Snowpiercer
di Bong Joon-ho
Snowpiercer pesca a piene mani dall’immaginario della fantascienza distopica e post-catastrofica, ma la sensazione di déjà vu sembra ben controbilanciata dalla crudezza di Bong, dalla maestria tecnica di alcuni spettacolari passaggi e dalla chiarezza politica della metafora bonghiana.
La forza della dinamite
2031. Dopo il fallimento di un esperimento per porre fine al riscaldamento globale, una vera e propria nuova era glaciale stermina tutti gli abitanti del pianeta a eccezione dei viaggiatori che si trovano sullo Snowpiercer, un treno ad alta velocità che fa il giro del mondo e che trae energia da un motore in moto perpetuo. Il treno è un microcosmo della società umana diviso in classi sociali: i più poveri vivono nelle ultime carrozze, i ricchi nei vagoni anteriori. La convivenza e i delicati equilibri fra le classi sfociano, inevitabilmente, in lotte e rivoluzioni… [sinossi]
E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano:
ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
sembrava avesse dentro un potere tremendo,
la stessa forza della dinamite…
La locomotiva – Francesco Guccini
Il budget internazionale messo in piedi per il nuovo film di Bong Joon-ho, Snowpiercer, blockbuster che batte bandiera sudcoreana, francese e soprattutto statunitense, è una sorta di punto di arrivo, di naturale approdo. Il fertile incontro tra il cinema a stelle e strisce e i registi/autori più spendibili della New Wave coreana (Stoker di Park Chan-wook e The Last Stand – L’ultima sfida di Kim Jee-Woon) parte da lontano, è un percorso iniziato alla fine degli anni Novanta, coi primi roboanti vagiti di Shiri di Kang Je-gyu e Joint Security Area di Park. In direzione opposta, sarà interessante valutare Oldboy di Spike Lee, remake atteso e temuto di uno dei titoli chiave dell’industria cinematografica coreana.
Contaminazione è il concetto alla base di Snowpiercer e, con direttrici diverse, alla base dell’esplosione della New Wave. L’elevato livello della confezione tecnica e la solidità dell’impianto narrativo (di una parte) dei film hollywoodiani sono infatti tra le componenti innestate nel rapido processo di rinascita del cinema coreano degli ultimi quindici anni. Questa contaminazione, che ha nutrito e poi “sedotto” gli autori di A Bittersweet Life e Memories of Murder, porta però con sé dei lati negativi, dei corpi estranei a rischio di rigetto. Balza agli occhi, ad esempio, lo squilibrio del cast di Snowpiercer, nonostante gli sforzi e la discreta performance di Chris Evans. Più dell’impari confronto con i grandi vecchi Ed Harris e John Hurt, persino utile a livello narrativo, è emblematico il paragone tra la fissità e la fisicità standardizzata di Evans e la presenza scenica e il carisma di Song Kang-ho, attore dalla ragguardevole filmografia [1].
Ancora contaminazioni. Snowpiercer pesca a piene mani dall’immaginario della fantascienza distopica e post-catastrofica e da altre suggestioni, ma la sensazione di déjà vu sembra ben controbilanciata dalla crudezza di Bong, dalla maestria tecnica di alcuni spettacolari passaggi (in primis, la sequenza della mattanza al buio e quella successiva delle fiaccole) e dalla chiarezza politica della metafora bonghiana, esposta con innevato nitore. Risultano quindi funzionali la ripresa della metafora sociale del treno, più volte portata sullo schermo (da L’imperatore del Nord di Aldrich a From Inside di John Bergin, passando persino per i nipponici Marine Express e Galaxy Express 999), e l’idea del microsistema umano autosufficiente, con questo viaggio alla ricerca di una sopravvivenza apparentemente illusoria. Bong sembra quasi aver compresso e accelerato l’intuizione narrativa di Universo di Robert A. Heinlein, adattando tempi e toni alle necessità della vasta platea internazionale.
Bong tratteggia tra sequenze action e qualche spiegazione di troppo un quadro a suo modo inappuntabile della società umana di ieri, di oggi e di domani, smascherando i lati e i personaggi oscuri delle dinamiche rivoluzionarie e divertendosi a deformare in maniera grottesca le classi più agiate. Realista e quindi pessimista, Snowpiercer ci indica probabilmente l’unica soluzione possibile per azzerare ordine e disordine, per sfuggire ai falsi miti, per non restare ingabbiati come topi in un infinito labirinto (sembrano proprio così i pur dritti vagoni del treno), per non cedere al prossimo Mr. Wilford, versione dittatoriale e crudele del mago di Oz.
Il problema, a ben guardare, siamo noi.
Note
1. Tra i tanti titoli, ricordiamo quantomeno Mr. Vendetta (2002), The Host (2006) e Thirst (2009), oltre ai già citati Joint Security Area (2000) e Memories of Murder (2003).
Info
La pagina facebook di Snowpiercer.
Il trailer italiano di Snowpiercer.
- Genere: action, drammatico, fantascienza
- Titolo originale: Snowpiercer
- Paese/Anno: Corea del Sud, Francia, USA | 2013
- Regia: Bong Joon-ho
- Sceneggiatura: Bong Joon-ho, Kelly Masterson
- Fotografia: Hong Kyung-pyo
- Montaggio: Steve M. Choe
- Interpreti: Adnan Haskovic, Alison Pill, Chris Evans, Clark Middleton, Ed Harris, Emma Levie, Ewen Bremner, Jamie Bell, John Hurt, Kenny Doughty, Ko Ah-sung, Luke Pasqualino, Marcanthonee Reis, Octavia Spencer, Paul Lazar, Song Kang-ho, Steve Park, Tómas Lemarquis, Tilda Swinton, Vlad Ivanov
- Colonna sonora: Marco Beltrami
- Produzione: CJ Entertainment, Moho Films, Opus Pictures, SnowPiercer, Stillking Films
- Distribuzione: Koch Media
- Durata: 126'
- Data di uscita: 27/02/2014






Tokyo!
Okja
Oldboy
Stoker
The Last Stand – L’ultima sfida
L’imperatore del Nord
Galaxy Express 999 – Memorial Box 1
From Inside