17 anni (e come uscirne vivi)

17 anni (e come uscirne vivi)

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All’esordio dietro la macchina da presa, Kelly Fremon Craig pesca a piene mani dal cantore dell’adolescenza a stelle e strisce John Hughes. 17 anni (e come uscirne vivi) non è però un saccheggio o un semplice omaggio ma una sorta di aggiornamento, un proseguimento di quel lungo discorso iniziato con Sixteen Candles e Breakfast Club.

Periodi sconnessi

Nadine e Krista sono migliori amiche, non si separano mai e cercano insieme di cavarsela nel crudele mondo del liceo. Quando Nadine scopre che Krista sta frequentando segretamente suo fratello, qualcosa si rompe nel loro rapporto… [sinossi]

Il teen movie alla John Hughes è destinato a ripetersi per sempre. Decennio dopo decennio, generazione dopo generazione. Le storie e i protagonisti, come le gioie e le delusioni o i turbamenti e le tempeste ormonali, si rinnovano come i cicli scolastici nelle scuole: ogni anno un nuovo ballo della scuola, nuove matricole, nuove prime volte, nuovi anatroccoli che si trasformano in cigni e tutto quel che segue. Meno programmatico e citazionista del brillante Easy Girl di Will Gluck, 17 anni (e come uscirne vivi) è un’opera prima che prosegue quel lungo discorso hughesiano iniziato con Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare (1984) e Breakfast Club (1985) – senza dimenticare titoli come Fuori di testa (1982) di Amy Heckerling o registi come Cameron Crowe e soprattutto Richard Linklater, tornato a bomba con Boyhood e Tutti vogliono qualcosa.

All’esordio dietro la macchina da presa, Kelly Fremon Craig ci (di)mostra come siano immutate e immutabili le dinamiche dell’adolescenza, degli scontri a testa bassa tra genitori e figli, tra fratelli minori e maggiori, tra studenti e professori, tra ragazzi e istituzioni. Oggi come ieri, il centro gravitazionale dei teen movie e di film come 17 anni (e come uscirne vivi) è la ricerca di un equilibrio, della propria identità, di un posto nel microcosmo della scuola (e del dopo-scuola). Una ricerca di affetto e attenzioni, di un riconoscimento, di una tranquillità figlia di un successo o di una semplice accettazione da parte di un gruppo, di un amico, di una famiglia. 17 anni (e come uscirne vivi) è figlio di Sixteen Candles, uguale e diverso, come sono tutti i genitori e i figli: il DNA di 17 anni (e come uscirne vivi) porta con sé evidentissime tracce hughesiane ma si è adattato necessariamente allo scorrere del tempo, ai cambiamenti sociali e di costume. Nadine (Hailee Steinfeld) è idealmente la sorella più piccola di Andie (Molly Ringwald) e di Olive (Emma Stone), protagoniste di una storia collettiva – loro quanto nostra – che è anche un rassicurante e nostalgico ritorno.

Autrice della sceneggiatura, Fremon Craig dosa in questo racconto di formazione commedia e dramma, tratteggiando sequenza dopo sequenza il profilo di una ragazza/studentessa dai conflitti irrisolti, esclusa ma anche auto-esclusa, sensibile e tenacemente polemica, intrappolata in quella dimensione spesso indefinibile tra immaturità e maturità. Bambina/ragazza/donna, Nadine provoca e sperimenta, e tanto amabile quanto odiosa (ed è molto brava Fremon Craig a non adagiarsi su una adolescenza dai conflitti solo esterni), attacca per difendersi. Tra voce narrante, ritmo elevato ed ellissi che ripercorrono le fasi cruciali di Nadine bimba e ragazzina, 17 anni (e come uscirne vivi) non nasconde sotto un tappeto le difficoltà e i fallimenti della protagonista ma ne evidenzia la portata autodistruttiva: i rapporti conflittuali o sbilanciati con la madre, il fratello Darian (Blake Jenner, protagonista di Tutti vogliono qualcosa), la migliore amica Krista (Haley Lu Richardson, la Claire di Split), il professor Brunner (Woody Harrelson, che ricorda Mr. Griffith di Easy Girl) e il timido Erwin sono i pezzi di un puzzle complicato e stratificato, solare nella messa in scena ma non privo di increspature e di zone buie (la sequenza in macchina col flagello ormonale Nick).

Kelly Fremon Craig mette in scena quei periodi sconnessi che proprio il professor Brunner riesce a intercettare. Periodi che solo Nadine può davvero rileggere e ricomporre. Con ritmo brillante, 17 anni (e come uscirne vivi) tira i fili di quella solitudine da corridoio scolastico che ha attanagliato e a volte inghiottito ragazzi e ragazze. L’eterno ritorno dei teen movie.

Info
Il trailer italiano di 17 anni (e come uscirne vivi).
La pagina facebook di 17 anni (e come uscirne vivi).
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