Settimana della Critica 2019 – Presentazione

Settimana della Critica 2019 – Presentazione

Ha inizio il secondo triennio sotto l’egida del delegato generale Giona Nazzaro, e il programma della Settimana della Critica 2019 viene presentato come d’abitudine alla Casa del Cinema. Alla scoperta degli autori di “domani” ma con uno sguardo sempre proteso sull’oggi, sui suoi drammi e le sue contraddizioni, la più antica delle sezioni collaterali della Mostra proporrà nove giorni di visioni, tra corti e lungometraggi.

La Settimana della Critica 2019 segna l’inizio del secondo mandato in qualità di delegato generale per Giona Nazzaro. Un nuovo triennio che vede sostituito quasi integralmente il comitato di selezione – dei tre anni conclusi nel 2018 è rimasta la sola Beatrice Fiorentino, mentre sono subentrati Paola Casella, Simone Emiliani e Roberto Manassero – ma lascia intatto, almeno sulla carta, il progetto portato avanti nel corso degli anni da Nazzaro, e che è in fin dei conti alla base dell’esistenza stessa della più antica tra le sezioni collaterali della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: scoprire e valorizzare il nuovo cinema, dando spazio agli esordienti nel tentativo di arricchire lo sguardo. Una sfida potenzialmente infinita, e che si rinnova edizione dopo edizione, costruendo nel corso del tempo un percorso magari non sempre lineare ma denso, stratificato, in grado di interpretare il proprio tempo e di renderlo materiale ed evocativo senza paradossi. Un percorso che, come ha sottolineato il presidente del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani (di cui la SIC è un’emanazione) aprendo le danze alla presentazione del programma svoltasi come d’abitudine alla Casa del Cinema di Roma, ha visto tra i protagonisti anche i vari Olivier Assayas, Kevin Reynolds, Abdellatif Kechiche, fino ai recenti Les Garçons sauvages di Bertrand Mandico e Still Recording di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub, il titolo più significativo visto lo scorso anno alla SIC – e forse nell’intero ambito della Mostra.

Riparte dunque da dove si è “interrotta” la Settimana della Critica 2019, proponendo uno sguardo a 360° sul mondo: i nove registi selezionati vengono da Italia, India, Libano, Lituania, Cile, Danimarca, Gran Bretagna, Arabia Saudita, e Messico, ma molte di più sono le realtà produttive internazionali che hanno contribuito alla realizzazione di questi film. Forse anche per questo, oltre che per la volontà del comitato di selezione, le opere a uno sguardo ancora superficiale appaiono così nette, decise a muoversi in territori dell’immaginario estremamente distanti tra loro. Tra lembi di genere e spinte visionarie, costruzioni che partono dalla realtà per allargare poi il discorso narrativo, commedia e cinema d’animazione, l’impressione è che una volta di più si sia cercata l’unità nella difformità, prediligendo gli sguardi più sinceramente radicali, in grado di mettere in opera traiettorie personali e non di prammatica. Che questo sforzo abbia prodotto o meno risultati compiuti è qualcosa di necessariamente secondario, e che potrà trovare riscontro solo al Lido di Venezia, quando infine la selezione si confronterà con il pubblico, gli accreditati, gli addetti ai lavori. Nel frattempo restano i titoli, a loro modo fascinosi e misteriosi: dall’apertura fuori concorso di Gitanjali Rao e del suo animato Bombay Rose (primo lungometraggio per una regista premiatissima nella breve distanza, e omaggiata un anno fa dal Ca’ Foscari Short di Roberta Novielli) fino alla chiusura affidata al misterico Sanctorum di Joshua Gil, passando – tra gli altri – per Parthenon di Mantas Kvedaravičius, Psychosia di Marie Grahtø, Scales di Shahad Ameen e Tony Driver, esordio alla regia del barese Ascanio Petrini con protagonista Pasquale Donatone, italo-americano che, cacciato dagli States, vive in un container a Polignano a Mare.

La Settimana della Critica 2019 rinnova poi l’esperienza di SIC@SIC, luogo deputato alla promozione del cortometraggio ideato insieme a Cinecittà Luce e che quest’anno vedrà, oltre ai sette titoli scelti per la selezione – tra questi desta particolare curiosità Los oceanos son los verdaderos continentes di Tommaso Santambrogio, lavoro di venti minuti girato a Cuba sotto la “protezione” di Gianluca Arcopinto e Lav Diaz – anche un’apertura e chiusura d’eccezione, con opere sulla breve distanza di Gianni Amelio (Passatempo, prodotto nell’ambito di Fare Cinema di Marco Bellocchio a Bobbio) e Bonifacio Angius (Destino). Perché il nuovo e il vecchio, a ben vedere, sono solo categorie dello spirito.

Info
Il sito ufficiale della Settimana della Critica 2019.

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