Skyscraper
di Rawson Marshall Thurber
Vertiginoso action ambientato a Hong Kong, con cattivi ghignanti e una famiglia da salvare, Skyscraper di Rawson Marshall Thurber si basa tutto, o quasi, sul corpo muscolare eppure elastico del suo protagonista: un roccioso e clownesco Dwayne Johnson.
Eroe per professione
Will Ford, un ex leader del Team di Recupero Ostaggi dell’FBI e veterano americano di guerra, ora valuta la sicurezza dei grattacieli. Durante un lavoro in Cina trova il più alto e sicuro edificio del mondo improvvisamente in fiamme e viene incolpato per questo. Da ricercato in fuga, Will deve trovare i responsabili, ripulire il suo nome e salvare in qualche modo la sua famiglia intrappolata all’interno dell’edificio in fiamme… [sinossi]
Non c’è nulla di più irresistibile, e gran parte della mitologia greca sta lì a rammentarcelo, di un eroe messo a dura prova, piegato, sconfitto, schiacciato, trafitto. Se poi a queste antiche e infallibili suggestioni elleniche si vuole sovrapporre il mito tutto statunitense del self made man, con la sua inossidabile voglia di farcela ad ogni costo, il risultato non può che essere di ampia portata spettacolare. Action hero tra i più amati da grandi e piccini (con buona pace della sua stazza ha incarnato anche la fatina dei denti in L’acchiappadenti), l’ex wrestler Dwayne Johnson si trova ora alle prese con un grattacielo in fiamme e una famiglia da salvare (la sua) in Skyscraper di Rawson Marshall Thurber, blockbuster family oriented che si auspica possa risollevare le misere cifre registrate dal box office in questa torrida estate.
Ex agente dell’FBI dimesso dopo aver perso una gamba in un’azione di salvataggio finita molto male, Will Sawyer (Dwayne Johnson) si ritrova ora a Hong Kong con la moglie (Neve Campbell) e la loro coppia di gemelli. La trasferta è dovuta a un lavoro procuratogli da un ex collega, rimasto sfregiato nell’incidente di cui sopra: Will dovrà occuparsi del sistema di sicurezza di un nuovo grattacielo, che si autoalimenta traendo energia da due enormi turbine rotanti e, naturalmente, al momento è il più alto del mondo. Chiamato “Pearl” per via della sfera che lo sovrasta, più simile in realtà a un’enorme palla da baseball, l’edificio è stato costruito da Zhao Long Ji (Chin Han), potente uomo d’affari dai molti segreti e innumerevoli nemici. Uno di questi ordisce un piano per dar fuoco al prometeico palazzone. Dentro al Pearl in fiamme, però, c’è la famiglia di Will, e questo rende le sue risorse energetiche pressoché illimitate e potenzialmente esplosive.
Traendo ispirazione in parte da Trappola di cristallo (Die Hard, 1988, John McTiernan) – lì però niente incendio e ad essere in pericolo era solo la moglie dell’eroe – e in parte dal vecchio classico Inferno di cristallo (The Towering Inferno, 1974, John Guillermin) – anche lì c’erano il grattacielo più alto del mondo e l’incendio, ma vantava in più un cast tutto di divi – Skyscraper, senza particolari ambizioni, costruisce il suo meccanismo narrativo dalla solidità manualistica e lo arricchisce con qualche interessante trovata action. La trama a un livello basico è riassumibile in “padre salva la famiglia in pericolo”, i suoi modelli di derivazione sono piuttosto evidenti (si vedano i due titoli citati poco sopra), una vaga citazione di La signora di Shanghai e la presenza poi nel grattacielo di un effetto in stile “camera oscura” (dove ciò che è fuori si visualizza in una stanza) sono un po’ poco per intrigare davvero lo spettatore smaliziato. Ma in fondo tanto vale mollare ogni reticenza e godersi lo spettacolo. Non prima però di essersi accorti di come il film, per portare la sua storia alla lunghezza di un lungometraggio, ricorra a un vecchio, infallibile trucco: dividere i protagonisti e procedere con un solido montaggio alternato. Ritorni di frasi icastiche e situazioni standard garantiscono infine a Skyscraper quella precisione geometrica che è marchio indelebile della produzione hollywoodiana.
Action vertiginoso con ponti sospesi a mezz’aria e opportunamente spezzati, ascensori senza cavi lanciati nel vuoto, arrampicata libera su lisce pareti a specchio nonché un’incursione nelle turbine rotanti, Skycrapers gioca abilmente con la verticalità tipica dello skyline hongkonghese, anche se non riesce davvero a raggiungere l’ipertrofia dei migliori prodotti autoctoni dell’isola. Gli “indigeni”, d’altronde, restano per buona parte relegati a un ruolo di stampo “spettatoriale”, come dimostrano da un lato la folla di curiosi sempre pronta a stupirsi e applaudire ai piedi del grattacielo, dall’altro la truppa di poliziotti sempre chiusa nel suo pulmino-sala di controllo e intenta a commentare gli eventi incerta sul da farsi. Più interessante invece è il personaggio di Zhao, una sorta di Icaro pronto a fare da contraltare all’erculeo Will, il cui cognome, daltronde, “Sawyer”, evoca origini tutte a stelle e strisce e un’identificazione naturale con il classico homo faber (il termine “sawyer” significa letetralmente “taglialegna”).
Nonostante la presenza nel cast di una ben ritrovata Neve Campbell, le cui doti atletiche sono da tempo note ai più (indimenticabile la sua performance in The Company di Robert Altman) ma qui poco sfruttate, unico vero quid del film è di fatto la presenza in scena di Dwayne Johnson. Amputato, tradito, pugnalato e tenuto insieme con del nastro isolante (strumento sempre più fondamentale nel cinema d’azione, come ci ricordava di recente I guardiani della galassia Vol.2) il personaggio di Will oscilla tra il classico action hero e il performer slapstick, con in più quella propensione familista che caratterizza buona parte della carriera dell’attore di origini samoane. Pronto a dichiarare a gran voce di fronte a ogni ostacolo che “deve andare a salvare la sua famiglia”, il nostro protagonista ha inoltre un’evidente menomazione che esalta ogni sua performance e diventa poi fonte di interessanti trovate nella scena più spettacolare del film, ovvero il complesso e acrobatico ingresso agli alti piani del grattacielo con utilizzo di una gru da costruzione come piattaforma di lancio.
Il corpo di Johnson è dunque il vero protagonista di Skyscrapers, un corpo che lo spettatore non smette mai di contemplare, aggrappato alla sua possanza muscolare e pronto a essere con essa sbatacchiato sulle superfici più impervie. Perché in fondo, come ben stigmatizzato all’interno del film, basta “spegnere e riaccendere” e il ruolo dell’eroe d’azione rivelerà, una volta ancora, la sua valenza sempiterna. Le sue possibili avventure non sono certo finite qui.
Info
Il trailer di Skyscraper.
La pagina Facebook di Skyscraper.
- Genere: action, thriller
- Titolo originale: Skyscraper
- Paese/Anno: USA | 2018
- Regia: Rawson Marshall Thurber
- Sceneggiatura: Rawson Marshall Thurber
- Fotografia: Robert Elswit
- Montaggio: Julian Clarke, Michael L. Sale
- Interpreti: Adrian Holmes, Beatrice King, Byron Mann, Chin Han, Dwayne Johnson, Elfina Luk, Hannah Quinlivan, Kathy Wu, Kevin O. Rankin, Malin Barr, Matthew O'Leary, McKenna Roberts, Neve Campbell, Noah Taylor, Pablo Schreiber, Paul McGillion, Roland Møller, Tzi Ma, Venus Terzo, Vivian Full
- Colonna sonora: Steve Jablonsky
- Produzione: Flynn Picture Company, Legendary Entertainment, Seven Bucks Productions
- Distribuzione: Universal Pictures
- Durata: 102'
- Data di uscita: 19/07/2018










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