Scott Pilgrim vs. the World
di Edgar Wright
Autentico amore per il gaming. Scott Pilgrim vs. the World ha un grande pregio: fotografa trasversalmente, mantenendosi rigorosamente sopra le righe, un universo giovanile che di certo è yankee, paradossale e demenziale, ma che al contempo è vero come la finzione, modellato su rimandi e iconografie strappati a manuali di game design e pop culture a 8-bit.
Insert coin to play movie
La vita di Scott Pilgrim, un ragazzo di ventitré anni, è semplicemente perfetta: suona in un gruppo rock ed è fidanzato con una ragazza molto carina delle superiori. Tutto cambia però quando Scott incontra la splendida Ramona Flowers, una ragazza che lavora come “corriere” per Amazon.ca, e sfreccia veloce sui suoi rollerblade per effettuare le sue consegne. Scott si innamora perdutamente di lei, ma ben presto si renderà conto che non sarà una conquista facile. I sette diabolici ex-ragazzi di Ramona, infatti, potrebbero dargli del filo da torcere… [sinossi]
Avoid missing ball for high score.
Nolan Bushnell, uniche istruzioni del videogioco Pong.
Se affrontassimo Scott Pilgrim vs. the World come un semplice film, crediamo che, pur non commettendo formalmente alcun errore, perderemmo una straordinaria occasione di riflessione sulla penetrazione di alcuni nuovi media nella società moderna e, soprattutto, nell’immaginario collettivo. Perché l’ultima opera del regista britannico Edgar Wright (L’alba dei morti dementi), oltre che essere una trasposizione cinematografica di un fumetto, è anche un (parzialmente) involontario manifesto ideologico della Game Generation, quella bizzarra genia costituita da (tanti) ragazzi e (poche) ragazze che dalla fine degli anni ’70 a oggi sono venuti su a pane e videogiochi, gettone dopo gettone, Nintendo dopo Nintendo, PlayStation dopo PlayStation. Scott Pilgrim vs. the World ha un grande pregio: fotografa trasversalmente, mantenendosi rigorosamente sopra le righe, un universo giovanile che di certo è yankee, paradossale e demenziale, ma che al contempo è vero come la finzione, modellato su rimandi e iconografie strappati a manuali di game design e pop culture a 8-bit.
Quando le luci si spengono e (auspicabilmente) cala il silenzio in sala, a introdurci nella narrazione e a far scattare il meccanismo della sospensione dell’incredulità è un logo della major cinematografica di turno decisamente particolare. È sgranato, in bassa risoluzione, si muove a scatti, privo di fluidità, ed è accompagnato da una versione primitiva del classico tema musicale. Per ogni videogiocatore, questa è una chiamata alle armi. Il regista ci ha visto, sta parlando con noi… dannazione, ci conosce, pensiamo! Infatti è così. Scott Pilgrim (Michael Cera, grande interprete di Juno) è fusione perfetta dei concetti di nerd e cool, un ossimoro vivente reso possibile solo dalla magia del grande schermo. Mentre lo seguiremo nel suo viaggio tra amori improbabili e scontri corpo a corpo impossibili, saranno proprio i riferimenti al mondo dei videogiochi a dettare il ritmo all’azione. Si passa da aneddoti tanto veri quanto stranamente fuori contesto (Lo sai perché Pac-Man si chiama così?) a sovrimpressioni virali che attuano subitanee fusioni mediali: il film si fa videogame non interattivo e il videogame si cristallizza in (non) pellicola, tra power up, oggetti bonus, vite extra, ripartenze da checkpoint e passaggi di livello con incremento di statistiche. E se tutto ciò non vi dice nulla, è proprio perché Scott Pilgrim vs. the World è autentico amore per il gaming, non mero scimmiottare un universo conosciuto per sentito dire. Così i nemici sconfitti da Scott esplodono in una pioggia di vere monetine, la concretizzazione di un topos videoludico, un inaspettato prestige che ci ottunde i sensi per un attimo ma che, a freddo, ci fa tirare un sospiro di sollievo.
Già, il videogioco comincia evidentemente a farcela, dopo tutto. Contro i pregiudizi dei benpensanti, il bigottismo delle sedicenti rappresentanze di genitori e l’ignoranza della gran parte della stampa generalista, il videogioco si appalesa ineluttabilmente per il medium di espressione artistica del pensiero umano che è. Fate pace con voi stessi e rassegnatevi, siamo di fronte a un’opera multimediale interattiva che, sulle gloriose orme di altri media, di altre arti (il cinema e il fumetto, certo, ma prima ancora il rock, il jazz… lo stesso teatro!), si fa strada sgomitando tra le sinapsi delle nostre menti e delle nostre società.
Affermarsi hic et nunc, in questo mondo odierno non è certo una virtù assoluta, né gioendo del risultato intendiamo tributare un ossequio al pensiero unico occidentale, tuttavia fa piacere riscontrare come il fermento culturale, in ogni sua forma, riesca a far breccia tanto nelle coscienze quanto nelle visioni artistiche.
Per il resto, Scott Pilgrim vs. the World è un film onesto, non certo un capolavoro ma comunque un intelligente coro dove cantano all’unisono tre anime musicalmente diverse tra loro ma magistralmente dirette perché sincronizzino i loro sforzi. Da una parte è forte la componente action. Scott Pilgrim è un film di scontri corpo a corpo più di quanto non si possa credere, un autentico beat’em up filmico che pesca a piene mani nelle coreografie dei kung fu movie, nell’arsenale degli special FX e ovviamente nell’estetica videoludica retrò e contemporanea. Visivamente, il film regge e cattura, gioca su contaminazioni e cromatismi arditi, parla tanti linguaggi diversi ma una sola lingua. Poi si inserisce la seconda anima, quella comico-demenziale, che forse avrebbe beneficiato di qualche spazio di manovra in più. Si ride di gusto a patto di accettare il punto di vista generazionale del film, i suoi ritmi ostentatamente identitari, volutamente tendenti al segregazionismo nei confronti della old gen passata e passatista. Siamo nel retrogaming, gente, non nel retro pensiero. Last but non least, c’è l’aspetto sentimentale, che in Scott Pilgrim vs. the World è tutt’altro che secondario, marginale o eliminabile. Anzi, diremo di più: questo è un film molto romantico, persino poetico, potremmo azzardare. E con una morale che, tutto sommato, prende in contropiede. Più che l’amore, ci insegna Scott Pilgrim, a salvarci è l’amore per noi stessi, il rispetto per il nostro essere e la nostra natura. Solo in questo caso potremo vincere davvero. E vincere, talvolta, significa vivere.
Info
Il trailer originale di Scott Pilgrim vs. the World.
Scott Pilgrim vs. the World sul canale YouTube Movies.
La scheda di Scott Pilgrim vs. the World sul sito della Universal.
- Genere: action, commedia, sentimentale
- Titolo originale: Scott Pilgrim vs. the World
- Paese/Anno: Canada, GB, Giappone, USA | 2010
- Regia: Edgar Wright
- Sceneggiatura: Edgar Wright, Michael Bacall
- Fotografia: Bill Pope
- Montaggio: Jonathan Amos, Paul Machliss
- Interpreti: Alison Pill, Anna Kendrick, Aubrey Plaza, Ben Lewis, Celine Lepage, Chantelle Chung, Ellen Wong, Ingrid Haas, Johnny Simmons, Kerr Hewitt, Kieran Culkin, Kristina Pesic, Mark LeRoy, Mark Webber, Marlee Otto, Mary Elizabeth Winstead, Matt Watts, Michael Cera, Nelson Franklin, Will Bowes
- Colonna sonora: Nigel Godrich
- Produzione: Big Talk Productions, Closed on Mondays Entertainment, Dentsu, Marc Platt Productions, Relativity Media, Scott Pilgrim Productions
- Distribuzione: Universal Pictures
- Durata: 112'
- Data di uscita: 19/11/2010























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