Berlinale 2020
Berlinale 2020 significa non solo che il festival taglia il prestigioso traguardo delle settanta edizioni, ma anche che l’era di Kosslick è oramai alle spalle, ed è iniziata quella di Carlo Chatrian. Un nuovo corso che se da un lato sembra non voler smontare l’anima centrale del festival, dall’altro apre a mondi che finora avevano lambito solo parzialmente le sale attorno a Potsdamer Platz. Il concorso è rivitalizzato, sulla carta, rispetto al passato recente, e perfino una nuova sezione è sorta (Encounters) ad accompagnare le storiche Panorama, Forum, Generation e via discorrendo.
In una Berlino forse in crisi e sicuramente in ristrutturazione, con il Cinestar del Sony Center che cinema non è più, l’Arkaden che non dà più da mangiare e la metropolitana che ferma solo in una direzione a Potsdamer Platz, si inaugura ufficialmente la settantesima edizione del festival che, insieme a Rotterdam, segna l’inizio dell’annata di visioni per critici e addetti ai lavori. Berlinale 2020 significa anche prima edizione da direttore artistico per Carlo Chatrian, che porta con sé dall’esperienza locarnese alcuni titoli e alcuni autori, inventa ex novo una sezione (Encounters, all’interno della quale si agitano le visioni sempre preziose tra gli altri di Cristi Puiu, Victor Kossakovsky, Sandra Wollner, Alexander Kluge & Khavn de la Cruz), e per il resto sembra proseguire sulla scia della storia della kermesse germanica. Perché una Berlinale tale non sarebbe senza le file di spettatori a prendere d’assalto le sale cittadine, dimostrazione fertile e felice del connubio tra necessità artistiche e percezione popolare. Di nomi da segnare a priori su un taccuino per non perderli dalla memoria ce ne sono a bizzeffe (si pensi a Jia Zhangke, Hong Sangsoo, Kelly Reichardt, Philippe Garrel, Tsai Ming-liang, solo per portare degli esempi), e anche la pattuglia italiana appare ben più coraggiosa del solito, con i fratelli D’Innocenzo in concorso, così come l’oramai adottato Abel Ferrara – e Giorgio Diritti con il suo ritratto di Antonio Ligabue -, e Luca Ferri e Zapruder nel programma del Forum. L’impressione è che ci sia da divertirsi. Lo scopriremo a breve.

Im Feuer
Intervista a Daphne Charizani
Intervista a Ivan Ostrochovský
Servants
Intervista a Teboho Edkins
Days of Cannibalism
Intervista a Uisenma Borchu
Schwarze Milch
Intervista a Catarina Vasconcelos
Intervista a Lois Patiño
Lúa vermella
A metamorfose dos pássaros
Intervista a Radu Jude e Adrian Cioflâncã
Intervista a Nobuhiro Suwa
Intervista a Jia Zhangke
Irradiés
La casa dell’amore
Intervista a Tsai Ming-liang e Anong Houngheuangsy
Mai raramente a volte sempre
«Quando il dialogo diventa azione». Intervista a Cristi Puiu
Shirley
Il male non esiste
Days
The Roads Not Taken
Voices in the Wind
The Trouble with Being Born
Berlin Alexanderplatz
DAU. Natasha
Uppercase Print
Favolacce
My Little Sister
The Woman Who Ran
Siberia
Imprevisti digitali
Swimming Out Till the Sea Turns Blue
Todos os mortos
Undine – Un amore per sempre
Le sel des larmes
First Cow
Zeus Machine. L’invincibile
Malmkrog
Volevo nascondermi
Pinocchio