Un colpo di fortuna

Un colpo di fortuna

di

Con Coup de chance (Un colpo di fortuna) l’ottantasettenne Woody Allen torna a Parigi per dirigere il suo primo film non parlato in inglese: la trasferta si dimostra una piacevolissima digressione sui temi cari al regista newyorchese, a partire dal ruolo che svolge il caso nella vita degli esseri umani. Fuori concorso a Venezia 2023.

Domicile conjugal

Dopo tanti anni, Fanny e Alain si incontrano per caso in una strada di Parigi: lui, single e invaghito di lei fin dalle scuole superiori, coglie al volo la fortuita coincidenza e la invita a pranzo. Fanny è però sposata con il ricchissimo Jean, un finanziere dai traffici poco chiari, ma accetta di rivedere Alain: la scintilla tra i due si accenderà in fretta… [sinossi]

Che ruolo ha il caso nelle nostre vite? Quanta parte gioca la fortuna nel determinare le esistenze? Il cinquantesimo film dell’instancabile Woody Allen riprende dilemmi assai cari all’autore newyorchese fin dai tempi di Crimini e misfatti ma che hanno contraddistinto moltissimo gli ultimi vent’anni del suo cinema a partire da quel Match Point cui Coup de Chance (letteralmente “un colpo di fortuna”, titolo per di più scelto nella distribuzione italiana) in qualche misura si riallaccia. Nel cupo dramma con Scarlett Johansson del 2005 eravamo a Londra mentre qui siamo Parigi, ma la Ville Lumière è molto differente da quella, nostalgica e magica, messa in scena in Midnight in Paris e ricorda quasi più la fredda capitale britannica: uno dei protagonisti del film presentato Fuori Concorso a Venezia è infatti un finanziere dai traffici un po’ opachi e il denaro, qui come in Match Point, può far perdere di vista il romanticismo. Come in Match Point infatti ci sono una coppia in cui uno dei due (il marito) è molto molto ricco e un terzo incomodo che invece è molto squattrinato. Come in un altro film inglese di Allen, Scoop, un “aiutante” (là interpretato dallo stesso regista nella parte di un mago un po’ cialtrone) avrà poi un ruolo rilevantte per dirimere la faccenda e risolvere gli inghippi che si andranno a creare: infatti, come Scoop, anche Un colpo di fortuna è una commedia squisitamente alleniana ma che guarda dichiaratamente alla scorrevole profondità di François Truffaut chiamato in causa fin dal nome della protagonista da nubile, Fanny Moreau (difficile non notare la crasi tra Fanny Ardant e Jeanne Moreau), ma anche nel ricorso a un’agenzia di investigatori privati che porta alla mente il bizzarro lavoro di Antoine Doinel in Baci rubati.

Girato totalmente in francese con attori d’oltralpe, il film inizia col fortuito incontro tra due ex compagni delle superiori, Fanny (Lou de Laâge) e Alain (Niels Schneider), che un tempo abitavano nella Grande Mela e che ora sono tornati in Francia. I due non si vedono da anni, ma lui si ricorda perfettamente di lei essendone innamorato da sempre, mentre lei, benché contenta di vederlo, dapprima appare meno entusiasta del casuale rendez-vous per strada. Fanny accetta comunque di pranzare con il vecchio conoscente con cui, lo voglia o no, si sente a proprio agio. La donna ritrova infatti con Alain una naturalezza che manca, a ben vedere, nel suo matrimonio con Jean (Melvil Poupaud in una parte “in linea” con quella interpretata nel drammatico L’Amour et les Forêts di Valérie Donzelli), un riccone che la vizia con diamanti e una casa di lusso, ma che forse rappresenta per lei solo un rifugio dopo le sue burrascose e fallite prime nozze con un musicista tossicomane. Come spesso le ripete sua madre (Valérie Lemercier, che sarà poi “l’aiutante” della situazione), Jean la adora, la vizia, la porta sul palmo di mano: dopo essere stata con uno spiantato, Fanny insomma non poteva trovare di meglio. Ma Fanny, un po’ come Owen Wilson in Midnight in Paris, forse è più sentimentale di quanto vorrebbe e Alain, scrittore bohémien che abita in una mansarda, la intriga sempre più risvegliando in lei un lato più autentico. Nonostante la sua borsa Hermès che la apparenta alla protagonista di Blue Jasmine, Fanny è molto distante dal personaggio di Cate Blanchett mentre suo marito ha qualcosa in comune con quello di Alec Baldwin e la magione in campagna in cui Jean va a caccia (portando con sé Fanny, che invece si annoia) ha una funzione non dissimile da quella negli Hamptons posseduta dai milionari di Park Avenue del film del 2013. E del resto Un colpo di fortuna mette in mostra e ridicolizza la buona società parigina, ipocrita e superficiale quanto quella dell’Upper East Side. Woody Allen, insomma, riprende caratteri, situazioni, eventi di molti suoi lavori precedenti ma ribaltandone gli esiti, i toni, le funzioni dei personaggi e reallizzando un film dalla propria peculiare personalità, brillante e divertente, dalla scrittura felice e ispirata. Fanny sceglierà Alain? E se sì come reagirà il geloso e possessivo Jean? Che dirà poi la madre di Fanny che stravede per Jean? Altra tematica cara al regista è quella di voler vedere solo ciò che si desidera e di ignorare più o meno consciamente ciò che disturberebbe i nostri piani: sempre per restare in tempi recenti è quanto accade alla protagonista di Scoop che non vuole accettare che il ricchissimo di cui si è innamorata sia un assassino, ma accade appunto a Jasmine nel film che porta il suo nome e accade anche in Un colpo di fortuna un film che, ancora una volta, sottolinea quanto poco controlliamo gli eventi della vita mentre presumiamo di essere artefici della nostra fortuna, voltando lo sguardo laddove ci sia qualcosa che disturba il nostro schema. Dove cadrà insomma, questa volta, l’anello che in Match Point poteva inchiodare l’omicida Jonathan Rhys Meyers alla giustizia? Da che parte soffierà il caso? Qualcuno aprirà gli occhi?

Impossibile non sottolineare la stratificazione della fotografia di Vittorio Storaro, alla quinta collaborazione con il cineasta (Café Society, La ruota delle meraviglie, Un giorno di pioggia a New York, Rifkin’s Festival) e non notare quanto i colori utilizzati negli interni della casa di Jean e Fanny ricordino i colori dell’appartamento in cui vivono Bill e Alice ossia i protagonisti di Eyes Wide Shut di Kubrick, un’altra coppia in cui l’elemento economico svolge una funzione centripeta. Raffinati e articolati sono molti movimenti di macchina, con carrelli che seguono i personaggi raramente in maniera così ravvicinata nel cinema di Allen e prediligendo la continuità della ripresa senza spezzare l’azione (quest’ultimo elemento è in realtà molto usato in tanti film del cineasta e fa effetto pensare che spesso non si riconosca l’enorme cura della messa in scena da parte del grandissimo regista). Con il suo tono scanzonato e “francese”, Un colpo di fortuna è una piacevole rivisitazione delle opere più recenti del Maestro, una leggiadra riflessione sulla fragilità e la labilità dell’esistere e contiene alcuni “colpi in canna” (anche letteralmente) molto spassosi: il 50° Allen della nostra vita dimostra ancora una volta che il regista da oltre mezzo secolo resta in grado di regalarci intelligenza e sagacia con un’eleganza che pochissimi, davvero pochissimi, possono vantare.

Info
Un colpo di fortuna sul sito della Biennale.

Articoli correlati

Array
  • Venezia 2023

    Venezia 2023 – Minuto per minuto

    Venezia 2023 festeggia le ottanta edizioni della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, contraddistinguendosi per lo spazio rilevante concesso alla produzione nazionale, a partire dalla presenza in concorso di ben sei film italiani.
  • Venezia 2023

    Venezia 2023

    Venezia 2023, ottantesima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, conferma la struttura che è quella consolidata dal 2012, cioè a dire da quando Alberto Barbera ha ripreso il timone del comando: grande spazio all'occidente con il resto del mondo relegato in un cantuccio.
  • Festival

    Venezia 2023 – Presentazione

    Venezia 2023, ottantesima edizione della Mostra e penultima sotto l'egida di Alberto Barbera, si era inaugurata con la defezione di Challengers di Luca Guadagnino, scelto come film d'apertura. La Mostra ha avuto però la forza di trattenere gli altri film hollywoodiani selezionati, e guarda ancora a occidente.
  • Festival

    Settimana della Critica 2023 – Presentazione

    La Settimana della Critica 2023 è la trentottesima edizione della sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Un occhio sul presente, per rintracciare le coordinate del futuro.
  • Festival

    Venezia 2023 presenta la sezione Classici

    In attesa di comprendere cosa accadrà con i film di produzione statunitense, forse bloccati per via dello sciopero di sceneggiatori e attori, Venezia 2023 presenta la sezione Classici, dedicata ai film del passato restaurati in digitale. Tra questi il corto documentario Portrait of Gina che Orson Welles nel 1958 dedicò a Gina Lollobrigida.
  • In sala

    rifkin's festival recensioneRifkin’s Festival

    di Rifkin's Festival è la cinquantesima regia cinematografica di Woody Allen, che qui ripercorre alcune delle strade poetiche a lui più congeniali, affidando il proprio alter ego a Wallace Shawn. Un'opera che non aggiunge granché alla carriera di Allen, ma che ne testimonia la vitalità intellettuale.
  • Cinema

    crimini e misfatti recensioneCrimini e misfatti

    di Gli anni Ottanta si chiudono per Woody Allen con Crimini e misfatti, coraggiosa fusione tra due storie tra loro apparentemente parallele e in realtà costruite sul concetto di “cecità”, e di perdita della vista (e dunque dello sguardo).
  • Cinema

    La rosa purpurea del Cairo recensioneLa rosa purpurea del Cairo

    di Ammaliandoci fin dai titoli di testa con la soave voce di Fred Astaire che canta Cheek to Cheek, La rosa purpurea del Cairo è una parabola morale breve, puntuale e allo stesso tempo anche uno dei film più tristi della carriera di Woody Allen. La luce resta solo nella cabina di proiezione...
  • Cinema

    hollywood ending recensioneHollywood Ending

    di Hollywood Ending non è uno dei migliori parti creativi di Woody Allen, ma consente al regista newyorchese di raccontare una volta di più - e con particolare crudeltà - il mondo di Hollywood, quel mondo che di lì a qualche anno tornerà di nuovo a emarginarlo e infangarlo, in barba a tribunali e inchieste archiviate.
  • Cult

    Misterioso omicidio a Manhattan recensioneMisterioso omicidio a Manhattan

    di Misterioso omicidio a Manhattan, ventiquattresima regia per il cinema di Woody Allen, è una delle digressioni sul tema del noir tanto care al regista newyorchese, che imbastisce una storia di ricatti e vendette in salsa slapstick, recuperando la partner di un tempo Diane Keaton.
  • Buone feste!

    Amore e guerra

    di Amore e guerra è con ogni probabilità il capolavoro comico di Woody Allen, nonché l'ultimo film della prima fase della sua filmografia prima dell'avvento "autobiografico" con Io e Annie, ma sarebbe riduttivo fermarsi a questo.
  • Prossimamente

    Un giorno di pioggia a New York (2019) Recensione | Quinlan.itUn giorno di pioggia a New York

    di Nel suo cimentarsi con una commedia adolescenziale spassosa e rocambolesca, Woody Allen in Un giorno di pioggia a New York dice la sua sul ruolo dell'intellettuale e sulla sua natura ontologicamente, geneticamente amorale e libertina.
  • Archivio

    La ruota delle meraviglie RecensioneLa ruota delle meraviglie

    di La ruota delle meraviglie è la quarantottesima regia per il cinema di Woody Allen, che attraverso un gioco di riflessi con Tennessee Williams rinverdisce una volta di più la sua lettura filosofica della vita e della 'naturale' sofferenza dell'umano.
  • Berlinale 2017

    Io e Annie

    di Compie quarant'anni Io e Annie: il capolavoro di Woody Allen, quello che meglio armonizza l'inventiva e la prorompenza del suo primo cinema con la fase successiva. Presentato alla Berlinale in versione restaurata.
  • Torino 2016

    Il dormiglione

    di Il dormiglione segna l'incursione di Woody Allen, alla quinta regia, nei territori della fantascienza, tra eversioni del corpo e del linguaggio. A Torino nella retrospettiva Cose che verranno.
  • Cannes 2016

    Café Society RecensioneCafé Society

    di Leggiadro, ironico, romantico, nostalgico. Il nuovo film di Woody Allen apre ufficialmente la 69a edizione del Festival di Cannes. Un’apertura glamour, da copertina, col riflesso della Hollywood d’antan e le bellezze di oggi Kristen Stewart e Blake Lively.
  • Archivio

    Irrational Man RecensioneIrrational Man

    di Il nuovo film di Woody Allen racconta la storia di un professore di filosofia in crisi esistenziale. Sarà una sua studentessa a dargli un nuovo scopo nella vita. Fuori Concorso a Cannes 2015, una delle opere più ispirate del regista newyorchese da molti anni a questa parte.
  • Archivio

    Magic in the Moonlight

    di Una commedia in costume intimamente autoreferenziale, nella quale Woody Allen tiene a parlarci, fondamentalmente, della sua arte e dei suoi vecchi trucchi.
  • DVD

    Blue Jasmine

    di Woody Allen si odia o si ama, e così molti dei suoi ultimi film, il cui giudizio tende a cambiare a seconda delle visioni. Non con Blue Jasmine, che è e resta uno dei suoi migliori film degli ultimi vent’anni. La recensione del DVD edito dalla Warner Bros.
  • Archivio

    Un'immagine di Blue Jasmine, il nuovo film di Woody AllenBlue Jasmine

    di Lasciati da parte i cliché da cartolina, Woody Allen con Blue Jasmine torna a puntare l'obiettivo sugli esseri umani e sulle dinamiche del vivere, realizzando un film dolente e doloroso che non cede al patetismo.
  • Cannes 2010

    Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni recensioneIncontrerai l’uomo dei tuoi sogni

    di Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni è l'ennesima variazione sulla partitura attorno alla quale Woody Allen ha costruito gran parte della sua filmografia: eppure in questa occasione l'insieme sembra muoversi quasi per puro meccanicismo, e senza troppa ispirazione (a parte la riuscita di alcune soluzioni comiche).