Far East 2024

Far East 2024

Il Far East 2024 (24 aprile – 2 maggio) fa suonare ventisei rintocchi per l’oramai storico festival udinese dedicato alla produzione cinematografica popolare dell’estremo oriente e del sud-est asiatico. 75 titoli – ma la lista potrebbe aggiornarsi con alcune aggiunte – provenienti da dodici nazioni, per sgranare una volta di più gli occhi su un mondo così lontano e così vicino.

Settantacinque film, di cui undici in anteprima assoluta, provenienti da dodici nazioni collocate più o meno dall’altra parte del globo. Si supera la Pasqua e si avvicina il momento in cui il mondo cinefilo italiano potrà confrontarsi, sgranando gli occhi come oramai d’abitudine, con la produzione cinematografica popolare dell’estremo oriente e del sud-est asiatico. Si inizia a profilare all’orizzonte il Far East 2024, ventiseiesima edizione di una kermesse storica e a suo modo miracolosa, che vede la graziosa Udine riempirsi di appassionati cultori del Giappone, della Cina, della Corea del Sud, e degli stilemi cinematografici che in quei luoghi e nelle nazioni limitrofe hanno trovato una dimensione peculiare, impossibile da imitare o da riprodurre fedelmente altrove. Se due anni fa il pubblico che assiepava il Teatro Nuovo Giovanni da Udine poté applaudire – seppur a distanza, dato che un imprevisto gli impedì di raggiungere il Friuli – un maestro indiscusso della Settima arte quale Takeshi Kitano, sul finire di aprile del 2024 la stessa accoglienza verrà tributata a un altro nome imprescindibile, stavolta legato all’universo cinese: sarà infatti Zhang Yimou a ricevere il Gelso d’Oro alla carriera, all’interno di un omaggio corposo che verrà proiettata nelle sale udinesi la sua ultima fatica – il thriller Under the Light, l’anno scorso toccò all’ottimo Full River Red – ma anche due capolavori ripescati dal passato, vale a dire Lanterne rosse e Vivere!. La presenza di Zhang a Udine certifica non solo il posto di primaria importanza occupato oramai dal Far East all’interno dello scacchiere festivaliero internazionale, ma anche e forse soprattutto la volontà del festival di iniziare a premiare quegli autori che in un modo o nell’altro hanno sviluppato la loro carriera non distanti dalla nascita del FEFF.

A corroborare tale intuizione sono anche l’omaggio al produttore taiwanese Chiu Fu-sheng, che prevede la proiezione proprio dei due recuperi del passato di Zhang, ma anche de Il maestro burattinaio e Città dolente di Hou Hsiao-Hsien e di The Mission di Johnnie To, e il ritorno – dopo la scorsa edizione – della sezione “Greatest Hits from ‘80s e ‘90s”, che attraverso i film tenta di raccontare la produzione cinematografica negli istanti immediatamente precedenti alla nascita del Far East (“Chi non ha vissuto negli anni prima della Rivoluzione non può capire che cosa sia la dolcezza del vivere” direbbe Talleyrand/Bertolucci). Tra i tredici titoli scelti quest’anno spiccano i piccoli omaggi… [continua a leggere]

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Il sito del Far East 2024.

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