A Star Is Born

A Star Is Born

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Ennesimo remake di È nata una stella di William Wellman, esordio alla regia dell’attore Bradley Cooper e probabile consacrazione sul grande schermo per Lady Gaga, A Star Is Born manca non di poco una vera e propria ragion d’essere. Eppure funziona quasi tutto, a partire dai due fascinosi e talentuosi protagonisti. E poi le canzoni, il romanticismo, la messa in scena. Manca però la scrittura, fin troppo imbrigliata. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2018.

Troppe stelle in questo cielo

Musicista di successo dal passato travagliato, Jackson Maine scopre in un pub la talentuosa Ally, ragazza estroversa che ha abbandonato il sogno di diventare una cantante professionista. Jack si innamora all’istante e, dopo una lunga notte romantica passata a parlare e cantare, invita Ally al suo concerto. Inizia così una storia d’amore e di successo, una fulminea scalata verso la fama… [sinossi]

Belli e bravi. Non manca niente a Bradley Cooper e Lady Gaga. Funzionano come coppia, innamorati e un po’ folli. Funzionano sul palco, stracolmi di energia, di talento, di presenza scenica. Funziona la prima parte, l’incontro, l’infatuazione, l’amore. C’è il tributo a Lady Gaga, icona e paladina della comunità LGBT; ci sono le voci e le canzoni, i corpi, il romanticismo travolgente. Poi la scintilla inizia a farsi fioca, come il film. Lady Gaga regge la parte e Bradley Cooper è un regista interessante, ma la ragion d’essere di A Star Is Born si esaurisce in fretta, complice una sceneggiatura quasi svogliata e con troppi paletti. La parabola autodistruttiva è superficiale, data per scontata, e si ragiona poco sullo star system, sulle regole del successo, sulla musica.

Ennesimo remake di È nata una stella (1937) di William Wellman, che già attingeva a piene mani da A che prezzo Hollywood? (1932) di George Cukor, A Star Is Born è uno degli eventi della Mostra del Cinema di Venezia 2018. Uno dei titoli più attesi della prossima stagione. Un probabile campione d’incassi. Senza dubbio. È, in fin dei conti, un’operazione perfetta: vince Hollywwod, vince la musica, trionfa Lady Gaga. En plein. E sarà probabilmente un buon viatico per la carriera da regista di Cooper, che cerca di prendere un po’ da David O. Russell e un po’ da Derek Cianfrance. Insomma, il côté melodrammatico è preponderante, sostenuto con estrema efficacia dalle note e dalle voci. Belli e bravi, si diceva.
Quello che non funziona in questo progetto perfettamente studiato a tavolino (difficile trovare due interpreti più adatti od offrire a Lady Gaga una più efficace mise en abîme di questa…) è proprio il tavolino, la presenza castrante di Lady Gaga. Nella fulminea ascesa all’olimpo di Ally, che brucia le tappe come lo script, le scorie sono frettolosamente spazzate sotto un tappeto: complicato affondare il coltello sui buoni propositi che svaniscono, sulla natura sfrontata e un po’ ribelle che cede il passo ai capelli colorati e alle tutine attillate. E alle ballerine, i video, le date che diventano improvvisamente della trappole, delle prigioni.

A Star Is Born preferisce – deve – restare in superficie, imboccando la strada del melodramma ipertrofico, dell’autodistruzione pilotata. Sentimenti scomposti, una via crucis programmatica per lo sconfitto designato (censurabile la sequenza col rampante manager, toccante ma a orologeria l’addio col pur intensissimo Sam Elliott). E così il film inizia a scorrere su due binari paralleli e piuttosto scontati. Gradevoli, certo, ma triti e ritriti. Il trionfo e la sconfitta. L’ascesa e la discesa.
Mentre la pellicola scivola via, già risucchiata nel calderone delle varie versioni (non è facile confrontarsi con George Cukor, ma non è nemmeno necessario), destinata inevitabilmente a essere minore, non possiamo che tornare alla prima parte, al primo approccio, al bancone del pub, alla scintilla. Ed è proprio lì, nel felice incontro tra Ally e Jackson e soprattutto tra Lady Gaga e Bradley Cooper, che si decide tutto: la strada facile ma poco fertile è il remake, mentre il coraggio ci avrebbe portato verso altri lidi. Probabilmente migliori.

Info
Il trailer di A Star Is Born.
La scheda di A Star Is Born sul sito di Venezia 2018.
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