L’agenzia dei bugiardi
di Volfango De Biasi
L’agenzia dei bugiardi, nuova commedia di Volfango De Biasi, è il remake del francese Alibi.com. Una pochade che vive di qualche idea sparsa, scritta in modo piuttosto raffazzonato e senza particolare verve. Con Giampaolo Morelli, Massimo Ghini e Herbert Ballerina.
La verità ti fa male lo so
Il seducente Fred, l’esperto di tecnologia Diego e il narcolettico Paolo sono i componenti di una diabolica e geniale agenzia che fornisce alibi ai propri clienti e il cui motto è “meglio una bella bugia che una brutta verità”. Fred si innamora di Clio, paladina della sincerità a tutti i costi, alla quale quindi non può svelare qual è il suo vero lavoro. La situazione si complica quando Fred scopre che il padre di Clio, Alberto, è un suo cliente, che si è rivolto all’agenzia per nascondere alla moglie Irene la sua relazione con la giovane Cinzia, aspirante rapper. Accidentalmente si ritroveranno tutti in vacanza insieme in Puglia. Cosa si inventeranno questa volta Fred e i suoi per creare l’alibi perfetto? [sinossi]
L’uscita de L’agenzia dei bugiardi, ad appena sette giorni di distanza da quella di Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno e Attenti al gorilla di Luca Miniero, permette di mettere a fuoco la situazione relativa allo stato della commedia italiana (il percorso potrà definirsi maggiormente compiuto giovedì 24 gennaio, quando raggiungerà le sale anche Compromessi sposi di Francesco Miccichè). Dopo la sbornia natalizia, che ha visto consensi al botteghino soprattutto per il riformarsi della coppia Boldi/De Sica, il fantasy sulla Befana di Michele Soavi e i moschettieri mal in arnese di Veronesi, il nuovo anno è ripartito sulla falsariga di una produzione sempre più meccanica, priva di slancio e di reale scrittura, tutta basata sugli attori e le situazioni. Attori e situazioni che a ben vedere bastano e avanzano a un pubblico che non sembra pretendere nulla da ciò che avviene sul grande schermo: ecco dunque che Bruno col suo “ritorno al futuro de noantri” macina biglietti, e ha già superato i due milioni di incasso, mentre la storia d’amicizia tra l’avvocato sfigato e il gorilla dello zoo narrata da Miniero arranca, con un numero di sale a disposizione quasi analogo ma neanche cinquecentomila euro raggranellati in cinque giorni. Se non è un disastro poco ci manca.
Quale sarà il destino de L’agenzia dei bugiardi di Volfango De Biasi, che lo stesso regista e Fabio Bonifacci hanno sceneggiato partendo dal canovaccio di Alibi.com di Philippe Lacheau, pallida commedia che oltralpe irretì il pubblico un paio di anni fa? È ovviamente presto per dirlo, anche se l’operazione sembra voler trovare una propria collocazione di mercato, scartando di fatto i volti più noti della commedia nostrana – quelli, da Edoardo Leo a Lillo Petrolo, da Marco Giallini a Frank Matano, sono nei film di Bruno e Miniero – per puntare su Giampaolo Morelli, eroe dei Manetti Bros., qui sorretto da Massimo Ghini, che era anche il protagonista del netflixiano Natale a 5 stelle di Marco Risi. Tra volti televisivi come la Alessandra Mastronardi de I Cesaroni e la sempre valida Carla Signoris, l’Herbert Ballerina preso in prestito dalle comiche di Maccio Capatonda e la youtuber Diana Del Bufalo, l’impressione è quella di una maggiore libertà in fase di casting rispetto alle altre realtà produttive citate.
Non che questo possa influire più di tanto nel risultato finale, ovviamente, anche se qualche risata automatica viene da Ballerina e Paolo Calabresi, qui solido professionista segretamente innamorato della Signoris e che pratica l’onanismo di fronte alle foto di lei, giudice della corte suprema, inguainata nella toga. Il problema principale de L’agenzia dei bugiardi è quello di non sapersi mai innalzare al di sopra del semplice canovaccio, cercando di trovare vie personali – o vagamente originali – allo schema classico della pochade, della commedia licenziosa e ai limiti del farsesco. Gli equivoci qui sono ovviamente l’ingrediente principale della portata, visto che Morelli, Herbert Ballerina e Paolo Ruffini gestiscono un’agenzia che mente di professione, creando alibi ai suoi clienti che per lo più cercano di trovare scuse alle proprie scappatelle coniugali (ma non solo: c’è anche un monsignore, interpretato da Antonello Fassari, che farebbe di tutto pur di togliersi l’abito talare per indossare quello realmente sacro, la divisa della Roma, e baccagliare in curva allo stadio). Eppure, nonostante una cattiveria fin troppo esibita, non c’è nulla di davvero eversivo o volgare all’interno del film, e tutto si muove su canoni espressivi troppo televisivi, asfittici, chiusi in una spirale dell’immaginario da cui la commedia italiana sembra non aver proprio le capacità minime per emanciparsi.
Dopotutto alcune delle intuizioni più divertenti, dalle ripetute gag col cagnolino della famiglia composta da Ghini, Signoris e Mastronardi, fino al già citato atto di onanismo e al fatto che il figlio di Calabresi abbia i caratteri somatici africani senza che l’uomo si accorga neanche minimamente di ciò che può significare, sono prese in prestito – verrebbe da dire rubate – al cinema dei fratelli Farrelly, cui De Biasi guarda con insistenza. Peccato che Tutti pazzi per Mary o Io, me e Irene posseggano una carica di paranoia schizoide, di delirio psicogeno e della messa in scena che qui viene continuamente castrato da un compromesso eterno con un pubblico preconfezionato, deciso a tavolino. Si può supporre un’anarchia, ma mai metterla in pratica. Non sia mai che il pubblico abbia a trovarsi apparecchiata una tavola troppo esotica! Resta dunque lo schema, desunto dall’originale francese e che a sua volta tirava in ballo anche Il segreto del mio successo di Herbert Ross. Resta quello, qualche divertente espressione dei protagonisti, un paio di passaggi ai limiti dello squallore (ma davvero nel 2019, per di più con tutta la propaganda negativa che spara la grancassa governativa, qualcuno ritiene divertente mettere in scena così dei rom?) e poco altro. Per chi ama accontentarsi…
Info
Il trailer de L’agenzia dei bugiardi.
- Genere: commedia
- Titolo originale: L'agenzia dei bugiardi
- Paese/Anno: Italia | 2019
- Regia: Volfango De Biasi
- Sceneggiatura: Fabio Bonifacci, Volfango De Biasi
- Fotografia: Manfredo Archinto
- Montaggio: Stefano Chierchiè
- Interpreti: Alessandra Mastronardi, Antonello Fassari, Carla Signoris, Diana Del Bufalo, Giampaolo Morelli, Herbert Ballerina, Massimo Ghini, Nicolas Vaporidis, Paolo Calabresi, Paolo Ruffini, Piero Pelù, Raiz
- Colonna sonora: Michele Braga
- Produzione: Medusa Film, Picomedia
- Distribuzione: Medusa
- Durata: 102'
- Data di uscita: 17/01/2019




Attenti al gorilla
Non ci resta che il crimine
La Befana vien di notte
Moschettieri del re
Amici come prima
Natale a 5 stelle
Alibi.com
Omicidio all’italiana
Natale a Londra
Quel bravo ragazzo
Italiano medio
Un Natale stupefacente
Iago