Planes

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Planes scimmiotta senza fantasia Cars, non offre nulla di rilevante dal punto di vista tecnico e non vale più di un qualsiasi straight-to-video disneyano.

All’aereo agricolo non far sapere…

Generoso e combattivo, Dusty non è stato progettato per velocità e grandi altezze e soffre di vertigini. La sua unica possibilità è chiedere aiuto all’aviatore navale Skipper, un vecchio aereo in pensione che può preparalo alla sfida col supercampione Ripslinger, la star del circuito professionistico. Superate per il rotto della cuffia le qualificazioni, Dusty si troverà di fronte al suo sogno e alle sue paure… [sinossi]

Sarebbe quasi superfluo soffermarsi sul derivativo Planes, stanco spin-off di Cars, se non fosse per alcune considerazioni sulle dinamiche produttive e creative. Della pellicola, infatti, è presto detto: scontato nello sviluppo narrativo (un po’ Cars, un po’ Turbo), il film scritto da Jeffrey M. Howard (Disney Fairies: I giochi della Radura Incantata, Trilli e il grande salvataggio) e diretto da Klay Hall (Trilli e il tesoro perduto) può contare su una confeziona tecnica appena discreta ed è calibrato su un pubblico di giovanissimi – o, per meglio dire, sull’idea che i produttori hanno di bimbi e bimbetti, troppo spesso destinatari di storielle smaccatamente didascaliche e preconfezionate.

Guardando all’universo partorito dalla Pixar da un’altra prospettiva (dalle macchine di Cars agli aerei, dai circuiti del campionato Indy alle competizioni aeree, da un celebre e viziato campione a un umile ma talentuoso contadinotto), questa nuova produzione targata Disney si affaccia sul grande schermo con ottime possibilità di scalare il box office ma senza la qualità degli anni d’oro, di quei “classici” d’antan che nemmeno John Lasseter sembra voler rinverdire. Dopo la sorprendente fiammata di Ralph Spaccatutto, Planes sembra riportare di colpo il livello di creatività e qualità della Casa del Topo agli anni bui delle linee incerte di Taron e la pentola magica, alle idee stagnanti di Bianca e Bernie nella terra dei canguri, all’abbandono dell’animazione tradizionale post-Mucche alla riscossa.

Allargando lo sguardo alla Pixar e a Lasseter, al moltiplicarsi dei sequel/prequel, al secondo addio all’animazione di zio Walt, l’orizzonte sembra d’improvviso rannuvolarsi. Questo Planes “Pixar/non Pixar”, Disney per assegnazione, non ha nessuna voglia di raccontare una nuova storia, di conquistare i piccoli spettatori, di stupire i genitori. Il tycoon/taikun Lasseter, almeno per questo giro di pista, sembra aver preso le distanze dalla stella polare miyazakiana, dalla centralità e sacralità della narrazione, per mungere a più non posso un universo narrativo che ha ragione di esistere e di resistere solo in nome del merchandising.

Planes scimmiotta senza fantasia Cars (il titolo Pixar meno convincente), non offre nulla di rilevante dal punto di vista tecnico e non vale più di evitabili straight-to-video come La sirenetta II – Ritorno agli abissi o Il re leone 3 – Hakuna Matata. La Disney ridotta a sottomarca è una ferita aperta e dolorosa.

Info
Il sito ufficiale di Planes.
Planes su facebook.
Il trailer italiano di Planes.
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