Bif&st 2017
Scienza, storia, contemporaneità e tanto cinema. Al via dal 22 al 29 aprile l’ottava edizione del Bif&st – Bari International Film Festival.
Dispiegare lungo i vari rivoli di una ricca e articolata programmazione quanto il cinema sia uno strumento di comprensione della realtà, della nostra Storia, delle manifestazioni scientifiche che ci circondano e ci riguardano, di quello che siamo, della nostra contemporaneità. È questo uno degli obiettivi al centro della ottava edizione del Bif&st – Bari International Film Festival che si svolgerà nel capoluogo pugliese dal 22 al 29 aprile. Questo trait d’union dell’evento ideato e diretto da Felice Laudadio e presieduto da quest’anno da Margarethe von Trotta, scorre sotterraneo in molti dei film proposti dalla kermesse, ma emerge con chiarezza se si scorrono a colpo d’occhio gli eventi speciali proposti in questa annata. A partire dalla sezione Cinema e scienza che avrà per protagonista l’attore Jacques Perrin (da giovane volto feticcio del cinema di Zurlini, ma anche interprete di Nuovo Cinema Paradiso), di cui verranno presentati i suoi lavori da regista dedicati al mondo degli animali, come ad Il popolo migratore. Questa sezione sarà accompagnata da incontri con rappresentanti del mondo scientifico, tra cui l’anatomo-patologa Cristina Cattaneo, che parlerà del suo lavoro per il riconoscimento delle salme dei migranti ripescate nel Mediterraneo. L’evento sarà accompagnato poi dalla proiezione di Lamerica di Gianni Amelio.
Oltre alla scienza, il Bif&st 2017 omaggerà una pagina importante della nostra Storia, con un evento speciale dedicato ad Antonio Gramsci, in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte. Quattro i film in programma per questo tributo, che prevede la partecipazione del presidente della Fondazione Gramsci Giuseppe Vacca: Antonio Gramsci – I giorni del carcere di Lino Del Fra (1977), Nel mondo grande e terribile di Daniele Maggioni, Laura Perilli, Maria Grazia Perria (2017), Gramsci 44 di Emiliano Barbucci, New York e il mistero di Napoli – Viaggio nel mondo di Gramsci di Gianni Amico e Giorgio Baratta (1993).
L’evento Gramsci è sintomatico di una importante missione didattica (nel senso migliore del termine, naturalmente) di cui il Festival di Bari si fa carico, offrendo così l’opportunità al suo pubblico di entrare in contatto, o riprendere familiarità, con le idee e le esperienze di vita di uno dei maggiori intellettuali politici del ‘900, oltre che naturalmente tra i fondatori del PCI e figura fondamentale della storia del comunismo. E l’intento formativo del Bif&est 2017 prevede anche un aspetto pratico, di relazione con il “lavorare con il cinema”, quale è il laboratorio, destinato a un gruppo selezionato di giovani montatori, tenuto dal maestro Roberto Perpignani, indiscussa professionalità del cinema (ha firmato negli anni il montaggio per diversi film di Bertolucci e dei fratelli Taviani), e non solo di quello nostrano (è stato il montatore di Orson Welles nei primi anni Sessanta).
Quanto alla discussione aperta sulla contemporaneità, la kermesse di Laudadio propone in questa edizione, nella data del 25 aprile in cui si festeggia la Liberazione, una proiezione speciale di Diaz di Daniele Vicari, a pochi giorni di distanza dalla diffusione della notizia che la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo obbligherà lo Stato italiano a risarcire le vittime delle vergognose violenze avvenute alla Caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova del 2001. Per completare questo sguardo sul reale, verrà poi proiettato al Festival anche Nove giorni al Cairo-tortura e omicidio di Giulio Regeni di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, documentario dedicato al giovane ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto nel febbraio 2016.
Il cinema e/è la nostra storia in ogni caso e questo ce lo ricorda l’immagine prescelta per rappresentare il Bif&st 2017 che, celebrando uno degli interpreti più talentuosi ed eclettici della settima arte, Vittorio Gassmann, vi affianca giustamente il regista che più di altri ha saputo esaltarne le doti istrioniche e metamorfiche – oltre a fustigare i nostri mali costumi – ovvero Dino Risi.
Come ogni anno, numerose saranno poi le Anteprime internazionali, italiane o mondiali, proposte al Bif&st nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli. Tra queste, si parte con la proiezione, il 22 aprile del nuovo film di Gianni Amelio La tenerezza, per proseguire con Scappa – Get Out l’angoscioso horror a tema razziale diretto da Jordan Peele e Le divan de Staline terza regia nel lungometraggio per Fanny Ardant, che sarà protagonista inoltre di una conversazione pubblica a due con Margarethe von Trotta che ha diretto l’attrice nel film Paura e amore (1988, in proiezione al Festival). Si segnala inoltre l’anteprima italiana di Return to Montauk, di Volker Schlöndorff, anche lui protagonista di una Lezione di Cinema, il pomeriggio del 29 aprile.
Torna inoltre quest’anno la sezione Panorama internazionale con una selezione di 10 film, tra anteprime italiane e internazionali, in lizza per il premio Bif&st 8 e 1/2, che sarà assegnato da una giuria composta da 30 spettatori e presieduta dall’attrice Chiara Caselli, al festival anche con il corto da lei diretto Molly Bloom. Tra i titoli in programma, spiccano Their Finest con Gemma Arterton e Bill Nighy, diretto dal regista di An Education Lone Scherfig e Tutto quello che vuoi, nuova regia firmata da Francesco Bruni, a tre anni di distanza da Noi 4. Appare inoltre assai intrigante il thriller fantapolitico De premier di Erik van Looy, una co-produzione tra Belgio e Paesi Bassi, in cui il primo ministro belga viene rapito e costretto a uccidere il presidente degli Stati Uniti.
La sezione più caratteristica del Bif&st resta anche quest’anno ItaliaFilmFest, concorso dedicato alle opere prime e seconde nostrane, dove lo scorso anno avevamo avuto modo di scoprire, ad esempio, l’interessante debutto di Gianclaudio Cappai Senza lasciare traccia. Tra i titoli di questa annata saranno riproposti, tra gli altri, In guerra per amore di Pif, La ragazza del mondo di Marco Danieli, I figli della notte di Andrea De Sica, visto al Torino Film Festival, Le ultime cose di Irene Dionisio, passato invece alla SIC a Venezia. Mentre l’unica anteprima mondiale di questa sezione sarà Taranta on the road di Salvatore Allocca, storia di due migranti tunisini che con l’aiuto di una band salentina cercheranno di raggiungere la Francia, e un futuro migliore.
Il meglio del cinema italiano visto in questa annata sarà poi premiato all’interno della sezione ItaliaFilmFest/Lungometraggi da una giuria composta da nove critici del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Tra i vincitori annunciati: Claudio Giovannesi miglior regista per Fiore, Valeria Bruni Tedeschi miglior attrice per La pazza gioia e Riccardo Scamarcio miglior attore per Pericle il nero; mentre il musicista e compositore partenopeo Enzo Avitabile sarà insignito del premio Ennio Morricone per le musiche di Indivisibili.
Numerosi saranno dunque gli ospiti del Bif&st 2017 e, in tal senso, si presenta piuttosto ricco anche il programma delle Lezioni di cinema che daranno modo al pubblico di dialogare con le personalità più differenti, da Andrej Konchalovskij ad Alessandro Gassmann, da Greta Scacchi a Pupi Avati, da Carlo e Enrico Vanzina a Dario Argento, di cui sarà possibile rivedere sul grande schermo la copia restaurata di Suspiria.
È una programmazione eclettica e ricchissima quella del Bif&st 2017, che spazia dall’impegno civile all’intrattenimento, dalle nuove scoperte alla riproposta dei vecchi maestri. Un calderone sobbollente cultura e approfondimento, discussione e condivisione, per il quale, come è stato annunciato nel corso della conferenza stampa romana dall’assessore all’Industria Turistica e Culturale Loredana Capone, la Regione Puglia ha stanziato quest’anno un finanziamento triennale, che consentirà al Festival e a tutti quelli che ci lavorano di progettare con ampio margine temporale le prossime annate, senza dover attendere, come a volte accade nei festival nostrani, quei vitali stanziamenti di fondi, il cui ritardo – a volte accade – rischia di inficiare la riuscita di un evento. È un segnale importante questo, perché la cultura, la condivisione e la riflessione sul reale attraverso il cinema e il lavoro di organizzazione di un evento che li veicoli, non possono sussistere senza l’adeguato finanziamento pubblico.

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