Nebraska
di Alexander Payne
Presentato al Festival di Cannes, Nebraska è una pellicola rassicurante, docile, prevedibile, scritta per assecondare ogni nostra aspettativa spettatoriale. Insomma, i limiti più che i difetti del cinema di Payne. La pellicola può contare sulla performance di Bruce Dern, caracollante, arruffato e svagato: sul volto di Stacy Keach, classe 1941, e Dern, vicino all’ottantina, sono scolpiti decenni di cinema statunitense.
Due sulla strada
Un uomo anziano e alcolizzato, convinto di avere vinto un milione di dollari alla lotteria per corrispondenza della Mega Sweepstakes Marketing, cerca di raggiungere il Nebraska per incassare il premio. La moglie e i due figli, preoccupati che questa fissazione sia il primo passo verso la demenza senile, pensano di trovargli un posto in una casa di riposo. Vista l’insistenza del padre, uno dei due figli decide di accompagnarlo in macchina, imbarcandosi in un’avventura on the road dal Montana al Nebraska… [sinossi]
È difficile scovare dei difetti nel nuovo film di Alexander Payne, Nebraska, presentato in concorso alla sessantaseiesima edizione del Festival di Cannes e salutato dalla stampa internazionale con un lungo e convinto applauso. Eppure, nonostante le interpretazioni convincenti (Bruce Dern su tutti) e la scelta del bianco e nero, lo spirito sagace e i buoni sentimenti, qualcosa non torna. Più un limite che un difetto, tra l’altro costante nella filmografia del cineasta statunitense: Nebraska è una pellicola rassicurante, docile, prevedibile, scritta per assecondare ogni nostra aspettativa spettatoriale.
Lo script è interessante e porta con sé potenzialità comiche e drammatiche, ragionando sulla terza età e sull’inevitabile declino psicofisico, sui legami affettivi moglie/marito e padre/figlio, sulla riscoperta del passato, sulle piccole soddisfazioni che ci tengono a galla. La sceneggiatura di Bob Nelson è lineare, fin troppo: delusione e riscatto, vecchi contrasti e amori mai dimenticati, incomprensioni e riavvicinamenti sono passaggi meccanici, ben gestiti ma prevedibili. Immerso in una gradevole dimensione minimalista e nostalgica, enfatizzata dalla fotografia in bianco e nero di Phedon Papamichael [1], il film è un clone elegante, ben realizzato e furbo di tanto e troppo cinema falsamente indie a stelle e strisce. La stessa scelta del bianco e nero, seppur apprezzabile, appare di maniera e un po’ scontata. Come le dinamiche padre/figlio, i battibecchi tra l’anziano Woody e la ruvida moglie Kate (June Squibb, caratterista di lungo corso), il contrasto col viscido Ed Pegram (Stacy Keach), pugno liberatorio compreso, e tutta la parte finale. Non ci sono strappi e ferite nel buon cinema di Payne, al limite detour ammiccanti, come il siparietto del furto del compressore. In fin dei conti, i pregi e i limiti del cinema di Payne sono tutti nella marcia trionfale tra le vie di Lincoln, cittadina pacifica e provinciale.
Alle strade dritte, alle ballate sommesse e alle terre desolate e affascinanti, che riportano alle mente il capolavoro Una storia vera (1999) di David Lynch, Payne e Nelson aggiungono un po’ forzatamente le consuete situazioni e gli immancabili personaggi un po’ sbilenchi del panorama indie degli ultimi trent’anni. L’operazione, lecita e gradevole, era riuscita meglio nel precedente Paradiso amaro, ad oggi la pellicola più convincente di Payne, sostenuta dall’interpretazione di Clooney e dalla lettura non banale delle Hawaii.
Indicato tra i favoriti per la corsa alla Palma d’oro, Nebraska può contare sulla performance di Bruce Dern, caracollante, arruffato e svagato, ben assecondato da Will Forte (David Grant). Funziona tutto il cast, a dimostrazione che l’esperienza ha un peso non indifferente: sul volto di Stacy Keach, classe 1941, e Dern, vicino all’ottantina, sono scolpiti decenni di cinema statunitense.
Note
1. Fedele collaboratore di Payne (Sideways, Paradiso amaro), Papamichael può vantare una corposa e brillante filmografia. Tra i suoi film, ricordiamo Quel treno per Yuma, Le idi di marzo, La ricerca della felicità e The Million Dollar Hotel. In lavorazione The Monuments Men di George Clooney.
Info
La pagina di Nebraska sul sito della Lucky Red.
Il trailer italiano di Nebraska.
- Genere: avventura, commedia, drammatico
- Titolo originale: Nebraska
- Paese/Anno: USA | 2013
- Regia: Alexander Payne
- Sceneggiatura: Bob Nelson
- Fotografia: Phedon Papamichael
- Montaggio: Kevin Tent
- Interpreti: Angela McEwan, Bob Odenkirk, Bruce Dern, Dennis McCoig, Devin Ratray, Elizabeth Moore, Eula Freudenburg, Glendora Stitt, Jeffrey Yosten, John Reynolds, June Squibb, Kevin Kunkel, Mary Louise Wilson, Missy Doty, Neal Freudenburg, Rance Howard, Ronald Vosta, Stacy Keach, Tim Driscoll, Will Forte
- Colonna sonora: Mark Orton
- Produzione: Blue Lake Media Fund, Bona Fide Production, FilmNation Entertainment, Paramount Vantage
- Distribuzione: Lucky Red
- Durata: 110'
- Data di uscita: 16/01/2014









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