Explaining the Law to Kwame

Explaining the Law to Kwame

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Presentato in concorso al 31° Fid Marseille, dove ha ottenuto il Centre National des Arts Plastiques Prize, Explaining the Law to Kwame è un cortometraggio, già concepito come videoinstallazione, dell’artista israeliano Roee Rosen, che riflette, con suggestioni kafkiane, sul sistema legale e giudiziario del suo paese in rapporto alla politica di occupazione palestinese.

La banalità del sionismo

Una docente specializzata in diritti dei minori, Ada Biniamini, tiene una conferenza sulla questione dell’età della responsabilità penale, comparando la concezione israeliana con quella palestinese nel merito. [sinossi]

Lo stato di Israele funziona con un sistema democratico compiuto ed è indubbiamente l’unico paese con un assetto avanzato in tal senso in un’area geografica dove predominano dittature, teocrazie, monarchie, regimi illiberali. Secondo qualcuno questo sancirebbe una superiorità morale territoriale dello stato ebraico, nonché il suo diritto a occupare i territori palestinesi. Ma viene da chiedersi in realtà come si possa conciliare questo assetto democratico con la politica di occupazione brutale e aggressiva della Palestina. A rispondere a questa domanda dovrebbe essere la conferenziera Ada Biniamini, si presume una docente di diritto, nella sua lezione, la protagonista di Explaining the Law to Kwame, l’ultimo lavoro dell’artista israeliano Roee Rosen presentato in concorso al 31° Fid Marseille, dove ha ottenuto il Centre National des Arts Plastiques Prize.

La docente è interpretata dall’attrice americana-israeliana Hani Furstenberg (Yossi & Jagger, The Loneliest Planet), che già aveva lavorato con Roee Rosen in Hilarious. È seriosa, cattedratica, rappresenta le istituzioni e non si può non notare una somiglianza con la politica israeliana Tzipi Livni, che fu considerata una delle donne più influenti dalla rivista Time ma che pure fu Ministro degli Esteri durante l’Operazione Piombo Fuso. Rappresenta la faccia pulita, presentabile che discetta di argomentazioni giuridiche, confronta le varie dottrine costituzionali, teorizza lo stato d’emergenza e le basi legislative dell’occupazione. Il suo discorso parte dalla spiegazione dei principi giuridici che stanno alla base dell’arresto di un ragazzo palestinese, ed è idealmente rivolto a qualcuno di esterno, come a dare una spiegazione al mondo. Si fonda su una sorta di relativismo di culture giuridiche, laddove tra israeliani e palestinesi si diventa maggiorenni a età diverse, 12 anni per i primi 18 per i secondi, con tutto ciò che ne consegue in termini di diritti e doveri.

Roee Rosen dispiega una serie di pulsioni primarie, che colgono tanto la ieratica giurista facendola spesso vacillare nel suo tono ieratico, quanto il pubblico, che si rivela man mano che viene inquadrato come multietnico e multiculturale, comprensivo di uomini di colore e di gay: due ragazzi che si lasciano andare in effusioni pubblicamente, seguendo il clima lascivo che pervade l’aula. Si parte con le puzze corporee che comincia a percepire la professoressa, sotto le ascelle, per arrivare agli spasmi, alle canzoni, al clima erotico torbido. Come uno sberleffo a quell’aulico contesto, paragonabile a quel viraggio finale nel processo ad Adolf Eichmann di Uno specialista – Ritratto di un criminale moderno di Eyal Sivan. E il trattamento di Roee Rosen assume una coloritura kafkiana, soprattutto con echi da Il processo.

Explaining the Law to Kwame rappresenta in effetti un work in progress di un progetto di adattamento dal grande autore boemo dal titolo promettente di Kafka for Kids. Le opere di Roee Rosen sono esposte nelle grandi fiere dell’arte, come Documenta, mentre i suoi film spesso vengono presentati, e premiati, a manifestazioni quali l’Oberhausen International Short Film Festival, il Fid Marseille, mentre il suo film Tse (Out) fu presentato agli Orizzonti veneziani nel 2010 vincendo come miglior mediometraggio. Rappresenta la coscienza critica del suo paese, mettendo il dito nella piaga dei suoi tabù scomodi. Spesso usa la forma del monologo frontale, anche come intervista, contrapponendo cultura e natura, formalismi e istinti, guerra e pulsioni di desiderio e ritorni all’infanzia.

Info
La scheda di Explaining the Law to Kwame sul sito del FID Marseille.

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