Speciale Franco Cristaldi

Speciale Franco Cristaldi

Franco Cristaldi, venuto a mancare oramai quasi trent’anni fa, è stata una figura chiave per comprendere la produzione cinematografica italiana del secondo dopoguerra. Questo spazio, che serve anche da parte della bibliografia per gli studenti del corso di Produzione cinematografica e televisiva dell’Università La Sapienza di Roma, nasce con l’intenzione di ripercorrerne le gesta, e di analizzare il suo lavoro.

In un pomeriggio primaverile del 1991 il teledrin che portavo alla cintura dei pantaloni emette una vibrazione. Compare un numero che non conosco. L’utilizzo di quello strumento, che ha preceduto di qualche anno l’invasione della telefonia mobile, impone di richiamare. È la Fandango. Domenico Procacci mi vuole parlare. Salto sulla vespa rosso bordeaux e arrivo nell’ufficio di via Salaria. Quello che diventerà, sia pure a senso unico, il mio più grande amico nel mondo del cinema che conta mi propone di lavorare nel reparto produzione del film La corsa dell’innocente. Quel film è l’occasione di collaborare con Domenico, che già allora aveva dimostrato di essere il migliore della mia generazione. Ma è anche l’occasione di incrociare la mia carriera con uno dei produttori italiani più interessanti di sempre: Franco Cristaldi, che ha deciso di produrre il film appunto con Domenico Procacci.

Avevo incontrato da lontano Franco Cristaldi al Centro Sperimentale di Cinematografia qualche mese prima, in occasione di un incontro con gli allievi organizzato da Lina Wertmuller, allora Commissario straordinario della scuola. Io, diplomato da alcuni anni, ero stato designato a organizzare le riprese degli eventi. Quegli incontri erano una sorta di corso di specializzazione che ebbi la fortuna di frequentare. Cristaldi ci raccontò le alterne vicende di Nuovo Cinema Paradiso, culminate nell’Oscar come miglior film straniero. Al termine dell’incontro noi dell’organizzazione ci avvicinammo per fargli firmare la liberatoria di immagine. Lui, con la sua eleganza che avevo già intuito in televisione, mi sorrise, mi strinse la mano e mi disse “questo deve essere solo l’inizio”. [Gianluca Arcopinto, continua a leggere]

————

L’eredità scomoda di Franco Cristaldi
a cura di Gianluca Arcopinto
Franco Cristaldi è stato uno dei produttori fondamentali per lo sviluppo del cinema in Italia, tra i pochissimi in grado di comprendere il valore artistico della Settima Arte ma anche di saper portare avanti un discorso popolare, accessibile a tutti. [continua a leggere]

___

___

le notti bianche recensione

Le notti bianche
di Luchino Visconti
Le notti bianche di Luchino Visconti non sono a San Pietroburgo, ma in una Livorno interamente ricostruita a Cinecittà in modo da poter raffigurare al meglio lo sbandamento onirico del sogno/desiderio, vero cuore pulsante della narrazione. [continua a leggere]

___

La sfida
di Francesco Rosi
Nonostante rientri nella categoria produttiva degli esordi, cara a Franco Cristaldi, La sfida mostra ancora, a oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, una modernità di linguaggio e la grande maturità estetica e narrativa di Francesco Rosi. [continua a leggere]

___

___

I soliti ignoti
di Mario Monicelli
I soliti ignoti è la madre di tutte le commedie all’italiana, raffinatissimo congegno a orologeria che riprende la struttura base di Rififi di Jules Dassin per costruire ex-novo un approccio inedito, basato sia sulla parola che sull’azione.[continua a leggere]

___

___

Un ettaro di cielo
di Aglauco Casadio
Un ettaro di cielo rientra nel novero dei film italiani ingiustamente dimenticati: esordio e quasi opera unica di Aglauco Casadio, il film è una commedia “di provincia”, ambientata sul delta del Po, che si rivelò un insuccesso al botteghino.[continua a leggere]

___

___

Fantasmi a Roma
di Antonio Pietrangeli
Come molte delle opere dirette da Antonio Pietrangeli, Fantasmi a Roma occupa una posizione laterale all’interno del percorso produttivo standard, sfruttando un cast costellato di divi per mettere in scena un’indolente commedia fantastica.[continua a leggere]

___

___

l'assassino recensione

L’assassino
di Elio Petri
A trentadue anni Elio Petri esordisce alla regia con L’assassino, che partendo da suggestioni kafkiane arriva a tracciare con lucida spietatezza il ritratto di una giovane borghesia italiana corrotta dal cinismo, cui si contrappone un ordine poliziesco ancora fascista.[continua a leggere]

___

___

Divorzio all’italiana
di Pietro Germi
Riallacciandosi ai tormentosi paradossi pirandelliani su forma e vita Pietro Germi pone la firma in calce a una delle opere più “moderne” del cinema italiano, perfettamente in bilico tra costruzione psicologica del personaggio e bozzetto grottesco.[continua a leggere]

___

___

Salvatore Giuliano
di Francesco Rosi
Tragedia di Stato, trasversali idee d’autorità e misteri senza verità. Salvatore Giuliano supera il film-inchiesta e il dato contingente per dirigersi verso universali riflessioni su storia e cinema, forte di una profonda ricerca sui mezzi espressivi.[continua a leggere]

___

___

La ragazza di Bube
di Luigi Comencini
Adattamento per il grande schermo del celeberrimo romanzo di Carlo Cassola, vincitore del Premio Strega nel 1960, La ragazza di Bube segna il ritorno (dopo Tutti a casa) di Luigi Comencini ai temi della guerra di Resistenza contro il nazi-fascismo.[continua a leggere]

___

___

Omicron
di Ugo Gregoretti
Omicron è un film dimenticato, per quanto sia uno dei più felici parti cinematografici di Ugo Gregoretti. Curioso esempio di fantascienza politica all’italiana, Omicron è il racconto di un alieno, e dell’umanità vista come agente infettivo.[continua a leggere]

___

___

Sedotta e abbandonata
di Pietro Germi
Muovendosi negli stessi territori che tanta fortuna avevano portato a Divorzio all’italiana Pietro Germi e Franco Cristaldi portano a termine una sorta di dittico con Sedotta e abbandonata, cupissima parabola esistenziale e lezione di linguaggio.[continua a leggere]

___

___

Colpo di Stato
di Luciano Salce
Uno dei segreti più scottanti della cinematografia italiana: il film maledetto di Luciano Salce, vero oggetto misterioso indegnamente condannato all’invisibilità più fitta e silenziosa dai tempi della sua fugace apparizione in sala nel 1969.[continua a leggere]

___

___

Il nome della rosa
di Jean-Jacques Annaud
Sono trascorsi sei anni dalla morte di Umberto Eco, tra gli intellettuali più raffinati e brillanti del Novecento italiano. Il nome della rosa, la sua più celebre creatura letteraria, venne trasformata in film da Jean-Jacques Annaud nel 1986.[continua a leggere]

___

___

Nuovo Cinema Paradiso
di Giuseppe Tornatore
Il premiatissimo film di Giuseppe Tornatore, Oscar al miglior film straniero nel 1990. Un omaggio partecipe e superficiale al cinema vissuto nelle sale di provincia del nostro passato. In formato esportazione e pronto per l’Academy.[continua a leggere]

___

___

la corsa dell'innocente recensione

La corsa dell’innocente
di Carlo Carlei
La corsa dell’innocente di Carlo Carlei all’epoca della sua presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia venne guardato con un po’ di sospetto da parte della critica, accusato di essere troppo “americano” nello stile. [continua a leggere]

___

___

Info
Giuseppe Tornatore parla della produzione di Nuovo Cinema Paradiso e di Franco Cristaldi.

Articoli correlati

Array
  • Speciali

    L’eredità scomoda di Franco Cristaldi

    Franco Cristaldi è stato uno dei produttori fondamentali per lo sviluppo del cinema in Italia, tra i pochissimi in grado di comprendere il valore artistico della Settima Arte ma anche di saper portare avanti un discorso popolare, accessibile a tutti.