Uscite in sala 27 febbraio 2025
Settimana a dir poco mostruosa, visto che tra oggi e martedì trovano spazio in sala addirittura diciassette film, destinati ovviamente a rosicchiare l’osso lasciato dal successo clamoroso di Follemente. Tra questi da citare soprattutto il bell’esordio alla regia di Jesse Eisenberg, il noir carico di simbolismi di Guan Hu, Silenzio! di Teddy Lussi-Modeste. E poi l’opera prima di Tortorici, i gigionismi di Hugh Grant, il dramma familiare delle sorelle Coulin, il ritorno al cinema di Maurizio Nichetti. Sempre consapevoli che il 3 marzo torna sul grande schermo L’angelo azzurro di Josef von Sternberg, a ricordare a tutti di cosa possa essere capace il cinema.
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A REAL PAIN
di Jesse Eisenberg
Jesse Eisenberg esordisce alla regia con una commedia agra, non priva di dolcezze ma che non indulge a sentimentalismi eccessivi, e che sa raccontare il senso di dispersione dell’ebreo statunitense e anche il suo progressivo scollamento dalla realtà. Questo, di questi tempi, è argomento tutt’altro che banale. Ancor meno banale l’interpretazione dello stesso Eisenberg e ancor più di Kieran Culkin.
David e Benji sono due cugini non più in sintonia tra loro che si ritrovano per un tour in Polonia in onore della loro amata nonna. L’avventura prende una svolta quando le vecchie tensioni della strana coppia riemergono sullo sfondo della loro storia familiare. [sinossi]
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BLACK DOG
di Guan Hu
Guan Hu non è probabilmente il fior fiore dell’industria cinematografica cinese, ma qui trova alcune delle sue traiettorie migliori, o almeno delle più interessanti. Forse il simbolismo diventa eccessivo, anche per la riflessione sulla “nuova” Cina, ma nel complesso si tratta di un’opera che ha un orizzonte chiaro da rincorrere e lo fa senza slanci ma anche senza cadute rovinose.
Chixia, Cina, 2008. Musicista rock di successo e acrobata da circo sulle motociclette, Lang cade in disgrazia dopo essere stato accusato dell’omicidio del nipote del macellaio Hu. Uscito dal carcere grazie a delle misteriose attenuanti, è nel mirino dei propositi di vendetta di Hu. Rifarsi una vita per Lang è complicato, specie con il padre, gestore di uno zoo, alcolizzato all’ultimo stadio. Gli offre un lavoro Yao, un padrino locale che si occupa della cattura dei cani randagi che stanno invadendo Chixia e, in particolare, di un imprendibile cane nero, che si presume rabbioso. [sinossi]
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HERETIC
di Scott Beck, Bryan Woods
Ci si può legittimamente divertire durante la visione del nuovo film di Beck e Woods, ma nel complesso l’impressione è quella di un’occasione mancata, un lavoro che non è davvero né carne né pesce. Hugh Grant gigioneggia in modo continuato e strabordante.
Sorella Paxton e Sorella Barnes sono due giovani missionarie della chiesa mormona, che si dedicano alla predicazione e visitano porta a porta chi si mostra interessato ad approfondire il loro credo religioso. Quando varcano, però, la soglia del signor Reed, sul principiare di uno scatenato temporale, non sanno che stanno entrando nella tana del lupo e che l’interesse dell’uomo per l’argomento sprituale nasconde in realtà oscure deviazioni mentali e terribili trappole pronte a incastrarle. [sinossi]
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SILENZIO!
di Teddy Lussi-Modeste
Non male il terzo film da regista per Lussi-Modeste, che mescola La classe e un passaggio dell’ultimo film di Nuri Bilge Ceylan per architettare un discorso sulla verità che è però anche un’amarissima riflessione sullo stato dell’istituzione scolastica, sempre più aziendale e lontana dal reale scopo per cui è nata.
Periferia di Parigi. Julien è un giovane professore di lettere che cerca di coinvolgere e appassionare i suoi studenti. Un giorno Leslie, una delle sue alunne che è molto chiusa, lo accusa di molestie sessuali. Il fratello della ragazza, che ha un carattere irascibile, lo minaccia e lo vuol far cacciare dalla scuola. Il preside non prende posizione nei suoi confronti. La situazione in classe diventa incandescente e Julien può contare solo sull’aiuto del suo compagno Walid. Ma anche nella loro coppia aumentano i momenti di tensione soprattutto perché con il passare dei giorni per Julien diventa sempre più difficile dimostrare la propria innocenza. [sinossi]
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DICIANNOVE
di Giovanni Tortorici
Dopo l’apparizione veneziana dello scorso settembre arriva nelle sale l’esordio alla regia di Giovanni Tortorici, prodotto dalla Frenesy di Luca Guadagnino (e si vede): qualche estetismo di troppo ma anche la sensazione di uno scandaglio sincero dell’inquietudine giovanile.
Leonardo parte da Palermo per raggiungere la sorella a Londra per studiare business. Cambia però presto idea e si sposta a Siena per iscriversi all’Università. Diciannove sono gli anni che ha Leonardo quando decide di partire da Palermo. [sinossi]
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NOI E LORO
di Delphine Coulin, Muriel Coulin
Vincent Lindon è come al solito eccelso, e i suoi fan e le sue fan possono già recarsi in sala senza troppe preoccupazioni. Invece il film delle due sorelle è solido, un (bel) po’ schematico, abbastanza prevedibile e in fin dei conti dice più o meno sempre la stessa solfa sulle derive destrorse, fascistoide e xenofobe della società capitalista contemporanea.
Pierre, ferroviere cinquantenne, alleva i suoi due figli da solo. Quando Louis, il più giovane, lascia casa per studiare alla Sorbona di Parigi, Fus, un po’ più grande e non molto bravo negli studi, diventa sempre più riservato. Affascinato dalla violenza, si ritrova coinvolto in gruppi di estrema destra, antitesi dei valori di suo padre. [sinossi]
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BECOMING LED ZEPPELIN
di Bernard MacMahon
Già visto ma in un montaggio leggermente differente alla Mostra di Venezia 2021. Completamente affidato alle voci narranti di Robert Plant, James Baldwin (in arte John Paul Jones, nome d’arte preso dal titolo di un film di John Farrow del 1959, in Italia Il grande capitano), James Patrick Page e a un’intervista d’epoca del compianto John Henry Bonham, quello di MacMahon è un documentario che si concentra sul mito prima del mito, sulla personale scalata al Paradiso di quattro ragazzi britannici della middle class.
Mentre i ricordi della Seconda guerra non sono ancora archiviati, il Regno Unito inizia a far filtrare e ad accogliere una nuova musica. Suoni inauditi in arrivo dagli Stati Uniti, come quello di una chitarra – quella del rockabilly Johnny Burnette – che sembra venuta da Marte e invece è di Memphis, rimasticata dall’autoctono Lonnie Donegan. O del pianoforte dominato dall’acrobatico Little Richard, dell’armonica rhythm & blues nella bocca sdentata di Sonny Boy Williamson da Chicago, delle urla di un ipercinetico James Brown. Tutto questo colpisce e nutre moltissimi ragazzi. Quattro, in particolare, che tra incoraggiamenti o diffide familiari, molta ostinazione e a volte anche l’apprendistato da turnisti ingaggiati per ogni tipo di incisione discografica, avranno un esordio esplosivo che porta il loro nome: Led Zeppelin. [sinossi]
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AMICHEMAI
di Maurizio Nichetti
Torna alla regia il grande Maurizio Nichetti (non se ne serba più memoria ma opere come Ratataplan, Ladri di saponette e Volere volare appaiono come oggetti non identificabili nella mediocrità contemporanea) e lo fa con un’opera buffa, sbalestrata e un po’ poetica come da tradizione. L’ispirazione non è più quella di un tempo ma fa comunque piacere vedere che un autore così unico nel suo genere abbia avuto l’occasione di tornare alla regia cinematografica oltre vent’anni dopo la volta precedente. sperando che questa non sia l’ultima.
Anna deve affidare da tempo il padre, a cui è affezionata, a una badante turca con la quale è in costante disaccordo. Il genitore invece la stimava al punto di averle lasciato in eredità il proprio letto. Anna si ritrova così ad accompagnare il letto ed Aysé in un viaggio che fa loro attraversare la penisola balcanica. [sinossi]
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AWAY
di Gints Zilbalodis
Zilbalodis è proprio quello di Flow, e la piccola casa di distribuzione Draka ha ben pensato di andare a recuperare il suo precedente film, “vecchio” di ben sei anni. E ha fatto bene, perché nonostante l’evidente povertà di mezzi a disposizione il regista lituano testimonia anche qui le sue qualità più peculiari, e l’idea di un’animazione per niente prona ai diktat della contemporaneità.
Un ragazzo, appeso con un paracadute al ramo di un albero, si vede minacciato da un enorme gigante nero. Trovata una moto, riesce a fuggire attraversando territori diversi. Lo accompagna un uccellino che non sa ancora volare. [sinossi]
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BRIDGET JONES – UN AMORE DI RAGAZZO
di Michael Morris
Per fortuna l’impressione è che questo sia davvero l’ultimo capitolo dedicato alla tragicomica vicenda umana di Bridget Jones, sempre ovviamente interpretata dall’inscalfibile (ma attorialmente dimenticabile) Renée Zellweger. Bridget è oramai vedova, cresce da sola due bimbetti, e ovviamente come al solito colleziona catastrofi in territorio sentimentale. Placido, ovvio, retorico, semplicistico, e purtroppo praticamente mai divertente.
Bridget Jones ce l’aveva fatta, era diventata la signora Darcy, ma ora Mark non c’è più, è rimasto ucciso in una missione umanitaria in Sudan, e lei è costretta a destreggiarsi ormai da anni tra il dolore per il lutto e l’esigenza di crescere nel miglior modo possibile i loro figli, Billy e Mabel. Per uscire dal limbo emotivo e cercare di far ripartire la propria vita, accetta di iscriversi a Tinder, dove inizia una fitta conversazione con il giovanissimo e aitante Roxster. Anche il nuovo insegnante di Billy, però, il signor Walliker, sembra osservarla con interesse da una certa distanza. [sinossi]
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L’ANGELO AZZURRO
di Josef von Sternberg
Lunedì 3 marzo la Cineteca di Bologna ricorda al cinefilo italiano quali altezze possa raggiungere la settima arte, quale profondità di sguardo legata a riflessione sulla seduzione e – perché no? – il divismo. Ovviamente imperdibile. Viva Lola Lola!
Un professore di liceo, il prof. Unrat, viene a sapere che i suoi allievi frequentano un locale equivoco, l’ “Angelo Azzurro”, dove si esibisce una compagnia d’artisti di varietà, tra cui la conturbante e cinica ballerina Lola-Lola. [sinossi]
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Lunedì 3 marzo è la volta di You Eyes Tell (2020) di Takahiro Miki, Portuali (2024) di Perla Sardella, Franco Califano – Nun ve trattengo (2024) di Francesca Romana Massaro, Francesco Antonio Mondini, La storia di Patrice e Michel (2024) di Olivier Casas, The Fabulous Four (2024) di Jocelyn Moorhouse, Attack on Titan – The Last Attack (2024) di Yuhichiro Hayashi. Martedì 4 invece tocca a Van Gogh – Poeti e amanti (2024) di David Bickerstaff. Buone visioni!