The Equalizer – Il vendicatore
di Antoine Fuqua
In The Equalizer – Il vendicatore, Antoine Fuqua ritrova la sua musa, Denzel Washington, e gli cuce addosso il ruolo del classico eroe action a stelle e striscie: taciturno, allergico alle regole, all’occorrenza violento, ma sempre con sentimento.
Sentimental mood
Robert McCall crede di essersi lasciato alle spalle il suo torbido passato e ora conduce una vita tranquilla. Ma quando incontra Teri, una ragazza minacciata da una banda di feroci malavitosi russi, esce dal suo ritiro autoimposto, e risveglia il suo desiderio di giustizia… [sinossi]
Burbero, fondamentalmente solitario, per sua natura allergico alle regole, talvolta violento, ma sempre con sentimento. È l’identikit dell’eroe americano, un po’ schizofrenico certo, fondamentalmente un “passivo aggressivo”, eppure difficile da non amare. Quale sia il segreto di questa figura mitologica, che da decenni è parte integrante del nostro immaginario, è difficile spiegarlo, a meno di ricorrere a una seduta di psicanalisi globale, ma di certo delle sue complesse e a volte ideologicamente scomode sfaccettature, il cinema, specie quello d’azione, continuerà a proporne ancora innumerevoli letture, e noi, bisogna ammetterlo, non ne avremo mai abbastanza.
Antoine Fuqua ha fatto di questo archetipo l’oggetto d’elezione del suo cinema, ambizioso senza raggiungere le vette dei prodotti di marca autoriale, animato dall’ineludibile desiderio di chi da sempre desidera realizzare un classico senza tempo (pensiamo all’ipertrofico affresco poliziesco di Brooklyn’s Finest), senza disdegnare né il kitsch né il cattivo gusto che sovente vi è correlato, per ribadire, con una certa fierezza, il suo afflato pop.
La via all’action di Antoine Fuqua passa infatti proprio dalla tradizione della narrativa popolare, spaziando dal feuilleton dei momenti più apertamenti melò di cui il suo cinema è costellato, a riscritture della letteratura hard-boiled, con incursioni nella pulp fiction oramai di tarantiniana memoria. Ma l’obiettivo di Fuqua non è quello di voler smaccatamente piacere a tutti, anzi, forse il suo tratto distintivo è proprio quell’autocompiacimento schietto e un po’ rozzo, caratteristico di un cinefilo assiduo e volitivo, di uno “sperimentatore” che non cerca l’originalità, bensì la giusta miscela di ciò che a lui piace.
Non sempre i suoi ingredienti raggiungono l’amalgama perfetto, bisogna ammetterlo (pensiamo al mediocre King Arthur o a The Shooter), ma va dato atto a questo autore/non autore di una straordinaria coerenza con se stesso e con la propria idea di cinema. Idea che ritroviamo intatta in The Equalizer – Il vendicatore, pellicola tratta dall’omonima serie televisiva popolarissima nell’America degli anni ‘80 (e non a caso citata in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, dichiarato maestro di Fuqua) e che fa seguito al roboante pastiche reaganiano tutto muscoli, patria e lealtà Attacco al potere – Olympus Has Fallen. Questa volta Fuqua si concentra però sul ritratto ben più intimista – ma non meno partiottico – di un eroe tutto d’un pezzo, che ha il volto e la fisicità di Denzel Washington, attore che proprio il regista afroamericano aveva contribuito a liberare da ruoli impegnati (Hurricane, Malcom X) o da belloccio (il melenso Mississippi Masala) con Training Day (ad oggi forse il suo film più riuscito), che fruttò all’interprete il suo secondo Oscar, dopo quello per Glory. Questa volta Washington è Robert McCall, commesso in un megastore del fai da te e solitario frequentatore notturno di un diner di periferia. È proprio in questo classico locus amoenus americano che il nostro si imbatte in un’altra cliente abituale: la prostituta minorenne Teri (una Chloë Grace Moretz dall’andatura caracollante), aspirante cantante finita però nelle mani di un pappone legato alla mafia russa. Quando la ragazza viene malmenata dal suo truce protettore, McCall libera la sua sopita professionalità omicida (frutto di esperienze lavorative pregresse), raddrizza una serie di torti e risale la piramide mafiosa, mietendo con la sua falce mortifera una serie di malfattori post sovietici spietati e, come vuole la vulgata, butterati. In realtà però la fanciulla in pericolo esce qui troppo presto di scena e il nostro eroe finisce per spostare la sua attenzione filantropica su un collega obeso altrettanto bisognoso del suo aiuto e che si offrirà quale valida spalla per la gustosa mattanza finale che vale la visione dell’intero film.
Il ritmo complessivo di The Equalizer – Il vendicatore è infatti complessivamente intermittente e rarefatto, in parte perché vuole dimostrare una certa filiazione dal cinema hongkonghese (l’eroe dall’attitudine zen, i dettagli a tutto schermo, i rallenty epici) che di certo Fuqua ama molto (non a caso, protagonista del suo esordio, Costretti ad uccidere, era Chow Yun-Fat), ma in parte anche perché nel regista di Brooklyn’s Finest l’afflato epico si accompagna sempre ad una certa predisposizione per le reiterazioni e le lungaggini, narrative ed estetiche. Impera, in The Equalizer, un sostanziale innamoramento per la bella inquadratura, per il barocchismo e per un certo decadentismo, ben espresso dalla cupa – al limite della visibilità – fotografia di Mauro Fiore (premio Oscar per Avatar). Ma c’è soprattutto nel film un rapimento totale di Fuqua per la propria musa, un Denzel Washington dalla fisicità massiccia ma all’occorrenza anche snodabile, e con in più quella mascella mobile che lo spinge, specie negli ultimi anni, ad un curioso ruminare: un tratto mimico che lo contraddistingue, limitandone lo status adonico (l’età d’altronde avanza anche per lui) e facendolo oscillare continuamente tra l’inquietante e il rassicurante, dal momento che non ci si riesce a spiegare cosa mai stia rimuginando.
Fuqua ha dunque cucito addosso al suo attore un personaggio bipolare, un vedovo ultracinquantenne salutista che legge Il vecchio e il mare e Don Chisciotte e dunque è assai consapevole del suo essere fuori tempo, ma che è anche un solerte commesso, pronto poi a fare buon uso della sua professione con un lavoro “pulito” da bricoleur granguignolesco, portato a termine con l’ausilio ogni utensile a disposizione.
Quella di McCall è una tecnica di liquidazione dell’avversario davvero raffinata ed esatta al millimetro, non è difficile indovinarne la provenienza “militare”, la sua etica poi è molto a stelle e strisce e apparentabile a quella dell’eroe reaganiano, dato che il nostro non dimentica mai di offrire un’alternativa ad una morte certa e non sempre rapida. D’altronde i cattivi qui sono di nuovo dei russi, proprio come nell’action della tarda Guerra Fredda, ma a differenza di allora lo scontro tra i due vecchi nemici non ha più il sapore di una contrasto ideologico: entrambi i “blocchi” parteggiano per il Dio potere. Non si tratta però di una questione capitalista legata al denaro – non almeno nel film di Fuqua – bensì del potere di decidere della vita delle persone. Del potere di uccidere o resuscitare, distruggere e riedificare. Non a caso, quando la collega cassiera viena derubata oltre che dell’incasso, anche di un prezioso anello di famiglia, il ladruncolo fa una brutta fine (nel fuori campo e ben esemplificata metonimicamente da un martello poi riposto sullo scaffale), ma McCall riporta indietro solo l’anello commentando che il resto “erano solo dei soldi”.
Perché lui è un eroe populista, violento, ma capace di amare e questo naturalmente lo distingue dal nemico ex-sovietico, che un po’ come l’Ivan Drago di Rocky IV, fa della mancanza di emozioni la sua vera forza. In fondo, nel bene o nel male, è proprio questa la caratteristica dell’eroe americano: è sempre pronto a menare le mani, combattere, uccidere, vendicarsi, ma senza perdere la tenerezza.
Info
Il sito ufficiale di The Equalizer – Il vendicatore.
La pagina dedicata al film sul sito della Warner Bros.
- Genere: action, crime, thriller
- Titolo originale: The Equalizer
- Paese/Anno: USA | 2014
- Regia: Antoine Fuqua
- Sceneggiatura: Richard Wenk
- Fotografia: Mauro Fiore
- Montaggio: John Refoua
- Interpreti: Alex Veadov, Allen Maldonado, Anastasia Sanidopoulos Mousis, Bill Pullman, Chloë Grace Moretz, Chris Lemieux, David Harbour, David Meunier, Denzel Washington, E. Roger Mitchell, Haley Bennett, James Wilcox, Johnny Skourtis, Marton Csokas, Matt Lasky, Melissa Leo, Mike Morrell, Mike O'Dea, Shawn Fitzgibbon, Vladimir Kulich
- Colonna sonora: Harry Gregson-Williams
- Produzione: Columbia Pictures, Escape Artists, Lionsgate, Lonetree Entertainment, LStar Capital, Mace Neufeld Productions, Village Roadshow Pictures
- Distribuzione: Warner Bros.
- Durata: 131'
- Data di uscita: 09/10/2014









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