Modalità aereo

Modalità aereo

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Torna Fausto Brizzi con Modalità aereo: una commedia cinica, sentimentale e venata da un autobiografismo brillantemente rielaborato.

È l’amico è

Diego è un imprenditore ricco e famoso. Tutta la sua vita è dentro un cellulare di ultima generazione. Ivano e Sabino puliscono i bagni dell’aeroporto. Un giorno, poco prima di imbarcarsi su un volo di 24 ore per Sydney, Diego dimentica il telefonino nella toilette vicino al gate. Ivano e Sabino lo trovano… ma non lo restituiscono. Hanno un giorno di tempo per cambiare in meglio le loro vite, utilizzando il telefonino di Diego. Dopo quelle fatidiche ore trascorse in “modalità aereo”, le vite dei tre non saranno più le stesse… [sinossi]
È l’amico e’
una persona schietta come te
che non fa prediche
e non ti giudica
fra lui e te divisa
due la stessa anima
È l’amico è – Dario Baldan Bembo

Tornare non è mai facile, né rialzarsi dopo una sonora batosta umana e professionale. Non siamo dalle parti della classica narrazione sulla rivalsa cui ci ha abituato tanto cinema americano, ma la rentrèe di Fausto Brizzi con Modalità aereo, dopo il caso mediatico e giuridico – conclusosi, quest’ultimo, con l’archiviazione perché “il fatto non sussiste” – di cui è stato oggetto, punta a ripartire proprio da lì, da quei codici ben oliati di una redenzione, fortemente voluta e, nel caso del film in oggetto, tematizzata con intelligenza e ironia.

La fiducia, e l’amicizia che ad essa è connaturata, sono i concetti alla base del film, come viene subito esplicitato nell’incipit. Amicizia e fiducia che, fuori dall’oggetto filmico, sono state elargite da subito – proprio mentre montavano le polemiche sulle numerose accuse di molestie sessuali ricevute – al regista dal suo produttore, Luca Barbareschi, al quale, a una lettura di secondo grado, ma nient’affatto fuorviante, l’intero Modalità aereo sembra essere dedicato.

Il marchingegno destinato a scatenare gli eventi farseschi e autoriflessivi del film è, ancora una volta, come già in Perfetti sconosciuti, uno smartphone, in questo caso lasciato incustodito. Il legittimo proprietario, Diego Gardini (Paolo Ruffini, anche co-sceneggiatore), è un imprenditore ricco, famoso e arrogante, proprietario di un’azienda vinicola di successo. Dopo un diverbio nella toilette dell’aeroporto di Fiumicino con due addetti alle pulizie, provvede a provocarne l’immediato licenziamento con il semplice invio di un sms poi, però, lascia incautamente il suo strumento di potere (il cellulare) accanto agli orinatoi e si imbarca per un volo di 24 ore. Ivano (Lillo Petrolo) e Sabino (Dino Abbrescia), i due inservienti, sapranno farne buon uso, innanzitutto innescando a suon di tweet, naturalmente a firma di Gardini, un’esplosiva “macchina del fango”, che farà scatenare contro l’imprenditore le ire di molteplici categorie, incluse suore e surfisti. Non paghi, si diletteranno con la rubrica ricolma di Vip, facendo acquisti pazzi, occupando il suo appartamento, organizzandovi party con signorine prezzolate. Almeno fino all’arrivo in loco del trascurato figlio di Diego Gardini, sul quale Ivano/Lillo inizierà a riversare il suo, per il momento frustrato, affetto paterno (lui e la moglie, incarnata da Caterina Guzzanti, hanno problemi di infertilità).

Tra ribaltamenti di ruolo, scambi di persona e un’opportuna spennellata di buoni sentimenti (la relazione padre-figlio tra Lillo e il bambino), Modalità aereo procede senza intoppi, grazie a una sceneggiatura ben orchestrata – un pregio non da poco nel panorama contemporaneo della commedia nostrana – condita di battute azzeccate, cattive il giusto. Mentre l’immancabile nostalgia degli anni ’80, che è marchio di fabbrica di Brizzi fin dagli inizi (Notte prima degli esami) si incarna stavolta in una comparsata di Sabrina Salerno, nonché nelle divise da lavoro in stile Super Mario Bros indossate da Lillo e Dino Abbrescia.

Si registra qualche verbosità di troppo in alcune scene di dialogo, statiche ed eccessivamente lunghe, ma a pareggiare i conti, fanno capolino di quando in quando anche degli azzeccati “aforismi”; resta impresso nella memoria, in particolare, quello che riguarda l’altro argomento centrale in Modalità aereo, il denaro, e che suona così: «con i soldi puoi comprare un cane, ma solo con l’amore lo farai scodinzolare».
Assai gradevole è poi la sterzata verso l’action rocambolesco e farsesco che caratterizza tutta l’ultima porzione di film, quando Lillo e Abbrescia, ormai al fianco di Gardini, fanno di tutto per evitare l’acquisizione della sua azienda vinicola da parte di un gruppo di cinesi. Scambi di persona e incomprensioni linguistiche generano una serie di folli contrattempi, mentre pian piano si fanno sempre più espliciti e ficcanti proprio quei riferimenti autobiografici che costituiscono il vero valore aggiunto di Modalità aereo, declinato in trovate non prive di colpi di genio. A partire dall’estromissione di Gardini/Ruffini dalla sua azienda, in cui riecheggia quella di Brizzi dalla Wildside, la società di produzione di cui era co-fondatore, per proseguire poi, nella sequenza della riunione con i cinesi, con quel “giocarsi il tutto per tutto” che ha il pregio di accorpare l’apice dell’autobiografismo e lo scatenarsi della risata più grassa e liberatoria.

A prescindere dunque dall’opinione che possiamo avere sulle assai discutibili abitudini provinator-predatorie e nudiste di Brizzi, gli va riconosciuto un acume notevole nel mescolare alle sue vicende i codici narrativi ben oliati della commedia, sfruttando inoltre al meglio la verve del suo cast (Lillo, per dire, appare assai più scatenato ed efficace rispetto al suo pallido ruolo in Attenti al gorilla). Per cui, anche se il risultato, da un punto di vista di auto-rilettura etica è più propenso all’auto-apologia che all’auto-confessione, e dunque non possiamo sapere se Fausto Brizzi, come il suo protagonista alla fine del film, è ora diventato un uomo migliore, di certo è possibile affermare che stavolta ha realizzato una commedia migliore.

Info
Il trailer di Modalità aereo.
La scheda dedicata a Modalità aereo sul sito di 01 Distribution.
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