Attitudini: nessuna
di Sophie Chiarello
Dopo Il cerchio Sophie Chiarello torna al documentario con Attitudini: nessuna, ponendo al centro della scena il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, con l’intento di raccontarne le radici. Quel che ne viene fuori è un viaggio in un mondo che non c’è più, la Milano degli anni Settanta e Ottanta.
Chiedigli se sono felici
Sophie Chiarello accompagna Aldo, Giovanni e Giacomo in un ritorno alle origini che diventa un racconto di amicizia, talento e del destino che li ha resi una leggenda della comicità italiana. [sinossi]
Quando Giacomo torna all’oratorio che frequentava da bambino a Villa Cortese, nord-ovest dell’hinterland milanese, la suora che accoglie lui e la troupe gli svela come il piccolo teatro in cui mosse i primi passi sul palcoscenico non esiste più. Anche il Derby, lo storico locale in zona Lotto che fu l’avanguardia del teatro-cabaret in Italia, ha chiuso i battenti da tanti anni; d’altronde Giovanni non perde occasione, nell’osservare un punto del capoluogo lombardo, per sentenziare come le modifiche strutturali della città abbiano finito con l’impoverire il senso di comunità della stessa, inseguendo un modernismo forse in fin dei conti non così a misura d’uomo. Se c’è un elemento che spicca, nell’interessante lavoro documentario che Sophie Chiarello ha portato a termine in Attitudini: nessuna, non è tanto la storia sic et simpliciter del trio comico composto da Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, ma l’attraversamento di un territorio urbano, umano e artistico fattosi ectoplasmatico con il tempo: Enzo Jannacci non c’è più, è morto Dario Fo, è cambiato il mondo e ancor più quella città che ha perso qualsiasi connotato popolare. Anche per questo Giovanni si stupisce così tanto quando, tornando nel palazzo in cui è cresciuto con la sua famiglia, scopre che sul pianerottolo nessuno ha mai pensato di eliminare e riconvertire in altro il bagno alla turca che loro utilizzavano quotidianamente, non avendolo a disposizione in casa. Più che seguire i passi sul sentiero del successo nazionale – alcuni dei film scritti, diretti e interpretati dal trio sono tra i maggiori incassi di sempre al botteghino italiano – Chiarello si interessa alle radici, personali e collettive, non solo dei tre comici ma anche di molte persone con cui sono entrati in contatto prima che la fortuna arridesse al loro talento.
Ecco dunque Ida Kuniaki e Marina Spreafico, cofondatori del Teatro Arsenale di cui i tre seguirono i corsi sul finire degli anni Settanta – Aldo e Giovanni, amici fin dalla più tenera età, insieme, Giacomo un anno più tardi –; ecco Paolo Rossi che fu con loro un neofita al Derby Club; e poi Gino e Michele, menti pensanti della Milano comica (nonché esegeti della battuta e archivisti della stessa, si pensi ai successi editoriali dei loro Anche le formiche…), fino ad arrivare a un altro terzetto, quello composto da Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto che sempre in quella realtà metropolitana lì ma muovendosi su un altro medium – non il teatro ma la radio prima e la televisione poi – con il nome Gialappa’s Band contribuirono negli anni d’oro di Mai dire Gol a rendere celeberrimi gli sketch surreali di questi comici peculiari, eredi di una tecnica puramente fisica laddove stava divenendo dominante la componente dialogica della risata. Non sbaglia Chiarello, ricorrendo ad alcuni inserti di montaggio, a suggerire una discendenza diretta dei tre non da totem della comicità tipici del cabaret ma dal vaudeville, e quindi da Charlie Chaplin, Buster Keaton, Stan Laurel e Oliver Hardy; senza per questo mettere a paragone i risultati ultimi raggiunti, sia chiaro. Per quanto l’evidenza di un tratto agiografico si faccia largo durante la visione di Attitudini: nessuna, l’impressione è che la regista vald’oisienne – ma fin dagli esordi di stanza in Italia –, più volte assistente alla regia per i film dei tre, cerchi la chiave di volta nelle intimità, nelle memorie personali e collettive di questi interpreti fondamentali della commedia italiana dell’ultimo quarantennio per arrivare a comporre un quadro genera(ziona)le in grado di narrare l’Italia, e il suo progressivo impoverimento culturale.
In questo Attitudini: nessuna pare legarsi in modo osmotico al precedente documentario Il cerchio, che Chiarello aveva portato a termine girando per anni all’interno di una scuola elementare romana. E forse non è casuale che il titolo con cui inquadra Aldo, Giovanni e Giacomo prenda spunto da una terrificante nota scolastica presente sulla pagella elementare di uno dei tre, e poi divenuta anche poesia per mano e mente di Aldo. Questa prossimità relazionale tra chi è dietro la camera e i soggetti protagonisti – che infatti si rivolgono più volte durante le riprese a “Sophie” – scardina la retorica del documentario prossimo alla ritrattistica, e permette all’elegia di non smarrire durante il percorso i tratti meno concilianti dell’esistenza: ecco dunque il commovente incontro con Paola Galassi, regista storica dapprima del duo composto da Aldo e Giovanni e quindi del trio con l’aggiunta di Giacomo qualche anno più tardi, che ammette di essere rimasta profondamente ferita dal fatto di non essere mai stata coinvolta nel percorso cinematografico dei suoi colleghi; ed ecco l’amorevole chiacchierata con Marina Massironi che non può non prendere in esame anche il trauma, forse mai davvero risolto, del distacco. Attitudini: nessuna, viaggio nel fantasma di una Milano che oggi pare utopica vista la distanza che la separa da ciò che fu, è anche lo scandaglio di un percorso artistico che – chissà – forse è a sua volta oramai solo relegato nella memoria. Nella Milano/Italia di oggi c’è ancora spazio per questi tre insubordinati ragazzacci, mimi in una società dominata dalla verbalizzazione? C’è ancora spazio per Tafazzi, che al massimo può riemergere da una vecchia recensione su L’Unità, ora che non c’è più non solo il PCI (già si era in dimensione PDS) ma neanche la sede in via delle Botteghe Oscure? Questi interrogativi accompagnano un lavoro ben più prezioso di quanto possa apparire a prima vista, e che non è da confondere con la pletora di biopic documentari tutti uguali tra loro, privi di asperità, dimentichi della dimensione della melanconia.
Info
Attitudini: nessuna, un trailer.
- Genere: documentario
- Titolo originale: Attitudini: nessuna
- Paese/Anno: Italia | 2025
- Regia: Sophie Chiarello
- Sceneggiatura: Sophie Chiarello
- Fotografia: Giancarlo Cardillo
- Montaggio: Christian Marsiglia, Noemi Obinu
- Interpreti: Adriana Parola, Aldo Baglio, Annita Casolo, Arturo Brachetti, Calcedonia La Mattina, Carlo Taranto, Daniela Cristofori, Fausto Sassi, Giacomo Poretti, Giancarlo Bozzo, Gianni Canova, Giorgio Gherarducci, Giovanni Storti, Ida Kuniaki, Luciano Storti, Luigi Vignali, Marco Santin, Marina Massironi, Marina Spreafico, Maurizio Castiglioni, Michele Mozzati, Onorina Gianuzzi, Paola Galassi, Paolo Rossi, Silvana Fallisi, Stefano Rossetti, Tonino Caldana, Walter Veltroni
- Colonna sonora: Fratelli Trabace
- Produzione: Agidi Due, Driadi, Indigo Film, Medusa Film
- Distribuzione: Medusa
- Durata: 118'
- Data di uscita: 04/12/2025



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