Che vuoi che sia
di Edoardo Leo
Malgrado una certa tendenza (comune a molti prodotti analoghi) a giocare con gli stereotipi, Che vuoi che sia rivela uno sguardo penetrante, e sufficientemente cattivo, sui new media e sulle loro possibili degenerazioni.
Promessa indecente
Dopo aver visto sfumare un loro progetto imprenditoriale, basato su una campagna di crowdfunding, Claudio e Anna, sotto l’effetto dell’alcol, registrano per scherzo un video in cui dichiarano che gireranno un video hard qualora dovessero raggiungere la cifra prefissata. Immediatamente, i visitatori del sito iniziano a fare offerte, facendo schizzare in breve tempo la cifra raccolta ben sopra il minimo stabilito. Inizialmente decisa a cancellare il filmato, la coppia inizia a valutare seriamente l’ipotesi di dare un seguito alla promessa… [sinossi]
Uno dei problemi (tra i tanti) dell’attuale commedia italiana è la sua tendenza a fossilizzarsi su stereotipi e macchiette che, lungi dal rappresentare la magmatica realtà di una società complessa come quella nostrana, non fanno che rassicurare un pubblico capace di specchiarsi facilmente (e in modo illusorio) nelle figurine e situazioni rappresentate. Ed è quest’ultimo un limite, è bene premetterlo, da cui neanche Che vuoi che sia, nuovo lavoro da regista di Edoardo Leo, è esente. I cliché e le facili situazioni-tipo emergono più volte, qua e là, nel film dell’attore e regista romano, a partire dalla situazione di partenza (condita da un’invettiva, discretamente qualunquista, sulla scarsa intraprendenza degli italiani) per proseguire con una serie di macchiettistici personaggi (l’improbabile vicina di casa, il giovane nerd amministratore delegato della web company con cui il protagonista si interfaccia). Eppure, nonostante gli scivoloni (in gran parte ricercati) in certa faciloneria di sguardo tutta nostrana, il film di Leo ha dalla sua una semplice ed efficace intuizione: la riflessione sul voyeurismo insito nei new media e il modo di fronteggiarlo di una generazione (quella degli attuali quarantenni) alle prese con la crisi economica.
Parliamo non a caso di generazione, consapevoli di quanto l’uso dello stesso termine, con tutte le riflessioni che questo può portare con sé, significhi addentrarsi in un terreno spinoso. Sembra esserne consapevole, invero, anche lo stesso regista, specie laddove evita accuratamente le tentazioni di spaccato generazionale, di facile pamphlet sulla crisi e la precarietà, di confronto schematico tra padri e figli. Sorprendentemente, proprio la sequenza più a rischio in questo senso (la cena della coppia con le rispettive famiglie) rivela un inaspettato equilibrio, unito ad una credibilità tradotta da un lato nella tenera inconsapevolezza (forse un po’ colpevole) delle figure dei due genitori della donna, e dall’altra dall’istintiva veracità, che si fa giustificata durezza, di un ottimo Massimo Wertmüller nei panni del padre del protagonista. L’ambientazione milanese, così insolita per il regista (e altrettanto a rischio di facili stereotipi territoriali) coglie anch’essa nel segno: gli spersonalizzati scorci della metropoli ripresi dal grattacielo dove ha sede l’azienda del rampante manager si sommano agli sprazzi residui di quella Milano da bere (aggiornata al nuovo millennio) che finisce per inglobare, loro malgrado, i due spaesati protagonisti.
Non tutto funziona al meglio, in questo Che vuoi che sia, a partire da una troppo rapida evoluzione del personaggio interpretato da Anna Foglietta (dapprima inorridito, poi quasi subitaneamente convertito all’idea di girare il video) per arrivare a quello di un Rocco Papaleo simpatico come sempre, quanto sostanzialmente irrisolto; passando per quella tendenza al macchiettismo di cui si diceva in apertura, disseminata un po’ in tutto il film (altro esempio ne è la sequenza della sbornia da cui la storia muove, non esattamente all’insegna della credibilità), e gravante in modo abbastanza evidente sul risultato finale. Eppure, a controbilanciare i limiti, Leo infila alcune riuscite e penetranti sequenze (una su tutte, quella credibilissima della trasmissione televisiva, emblema di una rapacità mediatica che da sempre infesta il piccolo schermo), si sofferma con occhio divertito e amaro su una serie di dettagli della quotidianità dei due protagonisti (lo scaldabagno rotto) arrivando ad offrire un ritratto sufficientemente ficcante di una coppia alla deriva e del palesarsi di un inatteso (quanto illusorio) punto di approdo. Soprattutto, a funzionare è la rappresentazione, in forma di commedia, di una rapacità social che dona all’individuo una fittizia (quanto avvelenata) ribalta. Una logica di cui la situazione al centro del film non è che un esempio estremo.
Il pre-finale di Che vuoi che sia, giunto dopo un’accelerazione temporale del racconto un po’ ardita (e non del tutto funzionale), sembra voler gettare un po’ di melassa sul tutto, chiudendo la vicenda nel modo più convenzionale e “buonista”. Ma, coerentemente con gli assunti dell’intera storia, il regista rende anche quest’ultimo un momento puramente illusorio: operando, nel finale, un vero e proprio rovesciamento di senso di quella che pareva essere una delle sequenze più solari (e vere) dell’intero film; e regalando allo spettatore (e ai due protagonisti) l’ennesimo, inatteso frutto avvelenato. Risultato, quest’ultimo, di una certa cattiveria di sguardo che, pur con i suoi limiti, non può che essere la benvenuta in un panorama come quello dell’italica commedia.
Info
Il trailer di Che vuoi che sia su Youtube.
La pagina Facebook di Che vuoi che sia.
- Genere: commedia
- Titolo originale: Che vuoi che sia
- Paese/Anno: Italia | 2016
- Regia: Edoardo Leo
- Sceneggiatura: Alessandro Aronadio, Edoardo Leo, Marco Bonini, Renato Sannio
- Fotografia: Alessandro Pesci
- Montaggio: Patrizio Marone
- Interpreti: Anna Foglietta, Bebo Storti, Edoardo Leo, Fabrizio Coniglio, Giampiero Judica, Maria Di Biase, Marina Massironi, Massimo Wertmüller, Pierpaolo Spollon, Rocco Papaleo, Sara Magalotti
- Colonna sonora: Gianluca Misiti
- Produzione: Italian International Film
- Distribuzione: Warner Bros.
- Data di uscita: 09/11/2016





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