass
- Sceneggiatura: Jay Duplass, Mark Duplass
- Fotografia: Jas Shelton
- Montaggio: Jay Deuby
- Interpreti: Carrie McJane, Catherine Keener, Charlie Brewer, Diane Mizota, Jamie Donnelly, John C. Reilly, Jonah Hill, Kathy Ann Wittes, Katie Aselton, Marisa Tomei, Matt Walsh, Steve Zissis, Tim Guinee
- Colonna sonora: Michael Andrews
- Produzione: Scott Free Productions
- Distribuzione: 20th Century Fox
- Durata: 91'
- Data di uscita: 10/12/2010




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