Ernest & Celestine

Dalle illustrazioni di Gabrielle Vincent, contrassegnate da un character design più minuzioso, Pennac ha tratto una favola di ottanta minuti dai chiari intenti didascalici, priva di eccessi retorici e banali ridondanze. La scrittura ironica del romanziere francese si è quindi sposata perfettamente con le scelte grafiche e con la fluida semplicità delle animazioni. Ernest & Celestine è un inno all’animazione, è la celebrazione delle idee, come altre piccole perle spesso misconosciute nel Bel Paese.

Panico al villaggio (degli orsi e dei topi)

Nel mondo degli orsi non è ammessa l’amicizia coi topi. Ma Ernest, un grosso orso emarginato, clown e musicista, incontra e stringe amicizia con la graziosa topolina Célestine, un’orfana che vive nel mondo sotterraneo dei topi. Ernest et Célestine, oramai inseparabili, dovranno fare i conti con l’ordine prestabilito… [sinossi]

Suonerà come una provocazione, ma Ernest & Celestine sarebbe stato proprio bene in concorso alla 65esima edizione del Festival di Cannes. I tre registi – Benjamin Renner, Stéphane Aubier e Vincent Patar – si sono dovuti invece accontentare della Quinzaine des Réalisateurs. Non che sia poco, ma stride parecchio la diversità di trattamento e considerazione tra il suddetto gioiellino e il blockbuster senz’anima Madagascar 3 – Ricercati in Europa, presentato in pompa magna e diretto da un trio molto meno ispirato: Eric Darnell, Tom McGrath e Conrad Vernon. Anche il deludente Le magasin des suicides di Patrice Leconte – ancora 3D – ha avuto il suo fugace momento di gloria con una proiezione al Palais.

Abbandoniamo le perverse logiche festivaliere e focalizziamoci sul piccolo miracolo dell’orso burbero e della graziosa topolina, limpido esempio di animazione ispirata nella scrittura – l’allitterazione è una tentazione troppo forte: la penna è di Pennac – ma quasi commovente nella messa in scena. Basterebbe l’incipit per giustificare l’entusiasmo, con le linee su carta di un disegno infantile che si addolciscono e si colorano, andando a formare dei topolini dal character design morbidissimo, spesso appena accennato. Ed è con la semplicità delle linee e dei colori acquerello che gli animatori giocano costantemente, creando immagini efficaci e fantasiose come la massa informe di topi poliziotto o come l’ombra orrorifica che la tutrice dell’orfanotrofio proietta sul muro, mentre racconta una favola della buona notte decisamente sui generis. Ernest & Celestine è un inno all’animazione, è la celebrazione delle idee, come altre piccole perle spesso misconosciute nel Bel Paese: il character design tondeggiante scelto da Renner, Aubier e Patar, come il tratto geometrico di Une vie de chat di Alain Gagnol e Jean-Loup Felicioli o l’iperdettagliata e marcata bidimensionalità di The Secret of Kells di Tomm Moore e Nora Twomey, rappresenta la via da percorrere per l’animazione europea. Dal prodotto per un pubblico più adulto, come L’illusionista di Sylvain Chomet, fino alla pellicola espressamente destinata all’infanzia, come il più che grazioso Tiffany e i tre briganti di Hayo Freitag, l’alternativa allo strapotere dei blockbuster in computer grafica e 3D a stelle e strisce dovrebbe essere la qualità, l’idea, l’intuizione e la coerenza grafica e cromatica. E in questo senso non sembra casuale l’inevitabile fascinazione per la città sotterranea dei topi, ricca di spassose trovate, che cancella in un battibaleno la pur sfarzosa e pixelata ambientazione di Giù per il tubo di David Bowers e Sam Fell.

Dalle illustrazioni di Gabrielle Vincent, contrassegnate da un character design più minuzioso, Daniel Pennac ha tratto una favola di ottanta minuti dai chiari intenti didascalici, priva di eccessi retorici e banali ridondanze. La scrittura ironica del celebre romanziere francese si è quindi sposata perfettamente con le scelte grafiche e con la fluida semplicità delle animazioni – illuminante, a proposito di semplicità, la sequenza musicale che rimanda agli esperimenti di Norman McLaren (Dots). Ed è sorprendente ritrovare alla regia, oltre al suddetto Renner, gli autori del folle Panico al villaggio, stop motion dalla marcata comicità nonsense. Ernest & Celestine è senza dubbio qualcosa di completamente diverso (e con un budget più corposo): un motivo in più per attendere speranzosi i prossimi passi di Stéphane Aubier e Vincent Patar (e Benjamin Renner).

Info
Il trailer di Ernest & Celestine sul canale youtube della Sacher Distribuzione.
Ernest & Celestine su facebook.
Il sito ufficiale di Ernest & Celestine.
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