Venezia 2022

Venezia 2022

Venezia 2022, settantanovesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, riapre le sale al 100% della capienza; un ritorno alla normalità, offuscato però almeno in parte dalla guerra che infuria a poco più di mille chilometri dal Lido, dalla crisi energetica, e anche dall’approssimarsi delle elezioni politiche. Il cinema riuscirà a trovare il proprio spazio?

Il primo dato da segnalare è che Venezia 2022, settantanovesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, festeggerà anche e soprattutto il novantennale di quel primo programma di film che nel 1932, all’Hotel Excelsior, diede vita al più antico festival dedicato alla settima arte: un’occasione da onorare nel migliore dei modi. Quella che all’epoca venne chiamata 1ª Esposizione internazionale d’arte cinematografica alla 18ª Biennale si sviluppò per volontà di Giuseppe Volpi – cui è dedicata da decenni una delle sale della Mostra –, Antonio Maraini, e Luciano De Feo, si svolse nell’arco di due settimane a cavallo di Ferragosto e ospitò trentanove film provenienti da nove nazioni, per l’esattezza Italia, Stati Uniti d’America, Francia, Unione Sovietica, Paesi Bassi, Cecoslovacchia, Polonia, Regno Unito, e Germania. La Biennale ha già provveduto a commemorare questo anniversario l’8 e il 9 luglio scorsi, con l’inaugurazione di una mostra dedicata all’edizione del 1932 al Portego di Ca’ Giustinian, un convegno alla Biblioteca della Biennale, sita ai Giardini, e infine la proiezione in Sala Grande di Pioggia di Joris Ivens e Mannus Franken, e Gli uomini, che mascalzoni… di Mario Camerini, entrambi programmati anche novant’anni fa. Ciononostante sarebbe importante consacrare l’intero 2022 a un dialogo incessante tra presente e passato, anche smarcandosi dalla “dittatura” del restauro digitale che è divenuto negli anni l’unico appiglio retrospettivo; nel 1992, a sessant’anni dalla prima edizione e sotto la direzione di Gillo Pontecorvo, venne ad esempio curata la retrospettiva Venezia 1932 – Il cinema diventa arte a cura di Giorgio Gosetti, all’interno della quale vennero ospitati ben trentasei dei trentanove film che animarono la prima manifestazione.

Al di là di questo, l’impressione che lascia il programma della settantanovesima edizione, presentato oggi nella rituale conferenza stampa (che oramai però si tiene solo a distanza, in una virtualità che disincarna sempre di più la necessità di un confronto) da Alberto Barbera e Roberto Cicutto, è quella di una progressiva radicalizzazione di una visione della Mostra che Barbera ha messo in atto sin da quando è stato richiamato alla direzione, nel 2012. La Mostra di Barbera è un evento mediatico, in grado di richiamare l’attenzione sotto il profilo dello spettacolo e del glamour, che guarda essenzialmente a tre nazioni: gli Stati Uniti, la Francia, e ovviamente l’Italia. Partire da quest’ultimo punto è forse doveroso. [continua a leggere]

Info
Il sito ufficiale di Venezia 2022.

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