Cercasi Gesù

Cercasi Gesù

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Opera tarda di Luigi Comencini, Cercasi Gesù vedeva l’esordio al cinema di Beppe Grillo secondo chiavi abbastanza distanti dal suo profilo di comico televisivo. Film naïf, divagante, dai ritmi liberi e distratti. Debole e vecchiotto nella sua sostanza moralistica. In dvd per Mustang e CG.

Mentre fa l’autostop all’uscita di un casello autostradale in compagnia di una scostante sconosciuta, Giovanni viene caricato in macchina da un sacerdote, don Filippo, che cerca un volto per pubblicizzare una nuova collana sulla vita di Gesù Cristo a puntate. Colpito dalla somiglianza fisica di Giovanni col Messia, don Filippo gli offre il lavoro, che l’uomo accetta volentieri installandosi presso un falegname nelle vicinanze della casa editrice cattolica. Intanto Giovanni tenta di salvare una tossicodipendente con neonato a carico, e Francesca, la sconosciuta incontrata in autostrada che si rivela per una terrorista di estrema sinistra… [sinossi]

Nell’ampio passaggio al cinema di comici cabarettistici e televisivi, che ebbe luogo tra la fine degli anni Settanta e tutti gli anni Ottanta italiani, non si tirò indietro nemmeno Beppe Grillo, la cui brevissima carriera cinematografica (solo tre film) è stata successivamente oggetto di scarse memorie. A differenza dei suoi coevi colleghi, che spesso esordivano in contenitori filmici fortemente piegati alla loro ben precisa fisionomia e sovente in veste di registi di se stessi, Grillo si concesse a operazioni che solo in minima parte gli venivano cucite addosso, con la parziale eccezione di Topo Galileo (1988) di Francesco Laudadio.
Anche nel caso di Cercasi Gesù (1982), suo primo cimento con la settima arte, l’involucro appare decisamente preesistente a Beppe Grillo, oltretutto approntato in sede di regia da un mostro sacro del nostro cinema come Luigi Comencini, coadiuvato alla sceneggiatura anche da Antonio Ricci, al tempo autore di fiducia del comico.

Il tentativo insomma appare quello di dedicarsi a un solido progetto filmico, in cui l’autorialità si delinei come argine alla debordante personalità di un protagonista venuto da ampie esperienze televisive e abituato a muoversi da solo e autosufficiente in scena. In tal senso costituisce una certa sorpresa scoprire qui Beppe Grillo alle prese con una prova dimessa e sottovoce, amarognola e rarefatta, in special modo se rapportiamo tale approccio al cinema al suo profilo di severo bacchettatore savonaroliano in tv che ha trovato una coerente espressione nel suo successivo dedicarsi alla politica.
In Cercasi Gesù Beppe Grillo non fa se stesso, né prova minimamente a fare l’attore. Fatta eccezione per due o tre parentesi in cui si dedica con tenue evidenza alla tecnica del monologo, probabilmente mutuata dalle sue pregresse esperienze di stand-up comedian ma qui con briglie fortemente accorciate, per il resto Grillo si muove nel film con fare distratto e consapevolmente “fuori luogo”, snocciolando le sue battute praticamente lontano da qualsiasi intento di vera drammatizzazione – ciò risulta evidente soprattutto nei suoi primi piani. Né comico egocentrico, né attore.
Come succederà pochi anni dopo col Joan Lui (1985) di Adriano Celentano, anche qui troviamo un uomo di spettacolo alle prese con immagini cristologiche di sé, ma se da un lato Celentano edifica un mostruoso tempio al proprio ego, dall’altro in Cercasi Gesù vi è da garante la robusta professionalità di Comencini, che riconduce l’operazione a un sentimento più umile e garbato, sulla linea di umori neo-francescani. A tenere insieme due film così profondamente diversi si erge probabilmente una comune preoccupazione verso il “moderno” e le sue derive comportamentali tra violenza ed egoismo, che rischiano di fare piazza pulita di un’intera cultura – almeno nel punto di vista adottato dai rispettivi autori. Ma Celentano straripa, celebrando sostanzialmente se stesso. Grillo suggerisce, allude, timidamente annichilito dalla prova stessa alla quale è chiamato – a un certo punto, anzi, si percepisce pure un sovrapporsi di livelli semantici quando il Giovanni protagonista, per bocca di Grillo, si rifiuta di discutere di compensi per il lavoro pubblicitario che gli è stato offerto. «È già così bello che abbiate scelto me per questa cosa» – e qui non si sa dove finisce il Giovanni personaggio e inizia l’uomo Beppe Grillo, convocato da Comencini per la sua prima prova al cinema nientemenoché a confronto con temi cristologici.

Il Gesù di Grillo, forse nuovo Messia forse uomo capitato lì per caso, predica timidamente i più semplici precetti cristiani, collocato in una fiaba moderna e gentile che si regge su una rete infinita di paradossi. Seguendo un proprio acido moralismo che aveva trovato la sua espressione più compiuta in L’ingorgo (1978), Comencini mostra una modernità italiana che, se un giorno tornasse il Cristo tra di noi, non solo non lo riconoscerebbe, ma lo piegherebbe anche ai propri interessi più biecamente economici per poi confinarlo in manicomio – non molto diverso, in fondo, dalle vicende del Cristo stesso, laddove la casa di cura tiene luogo della condanna e crocifissione.
Il gioco dei paradossi comenciniani conserva pure qui qualche buona traccia, a cominciare dall’anziana madre ridotta a fare la domestica per la sua stessa famiglia in una casa borghese e falsamente democratico/permissivista, dalla bambina che intona slogan da lotta armata fino alle conseguenze della pacata ingenuità di Giovanni che gli merita lo schiaffone “di genere” di un poliziotto. Sempre sul filo dei neri paradossi Comencini dà poi una svolta al racconto tramite il sequestro di Giovanni da parte di terroristi di estrema sinistra, rapimento che si conclude col rifiuto di pagare il riscatto da parte di avidi e ipocriti uomini di chiesa. Il moralismo nero è tuttavia mitigato da una linea narrativa smagliata e rarefatta, che si cura poco dei ritmi e allunga o abbrevia a piacere i tempi diegetici.
Girato in poche location, Cercasi Gesù appare spesso un happening (vedi il mimo pressoché extradiegetico di Giuseppe Cederna) che solo incidentalmente è collocato in un racconto coerente. Al contempo, il Giovanni protagonista ripercorre più luoghi evangelici con atteggiamento lunare e balzano – gioca a pallone coi bambini delle periferie («Lasciate che i pargoli vengano a me»), si ritrova a fare da guardiano notturno presso un falegname al servizio di un proprio San Giuseppe, identifica pure un infido Giuda Iscariota tra i sacerdoti che gli offrono il lavoro, tenta di salvare una Maria Maddalena qui rispecchiata in una terrorista dalle fattezze di Maria Schneider, e sul finire appare pure un manipolo di ladroni umoristicamente consapevoli della propria caratura di riferimento citazionistico.
Sul finale Giovanni compie anche un miracolo, che se non vogliamo restare alla pura lettera del racconto può essere interpretato come un tenue lamento sul bisogno di reincanto del mondo, stupore ormai spazzato via dalle logiche tutte razionali di un essere umano interessato solo alle cose materiali. Tuttavia, in Cercasi Gesù lo spirito comenciniano appare fin troppo esangue, spento e allentato. Se a tratti il progetto filmico, sia pure calato nella modernità, può ricordare il pauperismo francescano del televisivo Pinocchio (e in tal senso Giovanni appare un nuovo ingenuo burattino di legno incapace di dire bugie), d’altro canto l’incontro tra fiaba e modernità si configura più volte stridente e infelice. Siamo in una fiaba, d’accordo, ma le categorie convocate sono fin troppo facili e immediate, e spesso, come capita talvolta col cinema tardo di grandi autori, si avverte una preoccupazione moralistica tutta di superficie nei confronti di “tutto il male del mondo”. Giovanni incontra figurazioni deboli o survoltate di un tessuto sociale esploso, lontano anni luce da concetti solidi come famiglia e buoni sentimenti. Così tenta di redimere una tossicodipendente, la cui madre fa la battona al soldo di un pappone manesco, e prova poi a salvare l’incarnazione più urgentemente immediata di quegli anni, la terrorista Francesca di estrazione alto-borghese, nella quale (un luogo comune dopo l’altro) s’identifica una classe benestante che non ha saputo educare i propri figli in virtù di un modernistico permissivismo poco lontano dall’incurante egoismo.

In Cercasi Gesù, insomma, l’incontro tra fiaba e attualità appare un vero e proprio abbraccio mortale, dove la preoccupazione per un mondo non più in grado di stupirsi davanti al messaggio di Cristo è veicolata secondo categorie vecchiotte, sia pure costantemente depotenziate da una messinscena volutamente lasca e divagante. A conti fatti la prova di Grillo fu anche ben accolta (ricevette il David di Donatello al miglior attore esordiente), ma fin dalle prime battute del film egli stesso appare ben consapevole che quello non è il suo mondo, il suo habitat, a differenza di molti suoi colleghi coevi che trovarono invece cornici cinematografiche più agevoli per il loro talento maturato in altre forme d’arte.
Nel percorso creativo di Luigi Comencini Cercasi Gesù si delinea invece come un tassello a suo modo coerente, inficiato però da evidente stanchezza, scarsa ispirazione, in nome di un blandissimo allarme rispetto ai destini di un paese, di una cultura, del mondo intero. La confezione conserva pure evidenti ambizioni (oltre a Maria Schneider, a fianco di Grillo è convocato un grande nome come Fernando Rey), così come sempre prezioso si conferma il contributo di un bel commento musicale di Fiorenzo Carpi. Ma in ultima analisi Cercasi Gesù assume i tratti di un film sempliciotto, senza precisa identità, che non sembra nemmeno calibrato su alcun tipo di pubblico – e d’altra parte non si profila certo per una riflessione sul linguaggio incurante del pubblico. Forse anche in esso è ravvisabile l’incipiente difficoltà di un cinema italiano, venuto da grandi decenni, che non sapeva trovare eredi. Non rimaneva dunque che ripiegarsi in una facile malinconia crepuscolare, corroborata dalla presa di coscienza di una sopraggiunta indifferenza sociale. Poiché, oramai, non siamo/eravamo neanche più capaci di riconoscere i tanti Cristi che giorno per giorno ci passano accanto.

Extra: trailer originale.
Info
La scheda di Cercasi Gesù sul sito di CG Entertainment.
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