Ex

Ex si muove tra molteplici generi, strizza di continuo l’occhio alla commedia, ma tiene spesso una porta aperta verso la tragedia e il melodramma in modo da realizzare, nelle intenzioni del suo autore, un’opera che sia la più completa possibile.

Notte prima del matrimonio (o del divorzio…)

Luca è alle prese con la causa di divorzio di Caterina e Filippo che si rimbalzano i figli, bambini degeneri che snobbano la playstation e vorrebbero andare al planetario. In casa è arcistufo della moglie Loredana, al punto da trasferirsi nell’appartamento del figlio universitario. L’altra figlia è a Parigi con Marc, ma la Nuova Zelanda chiama e promette una nuova vita e, forse, un nuovo amore. Intanto Sergio, dopo la morte di Michela, si ritrova con due figlie adolescenti e una fidanzata interdetta, mentre Paolo subisce le minacce dell’ex di Monique ed Elisa resta folgorata dalla scoperta che il prete che sta per sposarla a Corrado è in realtà il suo ex… [sinossi]

È stato ormai etichettato come il principale erede della commedia all’italiana, anche grazie agli incassi stratosferici dei suoi precedenti film – il dittico di Notte prima degli esami – con i quali ha riproposto con forza il mito degli anni Ottanta, e ora Fausto Brizzi prova a confermarsi come tale e magari, perché no, a rilanciare un po’ più in là la palla. Ma più che alla commedia nostrana Ex sembra guardare ad Oltremanica, alla scrittura di Richard Curtis (vedi Quattro matrimoni e un funerale) per esempio, e oltreoceano, su tutti a Garry Marshall (Se scappi ti sposo), tanto per rimanere tra i contemporanei, e a Blake Edwards per tirare fuori qualche classico.
Il film, scritto da Brizzi con il consueto duo Bruno/Martani, è allora un coacervo di risate e di strizzatine d’occhio, di piantarelli e di slapstick, di equivoci e di citazioni, furbetto forse ma probabilmente non insincero e certamente non dannoso né pericoloso come (tanto) altro cinema popolare nostrano.

Insomma, se è forse prematuro parlare di rinascita del cinema medio italiano, per Brizzi si può parlare come di un interessante affastellatore di storie per immagini, spesso davvero molto bravo nel tirar fuori dagli attori la loro peculiarità recitativa. Ed è questo forse il maggior talento di Brizzi, capace com’è di costruire intorno ai suoi personaggi una storia degna di questo nome, spesso utilizzando la verve comica di un cast che, come nel caso di Ex, è davvero variegato (tra cui brilla uno scatenato Silvio Orlando post-morettiano…). Vero, non tutti gli episodi della pellicola reggono bene alla lunga, ma in ognuno è quantomeno rintracciabile un guizzo, spesso di sceneggiatura o di recitazione, che alla fine fa la sua più che degna figura. Le ambizioni sono alte e non sempre ripagate, soprattutto quando ci si allontana dalla commedia e si eccede in un sentimentalismo alla melassa, e anche i richiami, le citazioni e perché no gli omaggi (come quello alla Pantera Rosa, con il gatto Kato che un De Luigi/Clouseau richiama ossessivamente una volta tornato a casa…) che si succedono nel film non sempre sono bene amalgamati al resto. Un esempio su tutti, Flavio Insinna che un po’ fa il verso al se stesso (televisivo) nel ruolo del prete e un po’ a Fernandel e al suo Don Camillo, inclusa la chiacchierata col Crocifisso…, finisce con l’essere più una caricatura che un vero e proprio personaggio dotato di spessore.
Ma, come detto, rispetto al dittico di Notte prima degli esami, il cinema di Brizzi qui sembra più maturo, è saranno davvero tanti i quarantenni che, guardando il film, si stropicceranno gli occhi nel ripensare al loro matrimonio naufragato. E soprattutto penseranno ai loro figli che, come emerge vividamente dalla pellicola, sono decisamente più stronzi dei genitori…
Info
Il trailer di Ex.
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