Prossima fermata: Fruitvale Station

Prossima fermata: Fruitvale Station

di

Prosegue la collaborazione tra Quinlan e VVVVID: in streaming sul nostro sito Prossima fermata: Fruitvale Station, convincente esordio del regista e sceneggiatore Ryan Coogler, autore di Creed, in questi giorni nelle sale.

Vai in fondo alla pagina per vedere il film in streaming.

L’anno che verrà

Il film racconta la storia vera di Oscar Grant III, un ventiduenne della Bay Area, ripercorrendone le ultime ore di vita a partire dalla mattina del 31 dicembre 2008, giorno del compleanno di sua madre, e illuminando la quotidianità e i piccoli e grandi ostacoli che il ragazzo si trova a fronteggiare nel tentativo di diventare una persona migliore… [sinossi]

Sembra avere le idee chiare l’esordiente Ryan Coogler, regista e sceneggiatore premiato al Sundance e al Festival di Cannes. Un trionfo. Cinema indie, con quell’estetica fatta di primi e primissimi piani e di macchina a mano, che è un po’ una scelta di campo e un po’ una comprensibile scorciatoia. E poi il protagonista, Michael B. Jordan (Chronicle), volto fresco, capace di caricarsi sulle spalle l’intera pellicola; quindi la ricerca di un equilibrio difficile tra il racconto di un drammatico fatto di cronaca e il ritratto di un ragazzo problematico, col rischio scongiurato di scivolare nella beatificazione. Ma è nella struttura circolare, nel raggelante incipit di un minuto e mezzo, dilatato in maniera straziante nel finale, che Coogler getta le solide fondamenta di Prossima fermata: Fruitvale Station, pellicola dolorosa che prova a guardare in più direzioni, a restituire un senso quotidiano di smarrimento e di impotenza. Il sogno americano come chimera. Il sogno americano ha la pelle bianca.

I frammenti che compongono Fruitvale Station (il filmato originale dell’omicidio ripreso con un cellulare, i flashback in prigione, le peregrinazioni del protagonista, le sequenze con la figlia) ricostruiscono uno scenario ben più complesso dei tragici eventi raccontati. È una parte per il tutto, è la storia che si ripete: «shut the fuck up», «bitch-ass nigger, huh?» e il colpo di pistola sono l’epilogo inevitabile, sono come le frustate di 12 anni schiavo, e lo saranno anche domani, tra dieci anni, venti, trenta. Altro che forzature o concessioni obamiane del cinema statunitense contemporaneo: Fruitvale Station non è The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca, non è The Help, non è una edificante colata di melassa. Non sono brillantini e paillettes per soffocare il senso di colpa di wasp e affini. Il film di Coogler è uno sguardo sulle dinamiche sociali, culturali, anche urbane di una divisione sociale, di un labirinto che per molti non ha una via di uscita [1]. E così è il percorso del giovane Oscar, padre ventiduenne, spacciatore che non riesce a tenersi un lavoro, finito già due volte in galera, sempre a un passo dal baratro. Ma il baratro è come il colpo di pistola, è quel nigger che alcuni mormorano e altri urlano, che dall’alto pianificano. Il «protect and serve» non è per tutti, nemmeno a San Francisco.

Prodotto dalla Significant Productions di Forest Whitaker, Fruitvale Station non si focalizza solo su Oscar ma tratteggia un emblematico passaggio generazionale, non a caso femminile: la madre Wanda (Octavia Spencer, premiata con una statuetta proprio per il rassicurante The Help), la compagna Sophina (Melonie Diaz) e la figlia Tatiana (la piccola Ariana Neal) sembrano destinate e in parte rassegnate a soffrire per un figlio, un marito, un padre. Come dicevamo, è la storia che si ripete.
Chiudiamo con due intuizioni che hanno impreziosito Fruitvale Station. Il massiccio Kevin Durand nel ruolo dell’ufficiale Caruso, un caratterista che paga un po’ la stazza erculea ma ha interessanti potenzialità drammatiche (e comiche). La più che graziosa Ariana Neal, che regala per alcuni istanti quella naturalezza infantile che solo lo splendido Little Feet di Alexandre Rockwell o il misconosciuto Windy Day di John e Faith Hubley sono riusciti a catturare.

Note
1. Sulla Bay Area di San Francisco e sulla gentrificazione consigliamo l’interessante articolo Vivere a San Francisco di Silvia Pareschi, su cineforum.it.
Info
Il sito ufficiale di Fruitvale Station.
Fruitvale Station su facebook.
Fruitvale Station su twitter.
Il trailer italiano di Fruitvale Station.
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-01.jpg
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-02.jpg
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-03.jpg
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-04.jpg
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-05.jpg
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-06.jpg
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-07.jpg
  • fruitvale-station-2013-ryan-coogler-08.jpg

Articoli correlati

  • In Sala

    CreedCreed – Nato per combattere

    di Nelle due ore e poco più di Creed c'è Stallone, c'è Rocky. Poi ci sono dei riflessi più o meno pallidi, tracce di una saga troppo lunga, di un primo capitolo inimitabile, di un'opera d'esordio che sembra già lontanissima. Creed è e resta uno spin-off, un titolo minore che ha bisogno di aggrapparsi a Stallone, allo “stallone italiano”, per restare a galla.
  • Streaming

    Sword of the Stranger

    di L'esordio al lungometraggio del giapponese Masahiro Andō è anche il titolo che inaugura la collaborazione tra Quinlan e VVVVID per la visione gratuita in streaming.
  • Archivio

    12 anni schiavo

    di Nelle sale e lanciato verso la serata degli Oscar, 12 anni schiavo del regista britannico Steve McQueen è il terzo capitolo di una ideale trilogia sulla libertà dopo Hunger e Shame. Un film importante, doloroso.
  • In Sala

    the butler,lee daniels,maggiordomo,casa biancaThe Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca

    di Sette amministrazioni presidenziali a stelle e strisce attraverso gli occhi e le parole del maggiordomo della Casa Bianca Cecil Gaines, interpretato da un intenso Forest Whitaker.
  • Roma 2013

    Little Feet

    di Torna sul grande schermo al Festival di Roma, nella sezione CineMaxxi, il talento creativo, libero, giocoso e cinefilo di Alexandre Rockwell.
  • Streaming

    Una lettera per Momo

    di Un nuovo film in streaming targato Quinlan & VVVVID: Una lettera per Momo di Hiroyuki Okiura, vincitore della quattordicesima edizione del Future Film Festival di Bologna ed ennesima e felice conferma dello stato di salute dell'industria degli anime.
  • Streaming

    FLCL – Furi Kuri

    di , , , In streaming gratuito grazie alla piattaforma VVVVID, la miniserie d'animazione FLCL - Furi Kuri, un delirio sia narrativo che visivo. Un mix di rock, pop, punk, anime, manga, fantascienza, turbamenti giovanili...
  • Streaming

    Eraserhead – La mente che cancella

    di In streaming gratuito grazie alla piattaforma VVVVID, lo stordente esordio al lungometraggio di David Lynch. Un imperdibile viaggio nell'immaginario del grande regista statunitense.
  • Streaming

    The Driller Killer

    di Con il suo secondo lungometraggio, The Driller Killer, Abel Ferrara realizza una giocosa e crudele allegoria sull'arte e chi la crea. In streaming gratuito grazie alla piattaforma VVVVID.
  • Streaming

    Tutti giù per terra

    di In streaming gratuito grazie alla piattaforma VVVVID, Tutti giù per terra di Davide Ferrario, in cui si metteva in scena la crisi di fine Novecento. Un film alla moda e - insieme - di protesta in senso lato, disincantato e "liquido", che appare invecchiato, ma che è riuscito a registrare una precisa epoca di transizione.
  • Streaming

    Shinjuku Triad Society

    di In streaming sul nostro sito grazie all'accordo con VVVVID.it, il primo capitolo della cosiddetta "Black Society Trilogy", che rese noto il nome di Takashi Miike anche in occidente.
  • DVD

    Boyz ‘n the Hood

    di Celebrata opera prima di John Singleton, Boyz 'n the Hood fu accolto a suo tempo da un lusinghiero successo di pubblico e critica. Rivisto oggi, è un convenzionale dramma "all black" che mostra molte debolezze e un approccio ingenuo ed esemplare alla denuncia sociale. In dvd per Sony e CG.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento