Maleficent
di Robert Stromberg
Arriva in sala Maleficent, versione live action della celebre fiaba di Perrault La bella addormentata nel bosco. Vista, stavolta, dalla prospettiva della malvagia strega Malefica, fattucchiera demoniaca antagonista della principessa Aurora.
C’era una volta
La protagonista vive in un regno incantato insieme a delle creature con le quali intrattiene dei rapporti di totale serenità e armonia. Tale quiete è però presto turbata da un attaccato militare capeggiato da un sovrano privo di scrupoli. E’ il solo il primo colpo inferto all’ovattata tranquillità della sua vita e del suo animo di principessa spensierata e felice: una volta tradita, diverrà sempre più malvagia e assetata di vendetta. Tanto da tramare ben presto contro la giovane e bella Aurora, erede al trono e oggetto dell’odio e del senso di rivalsa di Malefica. Che non è nemmeno stata invitata al battesimo della piccola, figlia dell’usurpatore del suo regno perfetto… [sinossi]
L’atteggiamento portato avanti dalla Disney in questi anni rispetto alle proprie stesse fiabe consiste ormai da tempo in una vera e propria operazione campale di ri-codificazione: una traslazione tutta all’insegna degli steroidi e del digitale, come le grandi platee di questi tempi impongono, in cui alla magia artigianale e analogica delle vecchie favole vengono a sostituirsi dei corpi filmici ultra-moderni, dosati in modo meccanico negli ingredienti e dal sicuro riscontro al botteghino. Questo approccio ormai non conosce alcun tipo di battuta d’arresto o tentennamento da parte degli studios, ma se i biglietti staccati danno motivo di gioire, altrettanto non si può dire in merito alla qualità media di simili prodotti. Il più delle volte ci si ritrova infatti dinanzi a degli impianti narrativi perfetti e spesso leggendari che vengono letteralmente fatti a pezzi per lasciare il posto a delle varianti pompate ma lontane anni luce degli originali, colme di vuota esaltazione e di pochissima sostanza.
In attesa di vedere l’imminente Cinderella di Cate Blanchett, non si può non scorgere in Maleficent il germe tutt’altro che benevolo di questa tendenza industriale endemica. Il ribaltamento di prospettiva di cui il film si fa portavoce è presto detto: La bella addormentata nel bosco, cartoon storico del 1959, visto dall’ottica della temibile strega demoniaca, incarnata in live action dalla presenza algida e disincarnata di Angelina Jolie. Chiunque si aspetti di trovare il lato più ombroso della fiaba di Perrault messo doverosamente in risalto rimarrà però non poco deluso: il film di Robert Stromberg, regista esordiente e già scenografo di Avatar e Alice in Wonderland, è un carrozzone senza sguardo e senza scrittura (col contributo tardivo di John Lee Hancock in fase sia di sceneggiatura che di regia), svampito più che affascinante. Così estraneo al modello classico di riferimento che quando si sentono tirare in ballo le dinamiche del testo originario sia narrativo che filmico (le due o tre volte in cui succede) non si può non abbandonarsi a un sussulto a metà tra la nostalgia a fiotti e la rivendicazione biliosa. Perché dello spirito Disney di partenza, delle sue fertili ambiguità e di quella complessità limpida e neoclassica che tutti abbiamo imparato ad amare amando il cinema, qui non restano neanche le briciole.
Elle Fanning, forse per la prima volta, riesce ad essere veramente fastidiosa ed impalpabile, mentre la Jolie è una presenza mummificata e computerizzata e non molto altro. Non c’è spazio per vederla nei panni a lei congeniali di cattiva tridimensionale (un lato della propria vena attoriale che ha sempre cavalcato poco e male), ma dell’attrice non rimane altro che una vaga sembianza vitrea e distaccata, aliena a ogni forma di empatia come i suoi occhi di ghiaccio scolpiti nel marmo e a conti fatti davvero prossima all’apparenza di un’extraterrestre spaesata.
Una fiaba davvero adulta dovrebbe, di norma, suscitare un’adesione inconfessabile per il lato oscuro, quanto meno una fascinazione un po’ sotterranea e inspiegabile: invece in Maleficent il rapporto tra lo spettatore e lo schermo è completamente coperto da un velo di indifferenza, come anestetizzato. L’origine di questa forma piuttosto stucchevole di atarassia è da ricercare nell’uso e nell’abuso della coreografia CGI nella sua prototipica variante bella senza anima, immobilizzata in una sorta di soporifera assuefazione.
Maleficent è dunque un film portavoce di una modernità che rifiuta l’epica, di una contemporaneità miope, da studio system senza nerbo. Una realtà annacquata, che non sa più guardare agli archetipi in modo salutare e rispettoso e che preferisce saccheggiarne i requisiti base giusto per servirsene in modo smaliziato e oculato dal punto di vista del diretto profitto. Le fatine Flora, Fauna e Serenella sono sprecate e il principe è uno dei più lessi di sempre, ma sono elementi di contorno alquanto fallimentari sui quali si sarebbe pure disposti a soprassedere, con ben altre premesse a monte. Perniciosa è poi la presenza ormai immancabile dei giganti, un vero e proprio jolly per tutte le stagioni calato nel bel mezzo di qualsiasi battaglia su larga scala, non importa il come e il quando.
Maleficent è chiaramente un’opera senza pretese, destinata all’intrattenimento per fanciulli o per adulti abbandonati davanti alla tv con esigenze ancor minori. Fin qui, niente di troppo imperdonabile. Il problema più grande e da non sottovalutare, che film come questo contribuiscono in modo decisivo a veicolare, è però la plastificazione di un sense of wonder diventato pigro calco da laboratorio e copia carbone di emozioni in provetta già vissute altre mille volte, che non vengono rinverdite ma solamente tramutate in una specie di avatar perfettamente controllato, senza sbavature ma anche senza nient’altro. Un rischio che oggigiorno non fa più notizia, in un terra di confine tra il reale e la fiaba ora come ora totalmente di maniera e sempre più ignorata. Un universo di creativi che dietro l’appeal delle necessità videoludiche per le nuove generazioni nasconde una preoccupante mancanza di idee e soluzioni. C’era una volta. Appunto.
INFO
Il sito ufficiale di Maleficent.
Il trailer ufficiale di Maleficent.
Maleficent su facebook.
- Genere: avventura, drammatico, fantasy
- Titolo originale: Maleficent
- Paese/Anno: USA | 2014
- Regia: Robert Stromberg
- Sceneggiatura: John Lee Hancock, Linda Woolverton
- Fotografia: Dean Semler
- Montaggio: Chris Lebenzon, Richard Pearson
- Interpreti: Angelina Jolie, Angus Wright, Brenton Thwaites, Ella Purnell, Elle Fanning, Gary Cargill, Hannah New, Harry Atwell, Imelda Staunton, Isobelle Molloy, Jackson Bews, John O'Toole, Juno Temple, Kenneth Cranham, Lesley Manville, Michael Higgins, Miranda Richardson, Oliver Maltman , Sam Riley, Sarah Flind, Sharlto Copley
- Colonna sonora: James Newton Howard
- Produzione: Moving Picture Company (MPC), Roth Films, Walt Disney Studios Motion Pictures
- Distribuzione: Disney Pictures
- Durata: 97'
- Data di uscita: 28/05/2014

















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