Roma 2022

Roma 2022

Con Roma 2022, diciassettesima edizione della Festa del Cinema, la kermesse capitolina cambia una volta di più faccia sotto l’egida di Paola Malanga, che arriva a dirigere il festival dopo il settennato di Antonio Monda. Torna il concorso, si lavora di “freestyle”, ma il cuore pulsante sembra ancora essere Alice nella Città.

Passano gli anni, cambiano i direttori, ma la Festa del Cinema in qualche modo sembra sempre la stessa. Così l’avvento di Paola Malanga in qualità di direttrice – o direttora che dir si voglia – pare mutare solo lievemente le dinamiche di un evento che nonostante tutto continua a mancare di un’identità precisa; certo, il settennato di Antonio Monda, con molte più ombre che luci, potrebbe essere facilmente rimosso dall’immaginario collettivo, e magari basterà qualche film piazzato al momento giusto per compiere l’impresa, ma in generale si avverte con forza il sentore di una realtà immobile, quasi impossibile da scalfire nonostante il succitato anonimato della struttura portante. A chi si rivolge in fin dei conti la Festa? All’estero in pochi ne parlano, e senza particolare entusiasmo (ed era così anche sotto l’egida di Monda, nonostante venisse pubblicizzato il contrario), e in città non si avverte chissà quale interesse, forse anche per quella collocazione così peculiare e a sua volta sfortunata, in un quadrante della città difficile da raggiungere per la stragrande maggioranza degli abitanti, e che da sempre è connotato come appartenente a un’élite politica e culturale. Certo, è vero che la Festa sta cercando di decentrarsi, ma è anche questa una storia vecchia, e che finora non ha mai portato i risultati sperati – qualcuno ha memoria di Leonardo DiCaprio a presentare i suoi documentari “ecologisti” in quel di Tor Bella Monaca?

Eppure la Festa torna ancora, e con lei si riaccende il “villaggio” attorno all’Auditorium, si accalcano gli accreditati sul 2, il tram che percorre la via Flaminia, si rispolvera la vituperata ma in realtà bella sala del MaXXI in via Guido Reni. Tornano i film, ed è augurabile che gli spettatori si avvicino alla Festa non solo per “godere” della transumanza sul red carpet di questo o di quell’altro invitato ma per scoprire un programma che rimette al centro del discorso un concorso, scommette su “Freestyle”, sezione che sembra guardare al fu CinemaXXI ideato da Marco Müller senza però possederne la visione e soprattutto il rigore, e prova a dialogare con gli altri festival, in parte saccheggiando in parte omaggiando gli altrui programmi. Ecco quindi la Palma d’Oro Triangle of Sadness, e altri titoli più o meno rilevanti. Ma l’attenzione la ruba ovviamente l’anteprima italiana – il film uscirà a dicembre – dell’attesissimo The Fablesman di Steven Spielberg, per di più con David Lynch nella parte di John Ford! Non è forse casuale che quest’ultimo film la Festa lo condivida con la programmazione di Alice nella Città, unica realtà dell’evento capitolino a essere rimasta immutata nel corso di questi lunghi diciassette anni, e quindi l’unica ad avere una storia così solida da non aver bisogno di “dichiarare” la propria identità. Sarà in quello spazio, co-diretto da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, che si troveranno alcune delle visioni più interessanti, e laterali, di questa Roma 2022. Ma non c’è, per l’appunto, di che stupirsi.

Info
Il sito della Festa di Roma 2022.

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