Giornate degli Autori 2024 – Presentazione

Giornate degli Autori 2024 – Presentazione

Presentato a Roma il programma delle Giornate degli Autori 2024, ventunesima edizione della sezione autonoma e parallela della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Alla direzione artistica Gaia Furrer, al quinto anno in questo ruolo, che insieme al comitato di selezione ha allestito un palinsesto che spazia dalla Mongolia di Jian Xiaoxuang alla Georgia di Rusudan Glurijdze, dall’animazione dei geniali fratelli Quay al minimalismo sentimentale di Kohei Igarashi. In concorso per l’Italia Taxi Monamour, il nuovo lavoro di Ciro De Caro.

È stato presentato a Roma, nella sala conferenze del Museo Ninfeo all’Esquilino, il programma delle Giornate degli Autori 2024, ventunesima edizione per la sezione autonoma e parallela della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La direttrice artistica Gaia Furrer, impegnata per il quinto anno in questo ruolo ma al lavoro per la sezione fin dagli esordi della stessa, ha sciorinato la ventina di titoli che compongono il palinsesto, nel giorno in cui si commemora anche un anno dalla scomparsa prematura di Andrea Purgatori, Presidente delle GdA. Un programma che sulla carta sembra mettere d’accordo le diverse anime che compongono lo spettro del cinema d’autore contemporaneo, con la ricerca di spazi cinematografici meno battuti (dalla Repubblica Dominicana ad esempio arriva Sugar Island, opera d’esordio per la giovane cineasta Johanné Gómez Terrero), l’attenzione ad approcci cinematografici non appartenenti al mainstream, e la presenza di autori consolidati. È così ovviamente per i fratelli Quay, geni dell’animazione, che tornano con Sanatorium Under the Sign of the Hourglass (tratto dalla novella di Bruno Schulz già divenuta film più di cinquant’anni fa ne La clessidra di Wojciech Has) a dirigere un lungometraggio a quasi venti anni di distanza dallo straordinario The Piano Tuner of the Earthquake; ma è così anche per il giapponese Kohei Igarashi, amico e sodale di Damien Manivel, che con Super Happy Forever racconta una storia di memoria (e memoria d’amore) in una località marittima non lontana da Tokyo. Ben cinque gli esordi in concorso – oltre al già citato film di Gómez Terrero Boomerang di Shahab Fotouhi, Selon Joy di Camille Lugan, Manas di Marianna Brennand e To Kill A Mongolian Horses di Jiang Xiaoxuang -, a testimonianza della volontà delle Giornate degli Autori 2024 di proporsi anche come vetrina sul futuro, e su ciò che il cinema proporrà nel corso degli anni a venire.

Ed è interessante anche la posizione che la sezione prende nei confronti del cinema italiano, rappresentato all’interno della competizione da Taxi Monamour, quarto lungometraggio per Ciro De Caro, che così torna alle Giornate degli Autori dopo aver preso parte nel 2021 alla selezione delle Notti Veneziane con l’apprezzato Giulia. Storia di un’amicizia al femminile tra una ragazza romana e una giovane ucraina che desidera solo tornare nel suo Paese di origine, Taxi Monamour si lega a due delle opere fuori concorso, Coppia aperta quasi spalancata di Federica Di Giacomo e Basileia di Isabella Torre – quest’ultima all’opera prima, ma dopotutto anche per Di Giacomo si tratta del primo confronto con un lavoro di finzione -, nel tracciare un ipotetico contro-racconto del cinema prodotto in Italia oggi, elemento che com’è naturale trova vivida conferma nella composizione delle Notti Veneziane, fin dalla loro creazione spazio aperto (quasi spalancato, verrebbe da dire) per il cinema nazionale, senza preclusioni di forma, senso, o tipologia d’opera. Si va dunque qui da un autore tra i più celebrati a livello europeo nel campo del cosiddetto arthouse come Fabrizio Ferraro (Desert Suite), ai documentari tra gli altri di Giuseppe Schillaci (Bosco Grande), Antonietta De Lillo (L’occhio della gallina), Monica Stambrini (Tenga duro signorina), fino a raggiungere il coming-of-age musicale con cui Carolina Pavone debutta alla regia, quel Quasi a casa che ha come co-protagonista Lou Doillon. Segni di cinema italiano indipendente si trovano sparsi anche nella fitta rete di eventi che movimenterà il quotidiano della sala Laguna – non si perda d’occhio Labirinti di Giulio Donato… -, il tutto senza dimenticare il doveroso omaggio al compianto Gaetano Di Vaio (Dadapolis23 di Carlo Luglio e Fabio Gargano), e le proiezioni de L’invenzione di Morel di Emidio Greco e Il postino di Michael Radford, nel trentennale quest’ultimo della morte di Massimo Troisi – in una proiezione condivisa con la selezione ufficiale della Mostra e con la Settimana Internazionale della Critica. Di seguito il programma delle Giornate degli Autori 2024.

Alpha di Jan-Willem Van Ewijk – Paesi Bassi/Svizzera
The Antique di Rusudan Glurijdze – Georgia
Boomerang di Shahab Fotouhi – Gemania/Iran
Manas di Marianna Brennand – Brasile
Pǐ báimǎ de rè mèng | To Kill A Mongolian Horses di Jiang Xiaoxuang – Cina
Sanatorium Under the Sign of the Hourglass di Stephen Quay, Timothy Quay – GB/Polonia
Selon Joy di Camille Lugan – Francia
Sugar Island di Johanné Gómez Terrero – Rep. Dominicana/Spagna
Super Happy Forever di Kohei Igarashi Francia/Giappone
Taxi Monamour di Ciro De Caro – Italia

Cortometraggi
Kora di Cláudia Varejão – Portogallo
Miu Miu Women’s Tales – Cina/Argentina

Lunghi
Alma del desierto di Monica Taboada Tapia – Colombia/Brasile
Coppia aperta quasi spalancata di Federica Di Giacomo – Italia (apertura)
Peaches Goes Bananas di Marie Losier – Francia
Possibility of Paradise di Mladen Kovačević – Serbia
Soudan, souviens-toi di Hind Meddeb – Francia/Tunisia
Basileia di Isabella Torre, Italia (chiusura)

Bosco Grande di Giuseppe Schillaci
Desert Suite di Fabrizio Ferraro
A Men Fell di Giovanni C. Lorusso
L’occhio della gallina di Antonietta De Lillo
Quasi a casa di Carolina Pavone
La scommessa – Una notte in corsia di Giovanni Dota
Sempre di Luciana Fina
Tenga duro, signorina! di Monica Stambrini
Vakhim di Francesca Pirani

Dadapolis23 di Carlo Luglio e Fabio Gargano (Omaggio a Gaetano Di Vaio)
L’invenzione di Morel di Emidio Greco (Omaggio a Emidio Greco)
Il postino di Michael Radford (Omaggio a Massimo Troisi)

Info
Il sito ufficiale delle Giornate degli Autori 2024.

Articoli correlati

Array
  • Festival

    Giornate degli Autori 2023 – Presentazione

    Compie vent'anni la più giovane delle sezioni collaterali della Mostra di Venezia. Giornate degli Autori 2023, la cui dedica va ad Andrea Purgatori e Citto Maselli, propone un viaggio attorno al mondo, e alle infinite possibilità di guardarlo, ribadendo la struttura già messa a punto negli ultimi anni.
  • Festival

    Il programma delle Giornate degli Autori 2022

    Le Giornate degli Autori 2022, sezione autonoma della Mostra di Venezia, festeggiano i diciannove anni con un programma che conferma la linea dettata dalla direttrice Gaia Furrer, al terzo anno di lavoro. Le Giornate degli Autori proseguono un'indagine sull'identità che non è mai dimentica del fare cinema.
  • Festival

    Il programma delle Giornate degli Autori 2021

    Le Giornate degli Autori, sezione parallela e autonoma della Mostra del Cinema di Venezia, compiono diciotto anni entrando dunque nell'età "adulta". Per il secondo anno la direzione artistica è affidata a Gaia Furrer, che prosegue l'indagine di un'identità che è politica, cinematografica, sociale, e personale.
  • Festival

    Giornate degli Autori 2013Giornate degli Autori 2013

    Il decimo compleanno delle Giornate degli Autori – Venice Days, sorta di Quinzaine lagunare venuta alla luce nel 2004, rischia di consumarsi all’ombra della contestazione e della polemica.
  • Festival

    Giornate degli Autori 2012Giornate degli Autori 2012

    Le Giornate degli Autori 2012, alla nona edizione, ribadiscono la loro essenza primaria, quella di cercare nuovi spiragli per il cinema d’autore italiano e internazionale.
  • Festival

    Giornate degli Autori 2011 – Presentazione

    Le Giornate degli Autori 2011 si aprono con un trasloco: dopo anni di incontri, feste e proiezione nella cosiddetta "Villa degli Autori" l'intera organizzazione della sezione collaterale della Mostra si sposterà alla Pagoda dell'Hotel des bains, sul lungomare Marconi, ribattezzata per l'occasione “Casa degli Autori”.
  • Festival

    Giornate degli Autori 2009 – Presentazione

    È un gatto, ben pasciuto e con tanto di collare, l'immagine simbolo delle Giornate degli Autori 2009, sesta edizione della sezione autonoma e parallela della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Una sezione che continua a programmare il cinema d'autore europeo e internazionale.