Captain America – The Winter Soldier

Captain America – The Winter Soldier

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Torna il super-milite a stelle e strisce geneticamente modificato con Captain America – The Winter Soldier di Anthony Russo e Joe Russo. E questa volta è decisamente più convincente.

Il milite scongelato

Dopo l’avventura con i colleghi Vendicatori, Steve Rogers, alias Captain America, si è ritirato a vivere a Washington, dove cerca di adattarsi al mondo moderno. Quando un collega dello S.H.I.E.L.D. si trova sotto attacco, Steve viene coinvolto in una rete di intrighi che minaccia di mettere a rischio il mondo. Unendo le forze con la Black Widow, porterà infine alla luce un malvagio complotto, farà squadra con un nuovo alleato, Falcon, ma dovrà affrontare un inaspettato e temibile nemico: il Soldato d’Inverno… [sinossi]

Non era cosa facile infondere un po’ di vita e attualità al più stoccafisso tra i supereroi Marvel, ovvero il datato Captain America. Ma in fondo, dopo un primo capitolo, Captain America – Il primo vendicatore, tutto patria e ostentazione dei colori della rispettiva bandiera, il soldato mutante anti-Hitler, incarnato dal poco espressivo Chris Evans, aveva poi già visto la sua rocciosità venire scalfita dai lazzi impertinenti di Iron Man in The Avengers e c’era dunque da aspettarsi un suo notevole ridimensionamento. Tanto più che in Captain America – The Winter Soldier, secondo lungometraggio da indiscusso protagonista, Steve Rogers (questo il nome all’anagrafe del capitano) si ritrova, costretto dagli eventi già noti, a vivere nel XXI secolo (nel dettaglio, a Washington DC), con tutte le difficoltà del caso. Ha ancora qualche lacuna storica da colmare – in cima al suo taccuino degli appunti oltre al cibo thailandese c’è anche il nostro Roberto Benigni – e non è riuscito a trovare una degna compagna di vita, ma il capitano dallo scudo roteante è tornato in attività e collabora attivamente con il progetto S.H.I.E.L.D., in difesa del quale è pronto a lottare ad ogni latitudine e altitudine.

Questa volta, dovrà portare alla luce un oscuro complotto interno al progetto e, con l’ausilio della collega più navigata Natasha Romanoff (una sempre più acrobatica e convincente Scarlett Johansson) e di un nuovo alleato, il compagno in armi svolazzante Falcon (Anthony Mackie), si scontrerà con il temibile Soldato d’Inverno, un nemico appena scongelato, dotato di un’identità e di un passato tutti da scoprire.
Sono oramai lontani i tempi della Seconda Guerra Mondiale, epoca aurea in cui buoni e cattivi erano nettamente distiguibili e i soldati statunitensi potevano fregiarsi del ruolo di eroici liberatori del mondo dalla barbarie nazista, da allora, infatti, gli States hanno annoverato un nutrito quantitativo di complotti interni e guerre sporche estere, le cui scorie etiche e morali finiscono per tormentare il suo eroe nazionale per eccellenza.
Va da sé dunque che, soprattutto in virtù di questa nuova ambientazione contemporanea, Captain America – The Winter Soldier ci propone una maggiore problematizzazione del supereroe Marvel, il cui animo è roso dal dubbio e galvanizzato da interessanti rimuginazioni su concetti del calibro di fiducia, amicizia e appartenenza. La sceneggiatura ben calibrata, opera di Christopher Markus e Stephen McFeely, innesta dunque le avventure del protagonista e dei suoi sodali con problematiche di un certo peso e si struttura sovente intorno a dialettiche binarie come l’insanabile conflitto tra libertà e paura, compartimentazione e condivisione delle informazioni, punizione preventiva in stile Minority Report e umanissimo libero arbitrio.

Se nella primissima parte del film si eccede in qualche scena dialogata di troppo (numerosi i proclami e i discorsi introduttivi) non si possono poi che apprezzare alcune intelligenti trovate di scrittura, come ad esempio il delegare il riassunto delle puntate precedenti a una rapida incursione nel museo Smitsonian, dove troneggia una statua a grandezza naturale del nostro supereroe corredata dalle opportune didascalie e voice off illustrativa. Quanto alle sequenze d’azione, esse appaiono ben dosate e perfettamente calibrate: si parte in quarta con l’assalto notturno a una nave ostaggio di pirati, ben coreografato e tutto giocato sull’alternanza tra azioni verticali e orizzontali. Si prosegue poi con una coppia simmetrica di exploit al fulmicotone in interni dalle dimensioni vistosamente ristrette, che vedono protagonisti rispettivamente Fury (Samuel L. Jackson) nell’abitacolo di un’auto e Captain America in un iper-claustrofobico ascensore sospeso nell’aere.

Insomma, bisogna proprio ammettere – e non si fa alcuna fatica a farlo – che a differenza di Joe Johnston (firmatario della puntata precedente) Anthony e Joe Russo ci sanno fare, non barano col montaggio nei corpo a corpo e cesellano con cura ogni acrobazia, senza dimenticare di moltiplicare i campi di gioco al seguito dei tre alleati (il capitano, Natasha e Falcon), ciascuno esaltato nella sua precipua specialità. Al netto di cotale cospicuo dispendio di fantasia nell’orchestrazione dei momenti action, il 3D di Captain America – The Winter Soldier, come purtroppo spesso accade nei blockbuster stereoscopici contemporanei, appare piuttosto superfluo e persino invadente, specie quando finisce per puntare l’attenzione spettatoriale su due flute in primo piano, mentre il clou della scena giace sullo sfondo.
In compenso le espressioni al solito basite di Chris Evans vengono stavolta arginate, oltre che dalle evoluzioni della sua coriacea partner, anche da un’inattesa ironia imperante e contagiosa, che si fa largo anche tra le linee di dialogo più tecnicistiche e programmatiche (pensiamo ai tanti discorsi proclamati dall’alto funzionario dello S.H.I.E.L.D. incarnato da Robert Redford o all’ironica ridondanza delle informazioni fornite da un petulante computer di bordo automobilistico) e che si allarga qua e là a un “raffinato” citazionismo cinefilo, del quale è preferibile tacere i dettagli per non rovinare la sorpresa.

In fondo sembra che The Avengers, così concentrato com’era sul personaggio di Iron Man e sui suoi gustosi duetti comico-camerateschi con il sodale Hulk, abbia fatto scuola e possa di fatto costituire una sorta di spartiacque, oltre il quale l’entertainment dei cinecomics Marvel si proclama intenzionato a includere nei giochi anche di un pubblico più smaliziato. Procedendo sicuro in questa direzione, Captain America – The Winter Soldier tralascia di indottrinare lo spettatore su patriottismo e relativa retorica, e riesce nella missione difficile ma non impossibile di scongelare un personaggio e un franchise che alla loro prima sortita apparivano innegabilmente così rigidi e vetusti.

Info
Il sito ufficiale di Captain America – The Winter Soldier.
La pagina facebook di Captain America – The Winter Soldier.
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