Roma 2023
Roma 2023, diciottesima edizione della Festa, introduce la kermesse capitolina nella cosiddetta “età adulta”. I problemi però rimangono sempre gli stessi, almeno a prima vista: una identità difficile da mettere a fuoco, e una collocazione scomoda all’interno della città. Grande spazio lo ottiene, come dopotutto già a Venezia, il cinema italiano.
Passano gli anni, cambiano i direttori e i consigli di amministrazione, ma i problemi che affliggono la Festa del Cinema di Roma fin dalla sua inaugurazione nel 2006 paiono sempre gli stessi. Anche ora che il Rome Film Fest – questa la dicitura attuale dell’evento, con quell’utilizzo dell’inglese che ambirebbe a donare un tocco di internazionalità al tutto quando invece ottiene l’esatto effetto contrario, apparendo come una dichiarazione di “provincialismo” – compie diciotto anni, facendo l’ingresso in quella che per consuetudine viene considerata l’età adulta, non si può fare a meno di notare come ci si fermi a porsi gli stessi, eterni, interrogativi: qual è il ruolo che realmente ricopre la Festa? Quale orizzonte cinematografico serve a “scoprire”? Una volta sciolti tali quesiti si potrebbe azzardare una risposta sull’eventuale riuscita o meno, sul raggiungimento dell’obiettivo primario, ma il punto è proprio quello di non essere in grado di togliersi dalla testa il tarlo del dubbio. In diciotto edizioni non è stato possibile infatti trovare il bandolo della matassa, e dunque attribuire alle giornate che si svolgono principalmente all’Auditorium Parco della Musica, alle pendici dei Parioli, un senso compiuto che vada al di là della necessità di programmare e proiettare film. Si verrà tacciati di ripetitività, ma solo ed esclusivamente le tre edizioni svolte sotto l’egida di Marco Müller – dal 2012 al 2014 – e tanto vituperate da gran parte della stampa solo perché in quegli anni il governo della città era in mano alla destra alemanniana, indicavano una direzione chiara, netta, ovviamente discutibile ma almeno priva di ombre del dubbio. Roma 2023 continua dunque sul solco del passato, e al secondo anno la mano della direttrice Paola Malanga e del presidente Gian Luca Farinelli fatica a riverniciare la palizzata dopo il lungo – e a parer nostro infruttuoso – interregno capitanato da Antonio Monda. [continua a leggere]

Io, il tubo e le pizze
Misericordia
Estranei
Cento domeniche
E la festa continua!
Dall’alto di una fredda torre
Gli immortali
Eureka
En attendant la nuit
The New Toy
Comme un fils
I limoni d’inverno
Past Lives
À la Recherche
Eileen
Je’vida
Resvrgis
Il libro delle soluzioni
Pedágio
La guerra del Tiburtino III
The Hypnosis
Dream Scenario – Hai mai sognato quest’uomo?
Un silence
Il ragazzo e l’airone
Superluna
Achilles
Palazzina LAF
Holiday
Volare
Blaga’s Lessons
Saltburn
Un amor
Kripton
Jeff Koons – Un ritratto privato
The End We Start From
Invelle
Diabolik chi sei?
Mi fanno male i capelli
Mur
La foresta dei pugnali volanti
C’è ancora domani
Roma 2023 – Presentazione
Paradise is Burning
A cielo abierto
Il compleanno di Enrico
Il gusto delle cose
La chimera
Club Zero
Room 999
Anatomia di una caduta
La zona d’interesse
Godard par Godard
L’ultima regina – Firebrand
Film annonce du film qui n’existera jamais: « Drôles de Guerres » (1er tournage)
Medea
In the Mood for Love
Il sapore del riso al tè verde
La morte ti fa bella
Together
Velluto blu
Ovosodo
L’odore della notte
Profondo rosso
Come il vento
La canzone più triste del mondo
La canzone più triste del mondo