Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note

Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note

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Tornano nelle sale del Bel Paese l’orso e la topolina di Gabrielle Vincent, questa volta alle prese con le insensate restrizioni legislative del paese degli orsi. Pensato, scritto e animato ad altezza bambino, Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note di Jean-Christophe Roger e Julien Chheng è una delicata parabola sulla libertà collettiva e individuale, una lezione morale semplice, immediata ma non banale.

Così è e sempre sarà

Per riparare il loro violino rotto, Ernest e Celestine iniziano un viaggio verso il lontano paese natale dell’orso, una terra magica dove da sempre si esibiscono i migliori musicisti del mondo e incredibili melodie riempiono l’aria di gioia. Al loro arrivo, i nostri eroi scoprono però una realtà completamente diversa: tutte le forme di musica sono state bandite! Ernest e Celestine non riescono proprio a immaginare una vita senza musica. Insieme ai loro amici e a un misterioso fuorilegge mascherato, faranno di tutto per riportare la felicità nella Terra degli Orsi… [sinossi]

Ne è passata di acqua sotto i ponti dai giorni gloriosi e vivacissimi di Ernest & Celestine del trio Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner. I primi due, Aubier e Patar, hanno proseguito lungo la loro strada consueta, lavorando insieme a progetti accostabili all’orso e alla topolina, ovvero le varie avventure tra piccolo e grande schermo di Chien Pourri, senza però dimenticare le follie di Panico al villaggio – ed ecco, infatti, i corti Le bruit du gris (2016), La foire agricole (2019) e Les Grandes Vacances (2021), e il lungo ma non troppo Panique tous courts (2016). Più ambizioso e mainstream, Renner ha realizzato insieme a Patrick Imbert il lungometraggio a episodi Le grand méchant renard et autres contes…, decisamente meno fortunato del suo debutto. Un peccato, visto il talento grafico e narrativo di Renner, perfettamente a proprio agio con le atmosfere di Ernest e Celestine.

E Jean-Christophe Roger e Julien Chheng, che hanno preso le redini della piccole dolce saga? Già alla guida della più che graziosa serie televisiva Ernest et Célestine, la collection, Roger e Chheng hanno ovviamente firmato anche il lungometraggio compilativo Ernest et Célestine en hiver, districandosi senza troppi problemi tra 3D e 2D. Se il limite evidente ma non disturbante dei lavori per il piccolo schermo è rappresentato dallo stacco un po’ troppo percepibile tra personaggi e fondali, il nuovo capitolo cinematografico Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note poggia le propria fondamenta tecnico-artistiche sul character design dell’originale (che declinava in maniera mirabile il tratto più minuzioso di Gabrielle Vincent), sulle tonalità acquerello, sulla gestione delle linee mai chiuse e degli spazi vuoti. Un piccolo trionfo grafico, anche se sembrano mancare gli slanci estetici e narrativi di Renner e Imbert.

Miyazakiano nella fluidità dei movimenti, nei colori e in certe sequenze rocambolesche, che sembrano riecheggiare Il fiuto di Sherlock Holmes, Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note forse lascia troppo spazio alla musica e all’azione, accontentandosi di snodi narrativi e morali un po’ troppo semplici – i bambini, in fin dei conti, sono spettatori molto più maturi ed elastici di quanto si possa pensare. Se sul piano estetico tutto sembra brillare, confermando una volta di più le potenzialità e l’utilità delle tecniche digitali anche sul fronte dell’animazione tradizionale (o apparentemente tradizionale), alla fine il retrogusto è agrodolce: a questa nuova avventura sembra mancare l’ambizione di Aubier, Patar e Renner, come se l’asticella da superare fosse posta più verso il basso, ovvero Ernest et Célestine en hiver, e non verso l’alto, ovvero quel primo capitolo, più costoso e difficoltoso da portare a termine, ma poi a suo modo così dirompente sul grande schermo.

Info
Il trailer di Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note.
La scheda di Ernest e Celestine – L’avventura delle 7 note sul sito di I Wonder Pictures.

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