Cani sciolti
di Baltasar Kormákur
Con Cani sciolti Baltasar Kormákur dimostra una volta di più di aver compreso, molto di più e meglio rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi europei, le dinamiche produttive di Hollywood. Grazie anche all’ottima presenza scenica di Mark Wahlberg e Denzel Washington firma un action avvincente e ricco di divertimento, noir ipercinetico che copre le inevitabili prevedibilità della sceneggiatura con un ritmo incessante, inarrestabile, deflagrante.
La guerra privata di Bobby e Marcus
Durante gli ultimi 12 mesi, l’agente della DEA Bobby Trench e l’ufficiale dell’Intelligence della Marina degli Stati Uniti Marcus Stigman hanno lavorato fianco a fianco. Lavorando in incognito come membri di una gang di trafficanti di droga, sono diffidenti l’uno verso l’altro proprio come lo sono nei confronti dei criminali che sono tenuti a smascherare e arrestare. Quando il loro tentativo di infiltrarsi in un cartello di droga messicano con il conseguente recupero di milioni di dollari va in fumo, Trench e Stigman vengono immediatamente sconfessati dai loro superiori. Ora ognuno li vorrebbe in carcere o morti, l’unica persona su cui possono contare è il proprio compagno. Sfortunatamente per i loro persecutori, quando per anni i bravi ragazzi si fingono cattivi, imparano diversi trucchi lungo il loro cammino… [sinossi]
Tra i molti registi europei pronti ad attraversare di quando in quando l’oceano per lasciarsi sedurre dalle sirene hollywoodiane, Baltasar Kormákur sembra uno dei pochi ad aver capito fino in fondo le dinamiche produttive della Mecca del Cinema.
Il quarantasettenne cineasta islandese, dopo essersi segnalato come uno degli autori più vitali del cinema europeo, in grado di lavorare tanto sulla commedia almodóvariana (101 Reykjavík, 2000) quanto sul dramma familiare più classico (Il mare, 2002), ha iniziato a flirtare con il cinema statunitense, alternando la sua carriera in Islanda a sortite a Hollywood, come dimostrano il noir A Little Trip to Heaven e Inhale, melò carico di ambizioni nella lettura delle distonie del sistema occidentale. Due episodi non particolarmente memorabili, che avrebbero potuto con facilità confermare il cliché dell’autore europeo ingabbiato nelle asfittiche sbarre della produzione industriale.
Il punto di svolta per Kormákur è arrivato nel 2012, quando ha accettato di dirigere Contraband, action/noir ambientato tra New Orleans e Panama interpretato da Mark Wahlberg, Kate Beckinsale, Ben Foster, Giovanni Ribisi, Lukas Haas e Diego Luna. Kormákur porta a termine un film di genere mozzafiato, dal ritmo inarrestabile, evitando con un utilizzo lungimirante della messa in scena le secche di una sceneggiatura a tratti prevedibile. Il ritorno dietro la macchina da presa a Hollywood con 2 Guns (titolo tradotto in Italia con il più colorito Cani sciolti) a un anno di distanza dai fasti di Contraband è dunque l’occasione per analizzare con maggiore accortezza la progressiva mutazione di un regista in grado di muoversi con una notevole agilità nei contesti produttivi più disparati.
Laddove Contraband si presentava come un action duro e puro, scandaglio crudele e privo di compromessi del sottobosco criminale statunitense, Cani sciolti si muove invece utilizzando in continuazione l’arma dell’ironia. Pur senza mancare da un punto di vista della brutalità e della barbarie – alcune delle esecuzioni che affastellano la trama sono tutt’altro che edulcorate – Cani sciolti sceglie di lavorare per accumulo, trasformando ben presto la lotta due-contro-tutti di Trench e Stigman (ottima l’alchimia che si crea tra Wahlberg e Denzel Washington) in una sarabanda di combattimenti, sparatorie, inseguimenti e torture affrontate sempre con una battuta sagace pronta a essere sfoggiata.
Incrocio piuttosto ben amalgamato tra action, buddy movie, heist movie, avventura picaresca e poliziesco, 2 Guns procede a briglia sciolta senza mai porsi limiti apparenti. La regia di Kormákur si dimostra una volta di più inventiva e in grado di muoversi a suo agio sia nelle pirotecniche scene d’azione – lo dimostra in pieno lo stallo messicano, nel vero senso della parola, del pre-finale – sia nelle sequenze più intime e trattenute. Non passerà alla storia del cinema, Cani sciolti, ma il suo sapore anarcoide dal retrogusto vagamente à la Peckinpah (con i dovuti distinguo) non dovrebbe lasciare indifferenti. Perché in intrattenimenti popolari così avvincenti – non a caso il film è stato presentato in Piazza Grande all’ultima edizione del Festival di Locarno, la prima diretta da Carlo Chatrian – negli ultimi tempi non è così abituale imbattersi.
Info
Il trailer italiano di Cani sciolti.
La pagina facebook di Cani sciolti.
- Genere: action, noir, thriller
- Titolo originale: 2 Guns
- Paese/Anno: USA | 2013
- Regia: Baltasar Kormákur
- Sceneggiatura: Blake Masters
- Fotografia: Oliver Wood
- Montaggio: Michael Tronick
- Interpreti: Azure Parsons, Bill Paxton, Christopher Matthew Cook, Denzel Washington, Derek Solorsano, Edgar Arreola, Edward James Olmos, Fred Ward, Greg Sproles, Jack Landry, James Marsden, John McConnell, Kyle Russell Clements, Mark Wahlberg, Patrick Fischler, Paula Patton, Ritchie Montgomery, Robert John Burke, Tait Fletcher, Tim Bell
- Colonna sonora: Clinton Shorter
- Produzione: Boom Entertainment, Emmett/Furla Films, Envision Entertainment Corporation, Foresight Unlimited, Herrick Entertainment, Hollywood Studios International, Marc Platt Productions, Red Hill Entertainment
- Distribuzione: Warner Bros.
- Durata: 109'
- Data di uscita: 24/10/2013











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