Nut Job – Operazione noccioline

Nut Job – Operazione noccioline

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Nut Job dimostra come ancora oggi il cinema d’animazione sia costruito su un’idea distorta e preordinata di infanzia. Un’avventura digitale basica, semplicistica, priva di reali spunti narrativi ed estetici.

Noccioline o morte!

Cosa c’è di più terribile per un roditore di perdere tutte le scorte di cibo per l’inverno? Lo scoiattolo Surly e i suoi amici si troveranno a escogitare un piano per svaligiare Noceland, un fornitissimo negozio di noci, nocciole e croccanti noccioline… [sinossi]

Con la presa del potere sempre più globale delle tecniche digitali, il cinema d’animazione ha compiuto il passo definitivo verso una produzione su larga scala, in grado di abbattere le tempistiche e di essere portata a termine anche con un numero ristretto di maestranze al lavoro. Se questo aspetto da un punto di vista di “democratizzazione” del linguaggio può essere considerato positivamente, è indubbio che abbia anno dopo anno aperto il fianco a una serie di opere anodine, senza capo né coda, nate solo ed esclusivamente per riempire eventuali buchi lasciati a disposizione dalle produzioni live-action. Se da un lato si ha a che fare con la perfezione estetica, l’afflato narrativo e la colta e raffinata cinefilia della Pixar (in grado di racchiudere al proprio interno squarci disneyani, riflessi di Hayao Miyazaki e rimandi alla storia dell’animazione europea), dall’altro il mercato distributivo appare sempre più invaso di film d’animazione vuoti di significato, impegnati a reiterare all’infinito gli stessi schemi per strappare una risata – spesso forzata – al pubblico dei più piccoli.

Fa parte di questa seconda schiera anche Nut Job – Operazione noccioline di Peter Lepeniotis, storia di uno scoiattolo misantropo (si fa per dire) di nome Spocchia che viene espulso dalla comunità degli animali del parco pubblico in cui vive per aver accidentalmente contribuito a ridurre in cenere la grande quercia che conteneva la raccolta di cibo per l’inverno. Da qui nasce una sorta di duplice heist movie che vede Spocchia alla guida di una banda – piuttosto malmessa – impegnata nel tentativo di rapinare un negozio di noccioline, e contemporaneamente dei gangster umani alle prese con un colpo grosso nella banca locale. Le due rapine si sovrapporranno, allargando il discorso a doppiogiochisti, traditori, infiltrati e compagni di battaglia inaspettati.
Il problema di Nut Job – Operazione noccioline è quello di non saper giocare con il genere in modo tale da ridestare l’attenzione del pubblico adulto, fallendo però anche nella messa in scena per l’infanzia: i gag di Nut Job non riescono a far breccia quasi mai nel pubblico di bambini, anche a causa di una tempistica slabbrata, non in grado di mantenere un ritmo continuo all’azione. Tutto rimane in superficie, muovendosi di pari passo con una tecnica d’animazione piuttosto raffazzonata, basica nei movimenti dei personaggi e nello sviluppo delle scenografie. Un prodotto che non può lasciare il segno nell’industria d’animazione, e che abbandonerà con una certa rapidità anche i ricordi dei più piccoli, verso le cui intelligenze bisognerbbe spesso nutrire un maggiore rispetto.

INFO
Nut Job – Operazione noccioline su facebook.
Nut Job – Operazione noccioline sul sito della Notorious Pictures.
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